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Il fascino del Cile
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Appena arrivata in Cile, la paura mi ha presa e sarei voluta tornare subito a Roma… poi ho conosciuto la mia famiglia: la madre, Jeannette, e le mie sorelle Constanza e Catalina (oltre a sei cani!).
Loro saranno sempre la mia seconda famiglia: ogni domenica li chiamo, perché  sento proprio la necessità di sapere come vanno le cose lì.

Io sono stata nell’isola di Chiloè, che a mio parere è un posto assolutamente fantastico. L’isola non è molto grande e si trova al sud del Cile, nella Patagonia insulare. Io vivevo nella capitale, Castro, dove praticamente gli abitanti si conoscevano tutti uno con l’altro.
La caratteristica a cui ho fatto più fatica ad abituarmi è stato il tempo. Quando sono arrivata in Cile infatti era pieno inverno e le temperature erano veramente rigide. Inoltre quella del sud del Cile è una zona veramente molto piovosa per cui all’inizio è stato difficile abituarmi a tanti giorni di pioggia. C’è da dire però che non appena inizia la primavera il tempo migliora notevolmente, per non parlare dell’ estate, quando splende quasi tutti i giorni il sole.

Beh un episodio veramente diverso è che nella maggior parte del Cile non si cena ma si toma once, un pasto che si fa verso le 6 e mezzo di sera e consiste in una specie di merenda sostanziosa, durante la quale si mangia pane, con marmellata, burro miele, e si beve un bel the caldo.
Il cibo non è stato affatto un problema.  Gli alimenti non sono poi così differenti, si mangia molta carne, riso e dal momento che io mi trovavo sull’isola mangiavo anche molto pesce. Anche la pasta si mangia molto spesso, magari non proprio buona come quella italiana! Il cibo più buono, che ora qui in Italia mi manca molto, è la palta, che è praticamente l’avocado.

La scuola inizia alle 8 e finisce verso le 4 e mezza tranne il venerdì che è fino alle due. Questo sistema ti permette di non dover andare a scuola il sabato e soprattutto non avere una montagna di compiti il pomeriggio. A pranzo si mangia a scuola tutti insieme. Tra una lezione e l ‘altra c’è un intervallo di 10 minuti più un’ora per la pausa pranzo; quindi la giornata scolastica non era affatto pesante.
L’ aspetto che più mi ha colpito è che lì i compagni della materna sono gli stessi che ti accompagnano in tutta la tua vita scolastica, fino al diploma; i tuoi compagni diventano perciò veramente come dei fratelli per te.

In Cile il volontariato è molto importante. Abbiamo organizzato una merenda per gli anziani e una per i bambini handicappati.

I giovani passano veramente molto tempo insieme, si riuniscono la sera tutti insieme anche solo per vedere un film o ascoltare un po’ di musica. Per i compiti in classe per esempio io e la mia classe rimanevamo un’ora in più a scuola e studiavamo tutti insieme.

Non è stato molto difficile imparare la lingua, anche se c è da dire che i cileni hanno molti modi di dire e parole che si usano solo nella loro nazione. Dopo 3 mesi già riuscivo a parlare e spiegarmi solo in spagnolo.

I Cileni sono molto semplici, che non pongono affatto attenzione su l’ aspetto estetico delle persone, per esempio su come sei vestito. Le persone di là secondo me hanno qualcosa di veramente speciale. La gente è molto più rilassata, aperta e gioiosa di qua.  Hanno sempre tutti il sorriso sulle labbra e si riuniscono spesso tutti insieme…si divertono molto soprattutto nel fine settimana.
Vi accoglieranno tutti con estrema felicità, perché come mi diceva sempre mia nonna “mi casa es tu casa”; ciò significa che hanno un forte senso dell’ ospitalità e che sanno come trattare coloro che vengono da fuori. Sono estremamente cordiali e aperte, mi hanno accettato tutti come se fossi stata li da sempre.

Sinceramente prima di partire pensavo che il Cile fosse un paese un po’ arretrato rispetto a noi, invece non è affatto così. E’ uno dei paesi più sviluppati del Sud America; tutti in casa hanno computer ed internet per esempio. Io del Cile sono rimasta veramente affascinata!

Uno dei ricordi più felici che ho è stata la festa a sorpresa che i miei amici hanno organizzato poco prima che partissi e tornassi in Italia. Io non sospettavo di nulla, perciò è stata veramente una sorpresa molto bella ed emozionante. Ho legato veramente molto con i miei amici, mi mancano molto ma per fortuna riesco a sentirli tutti i giorni almeno sul computer.

L’ Italia è molto conosciuta in Cile, soprattutto per il cibo e per il calcio ( in televisione trasmettono perfino le partite del campionato italiano). Poi si fa spesso riferimento alla mafia, al fatto che gli italiani hanno famiglie numerose e che parlano molto ad alta voce.

Prima di partire ero molto più timida e permalosa di ora. Tutti invece adesso mi dicono che sono più aperta, anche con la gente che non conosco. Stare molto tempo lontano dalla tua famiglia in un paese straniero e vivere con gente che non hai mai visto prima ti rende molto più indipendente, ti fa crescere e maturare…ti dà quel qualcosa in più. Al tuo ritorno nel tuo paese natale tutto ti sembra più bello e cominci ad apprezzare di più tutto ciò che ti circonda.

Non per esagerare ma questo è stato davvero “il periodo più bello ed emozionante della mia vita”… Non so, è difficile riassumere in poche righe tutte le emozioni e le gioie che ho provato nei miei sei mesi che ho trascorso lì, però posso affermare che il Cile è un paese sensazionale!

Chiara


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