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Una famiglia intera in più
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Ancora mi ricordo...avevo richiesto una famiglia con fratelli maggiori... arriva il fascicolo finalmente...nooo un fratello di 10 anni e una sorella di 5...non era la famiglia che volevo, ma sono stati la mia fortuna e ancora oggi ringrazio chi a suo tempo fece l’abbinamento.
San Salavdor de Jujuy.. dove sarà? Cerco sulla mappa...chissá perche mi immaginavo l'Argentina come la Pampa...e no! Mi avevano mandato sulla precordigliera delle Ande, dove il punto piú basso è a 1200m e il paesaggio e di quelli che fanno vedere nei documentari. Parte così la mia esperienza interculturale!!!
Sbagliando, arrivai senza sapere una parola della lingua e tutti volevano parlare con me in inglese ma no... io avevo solo 6 mesi per imparare bene la lingua, conoscere le abitudini, costumi, modi di fare, integrarmi insomma!
La mia famiglia sembrava tranquilla, ma non avevano intenzione di parlare piano per farmi capire.. giusto un giorno per abituarmi alla casa e poi scuolaaaa!!!!
Arrivo...compito in classe di chimica organica, che fortuna! Ero disperata, la mia normalità non c’era più: scuola il pomeriggio, uniforme,i prof non spiegavano ma dettavano, lavori di gruppo, ... per fortuna il secondo giorno un gruppo di ragazzi mi si avvicina e mi chiede se voglio stare con loro. Non mi ci sono più separata! Sono stati i miei maestri di vita, i miei dizionari, filtri culturali, compagni e amici.
Bene, come si divertono i ragazzi in Argentina? Scordiamoci dei nostri pub dove le persone si siedono e per parlarsi devono gridare. Lì si balla, si sta insieme e si condivide...
Ah, condividere ha un significato diverso dalla nostra cultura. Condividere vuol dire quello che è mio è tuo, quello che è tuo è mio, metto quello che posso. Come spiegarlo, ... un pacchetto di patatine è di tutti quelli che sono lì, senza bisogno di chiedere e, sicuramente, il prossimo lo comprerà qualcun’altro. Vuol dire che se andiamo a mangiare a casa di qualcuno non si grava sull’economia della famiglia, si decide cosa mangiare e ognuno porta qualcosa. Vuol dire che ogni famiglia argentina ha un materasso in più da mettere sul pavimento perché “sicuramente qualcuno rimarrà a dormire questa notte”.
Gli argentini amano stare insieme e qualsiasi scusa è buona per festeggiare. Dai piccoli ai grandi organizzano feste in casa ma gli adolescenti amano andare a ballare. Si balla fino alle 6 del mattino, per il puro gusto di ballare, vestiti il più comodamente possibile perché ci si deve stancare. Qualora ci andaste, informatevi prima su che tipo di musica si balla per non fare la mia fine, addormentata su una sedia senza capire che razza di musica era quella “cumbia”!  Per tornare a casa e trovare mio padre sul divano sveglio che mi aspettava.
Ah, la mia famiglia! Immaginate cosa deve essere stato per loro aver una figlia adolescente per la prima volta! E se la sono cavata benissimo! Diciamo che aver ospitato prima di partire mi ha aiutato molto nell’inserirmi come membro della famiglia, come figlia ma anche sorella maggiore per i miei fratellini. Ma non é stato tutto rosa e fiori.
Ricordo ancora quando mio fratello disse ai miei genitori che voleva che me ne andassi. Certo, povero, era lui il maggiore, era lui che comandava quando non c’erano i miei e ora c’ero io che gli spegnevo la tv per fargli fare i compiti. Ricordo come i miei genitori sono stati capaci di mediare e quello che non mi scorderò mai sono state le sue scuse poco tempo dopo, e vederlo triste alla mia partenza.
Mi permetto di raccontarvi un altro episodio. Prima di partire avevo litigato con un ragazzo straniero che stava facendo l’esperienza in Italia. Non capivo come potesse chiamare mamma e papà due persone a lui sconosciute. Sicuramente, molto più maturo di me in quel momento, mi disse che non me lo poteva spiegare ma era una cosa che sentiva. Beh, oggi dico che io non ho solo una madre e un padre in più, ma una famiglia intera, con nonni, zii e cugini a cui voglio un bene immenso e che mi hanno accolto, viziata e protetta come una nipote in più.  
I sei mesi sono volati come se niente fosse, prestissimo mi sono ritrovata catapultata in quella che era la mia cultura madre. Ma questa volta la mia testolina invece di essere piena di cerchietti aveva quadratini, triangol,... sembrava che i miei occhi fossero diversi perché mi sembrava tutto strano, diverso, ero semplicemente cambiata.
Avevo fatto un’esperienza grandiosa, irripetibile, che mi aveva messo alla prova come persona e fatto vedere chi era veramente Valentina, e non come gli altri la vedevano.

Valentina


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