Racconti
La Lettonia era la mia terza scelta, ma a conti fatti sono molto soddisfatta di aver vissuto per un periodo, seppur breve, in Lettonia.
Vivevo, come tutti gli altri ragazzi, a Daugavpils, la mia casa era in periferia però era abbastanza agevole spostarsi da una parte all’altra della città. Appena arrivata la cosa che subito salta agli occhi è la grande quantità di verde: ci sono ovunque parchi molto curati. In generale il tenore di vita, malgrado i progressi degli ultimi anni, è ancora piuttosto basso, ma sono tutti molto ospitali e gentili con gli stranieri.
In famiglia eravamo babbo, mamma e una sorella di un anno più piccola. Il fatto di avere una sorella pressoché coetanea mi ha aiutato a inserirmi e a conoscere nuovi amici. Soprattutto all’inizio è stata piuttosto dura perché la mia mamma e il mio padre ospitante parlavano solo russo ed è stato grazie a mia sorella che conosceva un po’ di inglese che ho potuto comunicare con loro.
Come ho già detto la povertà diffusa porta certamente a una stile di vita diverso. Comunque la cosa che mi ha maggiormente colpita, e che all’inizio mi ha creato qualche problema, è il fatto che in Lettonia non ci sono orari precisi per mangiare. Ognuno mangia quando può. È molto diverso rispetto all’Italia dove abbiamo il “culto” della cena tutti insieme. Di solito io mangiavo con mia sorella mentre mia madre mangiava più tardi e mio padre lo vedevo solo poche volte durante i pasti. Inoltre le abitudini culinarie sono diverse e all’inizio possono sembrare un po’ stravaganti: più di una volta ho fatto colazione con il pollo e gli spaghetti! Comunque la mia famiglia ha fatto di tutto per farmi sentire a casa.
Marta
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