La Russia: un'esperienza che non finisce...
Ho vissuto un anno a Jaroslavl’, nell’”Anello d’Oro” della Russia: una città di oltre mezzo milione di abitanti in continua crescita.
Appena arrivata mi sono detta: “oddio: sono in un film d’epoca, dove sono?” e quando ho sentito parlare in russo… beh… mi sono chiesta subito come avrei fatto ad imparare un lingua tanto strana e incomprensibile.
È stata certamente dura impararla, considerando che non avevo voluto fare nessun corso di russo prima della partenza e che conoscevo a malapena l’inglese! I primi tre mesi mi han parlato quasi tutti in inglese (la mia scuola era specializzata in inglese infatti) tranne i ragazzi e quella che ora è la mia carissima amica Kristina, e proprio grazie a loro ho imparato le prime parole di russo. Ancora adesso non so spiegarmi come, ma solo il fatto che volevo farmi capire e, soprattutto, comprendere quello che dicevano gli altri attorno a me mi ha aiutata. lo imparavo comunque ascoltando, chiacchierando e scherzando con la comunità; anzi, per imparare una buona pronuncia di russo è stato anche meglio così! Le mie amiche rimanevano esterrefatte quando mi sentivano cantare le loro canzoni preferite o quando alla fine sono riuscita a memorizzare anche l’Inno Nazionale e le varie canzoni popolari! Potete, dunque, immaginare che soddisfazione e orgoglio nel fare anche questo da sola e riuscire ad ottenere, tuttavia, un buon risultato per il diploma di russo.
La mia scuola era davvero molto organizzata ed efficiente (mai vista una scuola così!!). oltre all’organizzazione vi erano altre differenze con la scuola italiana: prima di tutto gli studenti dai 6/7 anni fino ai 17 studiano nello stesso istituto; si dà grande rilevanza alle materie scientifiche, soprattutto matematica e chimica, mentre non si studia filosofia, latino o greco; i voti, poi, vanno dall’1 al 5 (dove il 5 corrisponde al nostro 10). E poi all’entrata si faceva il cambio scarpe (in Russia ci si cambia le scarpe appena entrati al chiuso: in casa si resta o scalzi o in ciabatte…) e si lasciavano i giubbotti appesi in una stanza sorvegliata a turno da studenti della scuola.
Ma i Russi hanno altre abitudini che per noi Italiani sono strane o divertenti o, semplicemente, impensabili. Per esempio il bacio sulle labbra dato con totale disinvoltura tra amiche o tra mamma e figlia. Il fatto poi, che non si beva acqua, ma un bicchiere (massimo due se uno proprio lo desiderava) di čaj (tè) dopo aver finito ogni pasto durante la giornata. Oppure, invece di antipasto, primo e secondo, avere sul tavolo semplicemente un piatto con la possibilità di assaggiare tutto facendo un mix. Magari un po’ di pasta (se ero fortunata), con una cotoletta e vari tipi di insalate. Impensabile per noi Italiani, no?
Vorrei raccontare anche del 31 dicembre (Novyj God, Capodanno), una tra le feste più sentite e celebrate (quasi come se in Italia si festeggiasse il Natale e il Capodanno insieme).
È durante capodanno che ci si scambiano i regali e che arrivano Babbo Natale, Ded Moroz (con una lunga veste blu però!), e Snjegorushka (vestita di azzurrino), molto diversa dalla nostra Befana perché è più giovane e bella.
Solitamente, si festeggia con la famiglia e gli amici più cari, i quali portano doni e bottiglie per poi brindare tutti insieme durante la cena.
A tavola non possono mancare le varie insalate (come quella che noi chiamiamo “insalata russa”) o del caviale su una bella fetta di pane spalmata di burro (tipica ricetta delle cittadine situate sul fiume Volga).
I brindisi poi, sono qualcosa di eccezionale: sono, innanzitutto, numerosi e ricchi di auguri e speranze per il futuro, e poi, possono essere anche umoristici, poetici e commoventi.
Quando scocca la mezzanotte, si ascolta emozionati il discorso del Presidente alla tv e terminato, ci si alza tutti in piedi con i bicchieri pieni per fare un’ennesimo brindisi e pronunciare: “S Novym Godom!” (Buon anno). A partire dalla mezzanotte cominciano a scoppiare tra la neve e il gelo, mortaretti, petardi e fuochi d’artificio in ogni angolo delle città fino a notte inoltrata.
È qualcosa che, se vissuta, riesce ad insediarsi nel più profondo del cuore e che difficilmente potrebbe essere scordata.
I russi sono un popolo con una storia davvero difficile e per questo li ammiro: la loro dignità e cultura, la grande forza che hanno nel continuare ad andare avanti, nonostante l’evidente situazione sociale ed economica, non potranno che portarli molto lontano.
Se non ho avuto alcun problema ad ambientarmi, è certamente grazie alle persone amichevoli e gradevoli che erano sempre ansiose di aiutarmi e di imparare tanto da me. È veramente incredibile la loro curiosità, condividevano ogni cosa che avevano: le loro case, le feste dei loro parenti e amici, il loro amore, i loro consigli e molto di più. La loro ospitalità è semplicemente meravigliosa, indescrivibile..ora mi mancano davvero tanto…la Russia è ormai diventata la mia seconda Casa nel vero senso della parola.
Se quando sono partita volevo provare ad iniziare una nuova vita, cambiare completamente tutto e fare tutto questo da sola, sfidando me stessa, Ora mi sento più autonoma e con una sensibilità diversa e migliore: solamente la loro semplicità e umiltà mi hanno cambiata a tal punto, da farmi capire e vedere cose che altrimenti, mi azzardo a dire, non avrei mai conosciuto e sicuramente non ne avrei neanche sentito l’importanza.
Sono ritornata in Italia soddisfatta e felice di aver fatto questa bellissima esperienza e di aver avuto la possibilità di conoscere nuove persone, nuova cultura e lingue. Insomma, di aver potuto espandere il mio bagaglio culturale.
La cosa più strana è che solo dopo un certo periodo di tempo mi sono accorta che l’esperienza passata lì non finiva assolutamente col mio rientro in Italia. Ora è come se fosse una cosa sola: Italia-Russia (a dire la verità anche altri Stati contemporaneamente!)…lingue e cibo…amici e culture differenti…tutto fa parte della mia vita presente…osservo e giudico ogni cosa da due diversi punti di vista…forse anche di più!
E poi, naturalmente, c’è la mia famiglia ospitante con cui, avendo instaurato da subito un rapporto confidenziale e eccezionale, mi sento almeno una volta alla settimana. Fino a due mesi fa sentivo mia sorella addirittura un giorno si e due giorni no! Ora aspetto quest’ultima in Sardegna, dovrebbe venire ad Agosto e festeggeremo i nostri compleanni insieme…poi conto di ritornare in Russia a Capodanno (tempo e denaro permettendo!)…me lo auguro davvero, perché il Cremlino, la Piazza Rossa, l’Arbat e la mia città cominciano seriamente a mancarmi!
Non resisto ad aspettare un altro anno per poter riparlare e risentire dal vivo quell’accento così lontano e particolare …per poter risentire quegli odori e quei profumi che rendono l’atmosfera ancora più unica…per poter riprovare quella sensazione di brivido gelido causato dal freddo che congela ogni cosa che incontra…per poter rincontrare tutti i miei più cari amici che continuano a chiedermi quando ritorno e magari brindare con loro alla nostra amicizia, “за дружба!”…per ritornare nella mia casetta e ricordare in allegria ogni singolo momento con la mia famiglia russa…per andare a fare una sorpresa alla mia preside e ai miei professori e riabbracciare tutti i bambini che mi adoravano tanto…e che mi stressavano con le loro mille domande!
Per poter passeggiare di nuovo per le vie della mia città ed ammirare i paesaggi incredibili…quelle cupole di ogni colore che vanno a costituire le varie chiese ortodosse… E
potrei continuare così all’infinito….ma credo non basterebbe davvero lo spazio….
Sofia
