Racconti
Tutto comincia con una strana sensazione: l’idea di trovarsi a migliaia di chilometri di distanza da casa, dai tuoi amici, dalla tua famiglia, da quei posti che conosci così bene. È un senso profondo di smarrimento, forse paura; è l’insaziabile voglia di scorgere la stessa emozione negli occhi, nei gesti di quelli che saranno i tuoi compagni.
Durante il viaggio inizi a scoprire le persone che hai accanto, scambi informazioni, impressioni, commenti, capisci che tutti, te compreso, tentano di dominare la tensione… Poi quando arrivi nel paesino in cui abiterai tutti i tuoi timori esplodono… Vedi una folla di gente che ci sta aspettando, sono le nostre famiglie ospitanti!
E a quel punto il tempo si ferma, pensi che rimarrai lì per un tempo infinitamente lungo e riesci solo ad avvertire il battito accelerato del cuore e la tua mente che si affolla di domande, chi sono? Forse quello alto, biondo, è mio padre… e se mia madre fosse quella signora con i capelli rossi? Ah, penso che quello sia mio fratello… Santo Cielo!… e ora che cosa gli dico?
Qualche minuto più tardi li incontri e scopri, con enorme stupore, che non c’era alcun bisogno di rimuginare così tanto, perché quando ti trovi davanti la tua famiglia diventa tutto fluido, naturale, spontaneo… Dopo un paio di giorni familiarizzi con ogni parola, ogni gesto, ogni conversazione, ogni luogo… Poco più tardi hai l’impressione che tutto quello che stai vivendo sia sempre esistito, che tu l’abbia sempre vissuto… Hai imparato a conoscere i tuoi familiari, i tuoi professori, i responsabili locali di Intercultura, i tuoi compagni spagnoli, francesi, italiani, … hai ormai fissato le tue abitudini, gli orari, i posti, le persone…
E un giorno realizzi che alcuni dei tuoi compagni di scuola partiranno il giorno dopo per tornare in Spagna, il loro soggiorno dura una settimana in meno. Ora non sai più che cosa pensare, inizi a ricordare tutte le avventure, i discorsi, i momenti difficili, le risate… Cominci a renderti conto che tutto sta per finire, che presto dovrai tornare in Italia anche tu e il primo desiderio è quello di restare, con quelli che sono diventati i tuoi amici, con quella che è diventata la tua famiglia, e in quella che è diventata la tua città.
Ma i sogni svaniscono presto, decollano insieme agli aerei per Madrid e Parigi, con a bordo i tuoi amici… E poi gli ultimi addii agli aeroporti di Francoforte e Roma…
Alla fine ciò che rimane è ancora la gratitudine, la responsabilità di portare dentro di sé un bagaglio di conoscenze umane e culturali profondamente arricchito e la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di unico in un’esperienza fin troppo breve.
Rossella
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