rss
HomepageCercaMappa del sitoLinksRichiedi informazioni

Racconti

 

Link alle altre sezioni del sito

 
Clicca per Ingrandire
I 9300 km che fanno la differenza
Scegli un'altra categoria:
Scegli un altro racconto:
L'architettura dello strabiliante areoporto e' la prima cosa che mi ha colpito quando, or sono piu' di quattro mesi, sono arrivata ad Hong Kong. Da quel fatidico 20 di Agosto il mio stile di vita, le mie abitudini, il modo con cui affronto le situazioni e con cui mi relaziono con le persone, e forse anche un po' la mia personalita', sono cambiati. Il motivo di tutti questi cambiamenti? Be', scrivo proprio per cercare di raccontarvi quanto e come Hong Kong, ai miei occhi, differisce dall'Italia ed in che modo ho reagito alla diversita'. Magari, con tutto questo, riuscissi ad avvicinarvi ad una realta' che sembra cosi' lontana!
Innanzitutto vorrei farvi notare il vocabolario che sto usando: differenza, differire, diverso, diversita'. Almeno due settimane, ho impiegato, per realizzare che le "cose", qui, non sono strane, bensi' diverse, e questo mi ha aiutato moltissimo nell'adattarmi in poco tempo alla nuova vita.
Non e' strano apparecchiare senza tovaglia, non bere acqua durante i pasti od udire dei lunghi ed appassionati "vocalizzi" a tavola, ma solo diverso. Non e' strano strillare ed urlare per chiamare il cameriere; andare pazzi per i piedi del pollo; al ristorante, lavare le proprie stoviglie prima di mangiare; sputare (letteralmente) sul tavolo le ossa della carne; disporre di acqua solamente calda per bere; dal "macellaio", poter toccare ed annusare la carne che si trova esposta in un tavolo all'aria aperta.
Be', comportamento a tavola ed abitudini alimentari sono stati i primi grandi cambiamenti che ho percepito, anche se non e' stato difficile adattarsi. La cucina cinese offre infatti moltissimi piatti diversi e, Hong Kong in particolare ha una varieta' immensa di cucine. A qualsiasi ora del giorno e della notte si possono trovare ristoranti cinesi, giapponesi, indiani, thailandesi, vietnamiti, francesi, koreani, italiani (che non mancano mai) affollatissimi. Cio' che mi ha colpito e mi piace di piu' durante i pasti e' il fatto che si usa condivere il cibo con tutti ed in qualsiasi situazione, che sia una quotidianissima cena in famiglia od un prestigioso pranzo con persone di riguardo in occasione di un evento speciale.
 
Come mi avevano accennato prima della mia partenza, qui le persone non usano avere molto contatto fisico. Ho ben presto capito che invece dimostrano il loro affetto a tavola, servendoti cibo in continuazione ad esempio; rifiutare il cibo sarebbe esattamente come rifiutare un abbraccio. Mi vengono in mente le cene che quasi ogni sabato facciamo da Gong-gong e Popo (cantonese per nonno e nonna dalla parte della mamma): in quei giorni cerco di tenermi leggera in modo tale da far contenti i nonni abbuffandomi con tutto cio' che cucinano.
 
Gli abitanti di Hong Kong in particolare amano mangiare al ristorante: pensandoci bene, dal giorno del mio arrivo ho pranzato a casa solamente sei volte. Cio', ovviamente, e' dovuto anche al fatto che la scuola dura fino alle 4 del pomeriggio e non ho tempo di tornare a casa.
Sebbene le ore di scuola siano otto, dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio, questa occupa 11-12 ore della mia giornata poiche' e' molto lontana da casa e solo il viaggio dura un'ora e mezza. Questo e' sia positivo che negativo: negativo perche' ogni mattina devo svegliarmi molto presto per arrivare in tempo, e positivo perche' nel percorso di andata e di ritorno sto a contatto con gente di qualsiasi razza ed estrazione sociale. Mi spiego meglio: a differenza dell' Italia, dove sono soprattutto studenti e persone piu' anziane ad usufruire dei mezzi di trasporto, qui ad  Hong Kong il sistema dei mezzi pubblici e' talmente efficiente che molte famiglie decidono di non avere la macchina. Posso dunque incontrare studenti, businessmen, domestiche, insegnanti e cosi' via e non perdo mai l'occasione di osservare cosa fanno e come si comportano. Molto spesso ho anche modo di parlare con qualcuno: talvolta poiche' le persone sono incuriosite dal fatto che indossi  l'uniforme scolastica, talvolta poiche' chiedo qualche informazione, talvolta per un semplice incrocio di sguardi, nascono lunghe conversazioni e persino nuove amicizie. Ogni mattina incontro infatti un amico sud-africano insegnante di inglese ed una giovane ragazza indiana (maestra d'inglese anche lei) con i quali, l'uno in metropolitana e l'altra nel bus, ho delle lunghe ed appassionate chiaccherate. Anu (questo e' il nome della ragazza) si e' sposata pochi giorni fa ed, ancora mi viene da ridere al solo pensiero, mi ha invitato al suo matrimonio. Ebbene si': ho partecipato per ben quattro giorni su cinque complessivi ad un matrimonio indiano. Chi se lo sarebbe mai immaginato che avrei potuto avere questa occasione? E' vero che, come dice il proverbio, da cosa nasce cosa, ma credo che sia proprio Hong Kong in se' e per se' ad offrire moltissime possibilita'. Incontri con businessmen, barbeque in riva al mare ed in mezzo alle montagne, concerti e musical con famosi artisti, gite in barca, parchi di attrazione, scalate per le montagne, lezioni di cucina, visite ai musei, percorsi in bicicletta, feste in spiaggia di giorno e di notte, giornate interamente dedicate a lavori di volontariato. Si': dal giorno del mio arrivo ho avuto la possibilita' di provare tutto questo e molto altro ancora.
Inoltre in questa citta' non molto grande, ogni comodita', servizio ed attrazione e' a portata di mano: spiagge, centri commerciali, grandi parchi, universita', teatri, musei, areoporto, ambasciata: tutto cio' raggiungibile con massimo due ore di viaggio. Hong Kong e' poi una citta' molto internazionale dove pero' l'occidentale e' perfettamente mescolato con l'orientale. Ogni tanto mi capita ad esempio di camminare per la strada e, da una parte vedere interminabili grattacieli e sentire il rumore del traffico e della citta' in movimento, e dall' altra poter sentire i forti odori dei mercati cinesi e vedere mucchi di gente tutta presa nelle compere.
 
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, questo piccolo grande mondo continua a sorprendermi, incuriosirmi ed attrarmi. Dunque, a questo punto, non mi resta che, come nella piu' assuefacente delle telenovele, lasciarvi con un bel " Arrivederci, alla prossima puntata".
 
Eleonora Rossi

Stampa
Realizzato da tnx.it - Realizzazione siti internet

copyright © 2012 by Intercultura.it