Dare valore a ogni minuto
Sono passati due anni ormai dal ritorno dalla mia esperienza in Francia, ma i cambiamenti che si sono prodotti in me da quel momento fanno ancora parte di me, forse più di prima, se possibile.
Mi ricordo ancora il giorno della partenza: stavo chiuso nella mia camera d'albergo a Roma a chiedermi se avevo fatto la scelta giusta: dopotutto stavo lasciando la mia famiglia, i miei amici, la mia ragazza, per andare incontro all'ignoto! E' vero, avevo telefonato più volte alla famiglia che mi avrebbe ospitato per un anno, e mi erano sembrate delle ottime persone, ma erano ancora dei perfetti sconosciuti.
Ma già dal primo giorno in quella famiglia, ho trovato un'ospitalità davvero unica: mi trattarono subito come uno di loro, e io non mi sono mai sentito privilegiato o bistrattato!
La lingua non è stata un problema: un po' riuscivo ad arrangiare qualche frase, e poi quando questo non bastava ricorrevamo al linguaggio universale, quello che parlano tutti coloro che desiderano aprirsi al mondo per offrire sempre il meglio di sé...
Eh, ma un anno vola subito: tra nuovi amici, liceo, sport e divertimenti, ho cercato di dare un valore ad ogni minuto, per non sprecare neppure un attimo di quell'esperienza.
Ora che sono qui, posso dire di aver imparato almeno due cose: primo, che bisogna sempre guardare il mondo con gli occhi di un bambino, curiosi e impazienti di fare nuove conoscenze ed esperienze, e secondo, che mille chilometri di distanza e anni di tempo non bastano a cancellare sentimenti forti come un'amicizia vera.
Se tutti potessero capire ciò, probabilmente non si avrebbe più paura del prossimo, e ci sarebbe più comprensione tra i popoli.
Mi raccomando Intercultura, continuate a far sognare i giovani di questo difficile millennio, ne hanno bisogno!!!
Alessandro
