Racconti
“Però! Che freddo!” queste sono state le mie prime parole una volta atterrato a Copenhagen. E subito dopo ho provato un entusiasmo crescente e la voglia di capire quello che i volontari provavano a dirmi sia in inglese che in danese.
Abito a Østermarie, sono in un paesino di 1500 persone ma molte abitano in campagne quindi nella città vera e propri ci sono 1000 persone. In famiglia siamo in cinque: padre, con cui ho legato tantissimo (parliamo di tutto ogni giorno), madre e 2 bambini.
Østermarie si trova a Bornholm, un isoletta sotto la Svezia, quindi non si può dire poi tanto vicino alla capitale, in Italia vivo in un piccolo paesino, quindi immaginatevi quello che ho provato a vivere a Copenhagen per una settimana! È stato magnifico: così tanti Danesi assieme! Copenhagen è un posto magnifico, pulito, ordinato, vivace, c’è una buona atmosfera o “hygge” e poi è grandissima! La adoro. Anche le persone là sono molto disponibili e se non trovi una via, ti possono accompagnare per un pezzo di strada o darti indicazioni molto dettagliate sul posto!
I Danesi sono un popolo splendido, ordinato e onesto. E poi, di tutto si può dire sulla Danimarca ma non che non ami il cibo! Ok nel primo periodo il loro pane (rugbrød) l’ho odiato, è una specie di pane ricavato dai cereali, ma che rimane marrone e che contiene moltissima fibra,il sapore é forte, ma si impara ad amarlo abbinato al burro, sild(pesce con salse) salumi , formaggi, vegetali che vengono messi sopra e con cui si prepara il cibo nazionale danese: lo smørrebrød, una sorta di sandwich aperto… ora non ci vivo senza, se ogni giorno non lo prendo a scuola! Qua in Danimarca mangiano moltissimi dolci e torte molte di più che in Italia e ogni giorno prendiamo caffè e dolci quando torniamo da scuola e dal lavoro.
La scuola in Danimarca non può essere comparata alla scuola italiana! A scuola arrivo alle 8 ma cominciamo alle 8.10: abbiamo 20 minuti di lettura che aiutano molto, sopratutto quando s’impara una nuova lingua, dopodiché abbiamo le normali materie come tutti gli altri studenti danesi. Qui faccio sport, badmington, sport tra i più praticati in Danimarca, ho anche partecipato a dei corsi di fotografia e disegno.
Va ricordato che qui la scuola comincia a metà Agosto per finire a fine Giugno... I professori ogni settimana danno agli studenti il piano delle lezioni settimanali, mettendolo anche su internet dove tutti possono consultarlo e possono mandare mail agli insegnati con i compiti svolti a casa o solo per chiedere delucidazione, o perché no?, anche per chiedere come va! Qua il rapporto insegnanti alunni è come tra conoscenti e la famiglia partecipa molto alla vita scolastica.
Tra le abitudini che mi hanno colpito, ce ne sono due in particolare: è uso comune un giorno della settimana a turno portare a scuola una torta per mangiarla in compagnia, e un'altra è che i giovani si trovano un lavoretto parttime dai 14 anni.
Dei Danesi apprezzo la discrezione e il fatto di apprezzare la famiglia cioè di investirci molto. Mi piace che diano molta libertà ai figli.
E poi ogni tanto sembrano freddi , all’inizio, ma se li si conosce cominciano a diventare più aperti e disponibili; e una cosa che mi piace dei danesi è che sono onesti e rispettosi delle leggi e degli altri, forse un po’ di più degli italiani.
In Danimarca, l’evento per eccellenza è il Natale. Quando arriva Dicembre si addobbano le case, e si mettono le luci decorative che rallegrano le strade. Dato che veramente molti vivono in campagna a Natale è incredibile vedere tutte queste luci spuntare dall’oscurità, poi ogni domenica prima di Natale si riceve un regalo da “Nissen”, il folletto che dovrebbe vivere nella soffitta, e a cui il 24 sera si dà da mangiare il “Risengrød”, lo si mette in soffitta e si canta la tradizionale canzone, e se non lo si fa la leggenda vuole che il folletto la farà pagare per tutto l’anno facendo degli scherzetti ai proprietari! Sarà una leggenda, ma nessuno vuole rischiare! Poi il 24 ci si riunisce con la famiglia e si trascorre la serata assieme, prima si cena, con portate immense, e con i cibi migliori danesi, si danza intorno all'albero di Natale e solo dopo ci si riunisce per scambiarsi i regali, dicendo che li fa e a chi li sta facendo.
Qui sto cambiando giorno dopo giorno e non posso dire che non ci siano aspetti del mio carattere che non si siano modificati. Tra tutti, quello che maggiormente è cambiato è probabilmente il modo di vedere gli altri popoli in generale! Cioè, prima di Intercultura non avevo un’idea precisa di cosa volessero dire differenze culturali, avevo alcuni pregiudizi e alcuni luoghi comuni sugli altri exchange students quando sono arrivato! Ma imparando a conoscerli ho capito che sono persone come tutte le altre, normalissimi… è solo che non avevo mai parlato veramente con persone che venivano da posti così diversi e quindi non avevo avuto la possibilità di farmi un’idea concreta… anche perché, prima della Danimarca, non potevo dire di conoscere un buon inglese, quindi le mie domande erano piuttosto superficiali data la mia scarsa capacità di esprimermi…
A chi parte per la Danimarca posso solo dire che è una delle migliori scelte che potrebbe fare perché, sebbene relativamente vicina all’Italia, la cultura danese è molto diversa dal nostro Bel Paese.
Giuseppe
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