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Un Paese dai mille volti
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Ho alle spalle e dentro di me una cultura, quella italiana, ma non mi sono mai resa conto pienamente di ciò fino al momento in cui mi sono ritrovata a vivere all’improvviso in un ambiente e con un popolo diversi dal mio, riuscendo tuttavia brevemente a sentirmi parte di essi.

In Islanda ho trascorso probabilmente l’anno più bello della mia vita, anche se è difficile trovare le parole giuste per esprimere quello che ho vissuto durante la mia esperienza lontana. È un insieme di emozioni, sentimenti, conquiste e sconfitte, di giornate vissute l’una più intensamente dell’altra che ti portano giorno per giorno a trovare la sicurezza e la forza di confrontarsi con stili di vita e di pensiero diversi dal proprio. Questo "salto fuori dal cerchio che ci hanno disegnato intorno" è stato sicuramente una grande sfida con me stessa.
Entrare pian piano a sentirsi parte di una nuova famiglia, di una nuova cultura, dover imparare ad usare una lingua diversa dalla propria come strumento di comunicazione, dover conquistare nuovi amici per sfuggire alla solitudine…, porta sicuramente a riflettere sul proprio modo di vivere, sulla propria cultura, su se stessi e a mettere in discussione le proprie convinzioni... Si impara ad esaltare le proprie capacità e a conoscere i propri limiti, a smettere di giudicare gli altri "per sentito dire" e ad apprezzare sempre di più il fatto che ogni individuo sia caratterizzato da aspetti peculiari che lo rendono unico.

L’Islanda è una terra così piccola, ma è al contempo un paese dai mille volti, ognuno dei quali regala un’emozione unica. La natura è una forza travolgente che domina l’uomo e in Islanda lo fa sotto tutti gli aspetti, portandolo quindi ad avere la sensazione del suo limite di essere vivente, impotente di fronte al cambiamento delle stagioni, al ritmo buio – luce, alle condizioni meteorologiche etc. Forse proprio la prepotente presenza della natura ha favorito lo sviluppo della coscienza ambientale di questo popolo. L’inquinamento è praticamente assente e i paesaggi hanno un fascino unico.
Quello islandese, è uno dei pochi popoli a ricordare chiaramente le origini della propria storia. Presente e tradizione vivono l’uno accanto all’altro perché "tutte le epoche sono sempre presenti". L’antichità della lingua è uno dei punti d’orgoglio degli islandesi: il fatto di poter leggere saghe o carmi eroici senza ricorrere a dizionari li lega straordinariamente al loro passato. E anche il meccanismo per stabilire il cognome di ogni individuo è ancora quello utilizzato dagli antenati vichinghi più di mille anni fa. Il popolo islandese, abitando in un’isola, ama viaggiare.
"Sente la necessità di cambiare punto di osservazione per allargare l’orizzonte delle proprie idee. Ma quando si allontana, si accorge che le avventure, i tesori della mente sono sempre stati intorno a lui. E così torna indietro, con l’esperienza del viaggio nel bagaglio".
È un popolo da ammirare, perché nonostante il numero piuttosto limitato di abitanti in un’isola con condizioni di vita non certo favorevoli, sono colti e ricchi, prolifici e longevi, onesti e disponibili, superstiziosi, ma “tecnologizzati”, credenti, ma non praticanti, grandi lavoratori e con un’alta stima di sé. Vivono in un Paese sicuro, in cui criminalità e tossicodipendenza sono praticamente assenti, in cui le donne sono forti, indipendenti ed emancipate, un paese multietnico e altamente sviluppato.

Virna


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