Racconti
“Sono ormai passate sedici settimane da quando sono in Cina. L’atrocità degli attacchi di nostalgia è diminuita. Comunque nonostante tutto non riesco ad abituarmi ad alcune usanze e modi di fare cinesi. Una di queste è la distanza che mantengono tra le persone. Anche se all’inizio ho apprezzato l’attenzione che hanno per gli sconosciuti su alcune cose devo ricredermi. Spesso in famiglia o tra amici c’è troppa distanza che impedisce loro di esprimere i propri sentimenti apertamente. Spesso cerco di allontanare quella freddezza che c’è nei rapporti interpersonali e che rappresenta un tratto distintivo della cultura cinese: avvicino i compagni di scuola semplicemente per stringere amicizia con loro e senza tante complicazioni.
Qualche giorno fa dei parenti sono venuti a Nanchino per visitare la mia famiglia ospitante. Con loro c’era Tiantian, un bambino di otto anni a cui piaccio molto; mi dicevano che ha addirittura studiato inglese più del solito per potere parlare con me (anche se con scarsi risultati devo dire... ma è il pensiero che conta!).
Un’altra cosa che mi ha molto impressionato è la loro “fissazione” per la salute (forse è per questo che vivono così a lungo!). Secondo loro la verdura cruda non è salutare o in generale qualsiasi cosa che sia cruda, a parte la frutta. Però la maggior parte dei loro piatti è cibo fritto e rifritto nell’olio di semi o basata su quantità infinite di carne e uova e in generale così piccante da essere immangiabile per noi. La loro concezione di cibo salutare è definitivamente differente dalla nostra. Inoltre il cibo freddo, indifferentemente dalla stagione, fa male allo stomaco (sempre secondo loro...).
Anche il traffico in sé è singolare, per non dire assurdo. La maggior parte delle regole che noi rispettiamo, qui non esistono! Per esempio: per le moto, bici, motorini etc. il semaforo o qualsiasi segnale stradale non vale: infatti i veicoli più pericolosi sono proprio questi, perché per loro non vale nessuna regola ed inoltre la maggior parte di loro è estremamente silenziosa! Infatti gli scooter sono elettrici e non li senti con il fracasso delle macchine... Anche senza il fracasso del traffico non li senti comunque. Il loro modo di annunciarsi è: o quello di piombarti addosso o le urla spaccatimpani dei guidatori. Singolare, no?
A scuola la vita procede lentamente, sommersa da compiti per casa, test, dettati e via dicendo; i rapporti con i miei compagni di classe sono abbastanza buoni, mentre i professori non sempre mostrano interesse per il programma che sto svolgendo.
Ciò nonostante andare a scuola mi riempie (letteralmente) la giornata, facendo passare il tempo più in fretta.
Vivendo in Cina ho scoperto quanto sia stata in un certo senso viziata: il fatto che i miei genitori mi abbiano lasciato studiare liberamente, responsabilizzandomi, il non aver interferito con la mia vita “privata”, lasciato seguire liberamente la strada che voglio,... . Vedo qui invece quanto i miei coetanei cinesi dipendano dai loro genitori, essendo così concentrati nello studio non imparano niente sulla vita quotidiana ed i rapporti interpersonali a tutto svantaggio di un’ autonomia e crescita personale.
Ma nonostante tutte queste differenze sono molto felice di vivere in una famiglia ospitante come la mia. Hanno modi di fare differenti da quelli a cui sono stata abituata fino ad ora, ma la cosa in fin dei conti è del tutto normale! Saranno a volte anche un po’ distanti, ma si prendono molta cura di me. Non si sono mossi dal mio letto d’ospedale quando mi sono ammalata, mi hanno seguito durante la convalescenza con mille attenzioni, mi “viziano” portandomi spessissimo fuori a pranzo o a cena con loro, non hanno dimenticato di festeggiarmi per il mio compleanno e per questo sono loro molto riconoscente!”
Nina Pavletic
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