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Emozioni dalla terra dei Vichinghi
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Ad un anno di distanza dal mio rientro in Italia se guardo indietro vedo la Norvegia, il Paese che mi ha ospitato per 11 mesi, ancora cosi vicina che mi sembra di averla lasciata ieri! Il tempo non ha cancellato le bellissime emozioni provate giorno dopo giorno nella terra dei Vichinghi, sono ancora vive e mi accompagnano sempre.

Per me partire dalla caldissima Sardegna e arrivare a Finnsnes, piccolo paesino situato sulle rive di un fiordo al 70’ parallelo, è stato come finire in un altro mondo! Un mondo completamente diverso che mi ha dato e insegnato tanto proprio attraverso la sua diversità, innanzitutto dal lato umano. La mia famiglia, gli amici, l’intera comunità mi ha accolto a braccia aperte e davanti a questa loro disponibilità il pregiudizio che si ha sugli scandinavi, popolo freddo, è crollato.
Il rapporto con i miei coetanei è stato all’inizio un po’ difficile poiché loro a 17 anni erano già “adulti”, autonomi e indipendenti e mi c’è voluto del tempo per entrare nel loro ordine di idee. Mamma Margoth e papà Børre mi hanno spiegato subito che per sentirmi parte integrante della società dovevo sempre fare il primo passo e prendere da sola le mie decisioni: “du bestemmer alt selv” (tu decidi tutto da te) mi dicevano, e così ho imparato a fare. Tutta l’esperienza mi ha cambiato: il contatto continuo con una mentalità così diversa da quella in cui sono cresciuta, l’imparare una lingua nuova e sconosciuta ai più, ma non solo.
Anche il dovermi adattare ad un ritmo di vita dettato da condizioni climatiche cosi “difficili”: andare a scuola con lo slittino e dover spalare la neve per poter entrare a casa, chiudere tutto a chiave prima di dormire per evitare la visita notturna di qualche alce solitaria…!
Per non parlare del timore prima, dell’eccitazione poi, di vivere la lunga notte polare, illuminata solo dallo splendore delle aurore boreali e dalla magica atmosfera natalizia e conclusa con i tradizionali festeggiamenti in onore del sole che dopo tre mesi faceva il suo ritorno! E così, tra lunghe passeggiate nei boschi, tuffi nel ghiaccio e colazioni a base di salmone il mio anno si è avviato verso la conclusione…

Ciò che rimane è tanto: un forte attaccamento alla mia, ormai, seconda casa e una parte di me che si sente e, sono sicura, si sentirà sempre anche un po’ norvegese!

Carla


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