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Gli exchange students ospiti in Lombardia a San Siro

Giulia davanti ad un panorama islandese

In posa davanti ad un edificio del Tempio del Cielo

Sulla spiaggia nella Repubblica Dominicana

Foto in Egitto

Danze tradizionali svedesi

1. Posso scegliere il Paese dove voglio andare?

Devi indicare almeno tre preferenze e Intercultura farà il possibile per soddisfarle. Ricorda inoltre che indicandone un numero maggiore (fino a 10) avrai molte più possibilità di vederti assegnato uno dei posti disponibili. In genere le richieste per Canada, Australia e Nuova Zelanda sono molto superiori alle disponibilità. Intercultura può proporre delle destinazioni alternative poichè ritiene che il valore di un’esperienza così importante non dipenda dal Paese in cui si svolge, ma dal fatto stesso di potersi confrontare con un’altra cultura, qualunque essa sia.

2. Come funziona l'assistenza ? I miei genitori sono un po' apprensivi ...

Possono stare tranquilli, perché le famiglie ospitanti sono selezionate da volontari dell’Associazione e la loro adesione gratuita al programma testimonia in primo luogo la loro motivazione ad accogliere un giovane di un altro Paese per un autentico scambio culturale. In caso di problemi di convivenza, i volontari sono a disposizione per darti una mano, cercando di appianare le divergenze o di trovare soluzioni diverse. In tutto il mondo la rete Intercultura/AFS garantisce una costante assistenza diretta e personale. Ove questo non fosse realizzabile in tempi brevi, è comunque garantita un’immediata assistenza attraverso contatti telefonici e di posta elettronica sempre attivi. In tutti i Paesi è operativo 24 ore su 24 un servizio di reperibilità per le emergenze, gestito dalle organizzazioni partner di Intercultura.

3. Ma se vado un anno all'estero, devo ripetere la classe quando torno?

No. La normativa italiana ha sempre riconosciuto la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno e il progressivo aumento della mobilità studentesca ha portato molte scuole a sviluppare esperienza e capacità di valorizzazione delle esperienze di scambio. Anche il Ministero dell’Istruzione ha chiarito in una recente nota (843/2013) che le esperienze di studio all’estero sono “parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione” e che sono “valide per la riammissione nell’istituto di provenienza”. Il documento invita le scuole a facilitare la mobilità individuale attraverso piani di apprendimento centrati sull’alunno e nuovi strumenti come per esempio il “contratto formativo”: un tipo di accordo già sperimentato da Intercultura che prevede che il giovane concordi preventivamente con la propria scuola gli obiettivi formativi e le modalità di valutazione (che, ai sensi della nota ministeriale, dovranno tenere presente i contenuti disciplinari appresi in Italia e all’estero ma “anche e soprattutto lo sviluppo di nuove competenze, capacità trasversali e nuovi atteggiamenti”). In proposito la nota recita: “Il Consiglio di classe valuta gli elementi per ammettere direttamente l’allievo alla classe successiva. Può anche sottoporre, se ritenuto necessario, il giovane ad accertamento, che si sostanzia in prove integrative al fine di pervenire ad una valutazione globale, che tiene conto anche della valutazione espressa dall’istituto estero sulle materie comuni ai due ordinamenti. Tale valutazione permette di definire il credito scolastico dell’alunno nell’ambito delle relative bande di oscillazione previste dalla vigente normativa. E’ in ogni caso escluso che la scuola possa sottoporre l’alunno ad esami di idoneità che sono previsti dall’ordinamento per altre casistiche”. Durante l’anno, Intercultura fornisce allo studente e alle scuole diverse indicazioni per operare nei modi suggeriti dalle Linee di Indirizzo del Ministero. Il testo completo della circolare e un articolo di commento sono disponibili alla pagina www.intercultura.it/normativa.

 

4. Cosa succede se partecipo ad un programma in un Paese in cui il calendario scolastico è diverso rispetto all'Italia?

Chi partecipa a questi programmi arriva nel paese ospitante quando sta cominciando il secondo (o terzo, a seconda dei paesi) quadrimestre (luglio-agosto): frequenta perciò quel quadrimestre nella sua scuola ospitante e quindi conclude l’anno scolastico. Trascorre le vacanze estive (che corrispondono al nostro inverno) e riprende la scuola nel primo quadrimestre dell’anno successivo, con la stessa classe ospitante e gli stessi compagni lasciati prima delle vacanze. La sua partecipazione ad un programma nell’Emisfero Meridionale o in paesi che adottano un calendario scolastico diverso rispetto all'Italia, equivale quindi alla frequenza del secondo quadrimestre di un terzo o di un quarto anno scolastico italiano e al primo quadrimestre del quarto o del quinto anno scolastico italiano.La normativa vigente non pone vincoli di calendario scolastico (si veda la domanda precedente).

 


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