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Esa es tu casa
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FAMILIA PENA
RANCHO EL CIMARRON
Un indirizzo che a me, un anno fa, non diceva niente e che oggi, invece, rappresenta la mia seconda casa, famiglia con dei ricordi bellissimi e indimenticabili.
Ho trascorso un anno fantastico in Honduras, ormai la mia seconda patria.
La vita ha proprio proposto una sfida alle mie abitudini: Mancava solo una settimana alla mia partenza quando mi è arrivata la notizia che la mia famiglia honduregna viveva in una fattoria in mezzo alla campagna e a una ora di distanza dalla città principale.
Mi viene ancora il battito al cuore a pensare a quel preciso momento... un' emozione surreale che sentivo dentro di me… era proprio quello il posto dove avrei trascorso la mia esperienza!
Ricordo ancora il momento del mio arrivo:
davanti ai miei occhi c’era un cancelletto verde di ferro arrugginito sorretto agli estremi da due maestosi alberi con dei fiori molto profumati gialli e proprio lì, davanti ai miei occhi, iniziava una stradina sabbiosa piuttosto tortuosa  con delle fosse. Ai lati di questo sentiero c’erano numerosi cespugli di buganvillee in fiore; questo colore fucsia  intenso era molto bello e mi ha dato subito grande gioia. Dopo poco c’era un altro cancello che divideva il pascolo dal giardino. Proprio là dentro spuntavano, tra numerosi alberi da frutto, palme e cespugli una piccola casetta color giallo uovo con numerosi vasi di fiori attaccati alle colonne del porticato che la cingevano.
Appena scesa dalla macchina sono rimasta a bocca aperta per questa bellezza naturale e, poi, la mia futura mamma ospitante mi ha detto con voce dolce e rassicurante:

!Cinthia bien venida en el rancho el cimarron; esa es tu casa!

La mattina seguente mi sono svegliata presto, anche se  ero stanca dal viaggio, perché sono stata baciata  dai tiepidi raggi del sole mattutino che entravano dalla tendina rosa della mia nuova stanza e da un melodico canto degli uccellini che intravedevo nel giardino.
Decisi quindi di alzarmi e di uscire ancora in pigiama a godermi quell’ atmosfera per me molto nuova e affascinante.
In casa non c’era nessuno…la mamma era già partita alle 5 di mattina per andare a lavorare  a scuola. Il papà e il fratello ospitante erano già nei campi dall’alba  a lavorare e a mungere le mucche, e quindi decisi di sdraiarmi un po’ sull’amaca. La natura era totalmente diversa da quella che ero solita vedere in Italia e l’aspetto che più mi ha colpita e che mi ha accompagnata in tutta la mia esperienza sono stati i suoni tipici della fattoria... anzi, del rancho el Cimarron: il fruscio del fiume che lambiva il giardino, le voci e le risate dei bimbi che insieme alle madri andavano quotidianamente al fiume a lavare i vestiti. Di tanto in tanto sentivo il nitrito dei cavalli dalla scuderia e vedevo le mucche al pascolo con i loro Terneritos (vitellini).
In pochi giorni ho stretto un rapporto meraviglioso e molto intenso con la mia famiglia soprattutto con  ”mi mami Pena”. Gia dalla seconda settimana gli ho chiamati spontaneamente mamma e papà.
E una sera il mio papi ha detto a cena:
 “Un angioletto è venuto dall’Italia per farci compagnia….Cinthia…vuoi restare nella nostra famiglia per tutto l’anno?”
Io ero contentissima.. e spontaneamente ho risposto di si!
Così questa fattoria che mi spaventava moltissimo all’inizio è diventata la mia casa e adesso se penso al mio anno all’estero non posso pensarlo che in una fattoria. In quella fattoria!!
Mai avrei pensato che la vita potesse darmi una opportunità così significativa per la mia crescita,esperienza anche molto impegnativa che però resterà per sempre nel mio cuore e nel mio sorriso.            
Cinzia Rosati Pena


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