Racconti
Appena arrivata in Russia, avevo un po’ paura, non per il tipo di Paese che avevo scelto, come si potrebbe pensare, ma per il tipo di esperienza cui andavo incontro, perchè immaginavo che sarebbe stata impegnativa e per il fatto di dover stare 10 mesi lontana da casa senza vedere la mia famiglia e i miei amici. Superati i primissimi giorni, alla paura sono subentrati la curiosità e l’entusiasmo per un mondo nuovo che mi hanno poi spinta nei momenti di difficoltà ad andare avanti.
Il motivo principale per cui ho scelto la Russia è innanzitutto quello di mettermi in gioco in maniera forte di fronte ad un Paese completamente diverso da quello a cui ero stata abituata per 17 anni. Poi, della Russia non sappiamo molto e abbiamo un’idea ancora molto legata agli stereotipi che si sono creati durante il regime. Io ero curiosa di andare a sbirciare quel mondo per vedere se era effettivamente così come viene descritto o se era differente. E poi, i Paesi dell’est mi hanno sempre attratta e affascinata molto!
La mia famiglia russa era composta da madre, padre e due sorelle più grandi di me. Con una di loro, Anait, si è creato un rapporto molto forte. Lei ora studia all’università a Milano e quindi abbiamo occasione di vederci spesso.
Ho vissuto a San Pietroburgo, una città di quasi 5 milioni di abitanti, la più europea della Russia. Sono stata molto fortunata ad aver ottenuto la possibilità di vivere e studiare in una città del genere ed è stata anche un’occasione per imparare a vivere in una città molto più grande di quella in cui ho sempre vissuto.
Non mi viene in mente nessuna abitudine che ho fatto fatica ad accettare! Prima di partire credevo che le difficoltà maggiori sarebbero state la lingua, il freddo e il cibo, ma poi queste non si sono rivelate i problemi più difficili da accettare durante l’esperienza. Sono cose che ho superato naturalmente.
Forse la cosa che mi ha creato qualche problema è stata la burocrazia lunga e macchinosa… perfino ritirare un pacco postale è un’impresa!
L’aspetto che più mi ha colpito della vita di tutti i giorni, è stato proprio il modo di organizzare le giornate: non ci sono, come accade in Italia, i pasti ad orario che scandiscono la giornata. Si è molto più liberi di scegliere indipendentemente dagli altri componenti della famiglia quando e cosa mangiare e come organizzare la propria giornata. E poi le giornate sono più rilassate, nel senso che la scuola inizia alle 9 e non alle 8, i negozi chiudono alle 9 di sera e si va a letto più tardi.
Come dicevo, il cibo per me non è assolutamente stato un problema: ho sempre mangiato tutto fin dal primo giorno. Infatti sono ingrassata 9 kg!!! Mi piacevano tutti i tipi di cibo, soprattutto i blini, una sorta di crepes farcite, molto diffusi, anche nei chioschi lungo le strade.
Nel pomeriggio partecipavo a qualche attività organizzata dalla scuola (seguivo la squadra di pallavolo della mia classe nei tornei), andavo al cinema, o in qualche caffè, o a fare una semplice passeggiata e visitare qualche posto nuovo. Durante il week end passavo molto tempo con la famiglia, in dacia o svolgendo varie attività , come andare a cavallo con la sorella ospitante o in piscina con la mamma, chiacchierare dopo pranzo con i nonni. In generale, ero sempre molto impegnata e stimolata nel fare molte cose.
Tra gli eventi cui ho partecipato durante l’esperienza mi avevano colpito molto la festa nazionale della Vittoria, il 9 maggio, in cui tutta San Pietroburgo ha festeggiato, scendendo per strada con un fiocchetto arancione per guardare la sfilata dei soldati e soprattutto il “випускной”, cioè la serata della consegna dei diplomi a scuola, cui seguono la cena e il ballo che si protraggono fino alla mattina seguente. È una giornata molto importante per tutti gli studenti dell’ultimo anno, i cui preparativi iniziano già a settembre; è un evento che si aspetta con ansia per tutto l’anno scolastico ed è stato importante anche per me, soprattutto perché in Italia non c’è.
Tra i luoghi che ho visitato con le famiglie ospitanti o con Intercultura, mi hanno colpito molto le città di Krasnodar e Soci al sud della Russia, sul mar Nero, perché sono zone più simili al sud dell’ Italia e la gente è molto aperta e socievole. Ma ho tanti altri momenti in mente: ad esempio, passeggiare sul mar Bianco ghiacciato ad Arcangelo o nei parchi tra le fontane di Peterhoff, vicino San Pietroburgo. Ogni luogo che ho visitato mi ha colpito e per un motivo o un altro, appartiene ai miei ricordi!
La lingua russa non è per niente facile. Tuttavia, ascoltandola 24 ore su 24 ci si abitua prima ai suoni, poi si inizia a capire qualche parola e l’argomento del discorso, finchè non si inizia a parlare. Io ho iniziato a capire il senso dei dialoghi e a comporre frasi semplici verso novembre: spesso mi capitava di iniziare la frase in russo e continuarla in inglese! Poi da gennaio ho imposto a me stessa di parlare solo russo e quindi ho abbandonato definitivamente l’uso dell’inglese e a giugno capivo quasi tutto ed ero in grado di esprimermi in maniera sufficientemente chiara, tanto da poter sostenere gli esami di fine anno in lingua! Alla fine mi uscivano di bocca espressioni che non avevo mai studiato ma che a furia di sentire evidentemente avevo fatto mie e che mi veniva spontaneo pronunciare….
Poche parole non mi bastano per descrivere un Paese come la Russia… servirebbero pagine e pagine e forse non basterebbero! Per me è stato comunque fantastico viverci per un anno e ci sono molto affezionata! È un Paese che se non si vive non si può comprendere, un Paese da apprezzare e che si riesce ad amare come fosse il proprio, che può offrire tantissimo!
Non mi sento cambiata nel vero senso della parola, nel senso che io sono sempre la stessa! Certamente, sono cresciuta e maturata molto. Mi accorgo di notare cose che ad uno sguardo superficiale possono sembrare inutili, scontate o del tutto inesistenti e ho imparato che a volte è necessario mettere da parte le proprie convinzioni e il proprio orgoglio per aprirsi agli altri, sono molto più aperta, disponibile, stimolata e positiva nell’affrontare la vita!
Rosaria
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