Racconti
Ricordo ancora esattamente la sensazione che provai quando lessi sulla lettera di intercultura che ero stata accettata. Destinazione: Egitto.
È stato l’anno più difficile e meraviglioso di tutta la mia vita, la sfida di cui vado più fiera.
Ho imparato a conoscere un mondo nuovo, così diverso e lontano dal mio che a volta mi riempiva di paura. Ho imparato ad amare questa terra misteriosa che ha visto la nascita e il tramonto di una delle più grandi civiltà del mondo, un paese dove la modernità vive di fianco al passato, dove in strada, fra macchine che sfrecciano velocissime superando indiscriminatamente a destra e sinistra, si vedono passare tranquilli carretti di angurie trainati da asini e cavalli, mentre greggi di capre passeggiano sui marciapiedi.
Mi manca essere avvolta dal calore del sole d’Egitto in un abbraccio stretto che toglie il respiro, mi mancano i veli colorati delle donne, le preghiere che scandiscono le giornate, la metro, e i taxi che suonano per sapere se vuoi salire, mi manca il silenzio del deserto, la sagoma delle piramidi sempre stagliata all’orizzonte, la tranquillità e la solita mezz’ora di ritardo tipica di ogni egiziano. Ma più di tutto mi mancano gli abbracci della mia mamma, le chiacchierate con mia cugina, le lotte di solletico con il mio fratellino, le partite a scacchi con mio padre, le riunioni ogni venerdì con tutti gli zii, nonni e cugini, guardare tutti insieme il nostro telefilm preferito davanti a una tazza di tè alla menta, seduti nel salotto di quella che sono arrivata molto presto a chiamare casa.
Tutto ciò che ho vissuto in questo anno è ancora dentro di me: il primo, difficile mese, la scuola sul confine con il deserto, la cerimonia di saluto con l’inno e la bandiera egiziana ogni mattino, le risate e l’amicizia che è nata nel nostro gruppo di AFSers, i miei primi buffissimi tentativi di parlare arabo, l’affetto e l’amore che io e la mia famiglia abbiamo coltivato assieme giorno dopo giorno, l’orgoglio che provavo ogni volta che qualcuno mi diceva che sembravo egiziana…
A volte mi sembra che sia stato tutto solo un sogno, un sogno lontano… ma poi ci sono questi attimi in cui il tempo sembra volare indietro, e ritrovo gli odori e i suoni del mio Egitto, e un sorriso felice e un po’ nostalgico mi affiora sulla labbra. Sono attimi, ma in questi attimi ritrovo tutto quello che ho vissuto, e che rimarrà mio per sempre.
Irene
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