La conoscenza del prossimo
Ho avuto la fortuna di vincere una borsa di studio di INTERCULTURA per un anno di studio all’estero e così nello scorso mese di agosto ha avuto inizio la più bella avventura che possa capitare ad un adolescente. Non ci potevo credere ma io e la mia famiglia (genitori + 2 fratellini) ci siamo separati. Una separazione per nulla traumatica perché preparata e maturata nel tempo ma pur sempre una separazione. E fu così che dopo aver salutato i miei amici, la famiglia, la mia città mi sono ritrovata senza accorgermene su un aereo che mi portava in Svezia.
Già, la Svezia, una nazione da me scelta e che mi ha affascinato da subito.
Appena scesa dall’aereo a Stoccolma mi sono ritrovata ad un campo nel quale ho avuto la possibilità di incontrare centinaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo e che come me stavano per iniziare un’esperienza che per 10 mesi ci avrebbe fatto conoscere un mondo nuovo. Il fatto di ritrovarmi con tanti ragazzi che vivevano il mio stesso pathos mi ha dato il coraggio iniziale per non farmi prendere dall’angoscia di non farcela. Ci siamo fatti coraggio tutti insieme e con la forza di un sorriso, di un abbraccio e di uno sguardo la paura è scomparsa dai nostri cuori e dopo tre giorni eravamo tutti pronti per iniziare l’avventura.
Il paese che mi ha ospitato si chiama Linköping e la mia nuova famiglia Olsson.
La fortuna è stata benevola perché con Anna, Per; e Tora ho trovato dei nuovi genitori ed una nuova sorella. Non vanno fraintese le mie parole, stando lontani dalla casa di origine e dalla propria famiglia sicuramente gli affetti restano immutati, ma vivere con delle persone che in maniera volontaria decidono di ospitarti e di darti spontaneamente il loro affetto ed il loro amore ti permette di superare quei momenti di paura e di mancata protezione che papà e mamma ti davano quotidianamente a casa.
E così ho iniziato ad imparare la lingua, le nuove abitudini, nuovi modi di comportarsi, di vivere, la strada per andare a scuola con la bicicletta, seguire le lezioni in una scuola strutturata in maniera diversa dalla mia. Giorno dopo giorno apprendere sempre qualcosa di nuovo, alternare momenti di esaltazione ad altri di sconforto.
Stare i primi tempi a bocca aperta senza capire nulla. Concentrarsi al massimo ripetendo a me stessa “dai forza, ce la farai!”. E finalmente dopo 2 mesi è arrivato il giorno in cui fatto un compito in classe come tutti gli altri ho ricevuto una valutazione più che sufficiente. In quel momento ho capito di avercela fatta, è stato un momento esaltante e da allora ad oggi mi sembra di avere conquistato il mondo. Parlo e comprendo lo svedese in maniera scolastica, condivido esperienze personali e scolastiche con tanti ragazzi svedesi e di altre nazioni che frequentano gli stessi miei corsi di studio. La famiglia che mi ospita, i miei compagni ed i miei professori sono contenti di me e mi trattano con affetto e amicizia sincera. Ho visitato posti incantevoli, qui la natura è fantastica, laghi fiumi e tanta neve cose che a Brindisi ho visto solo in TV.
La gente contrariamente a ciò che si pensa non è per nulla fredda ma è molto ben disposta ad accogliere chi, come me, ha deciso di conoscere la loro cultura con rispetto ed impegno.
Questa esperienza sta cambiando il mio essere. Rispetto al giorno in cui ho asciugato l’ultima lacrima, dopo essermi separata dalla mia famiglia, mi sento più sicura di me stessa, più matura, più responsabile. Sono partita ragazzina e forse tornerò donna. Ho conosciuto modi di essere ragazzi nelle maniere più diverse e questo mi ha permesso di allargare le mie conoscenze senza però dimenticare o alterare le mie radici culturali e la mia identità.
È questa un’esperienza che sento di consigliare a tutti coloro che vogliono conoscere il mondo e tutti i suoi abitanti. La conoscenza del prossimo è forse l’unica via che le nuove generazioni hanno per superare e cancellare i pregiudizi. Vorrei tanto che queste mie piccole esperienze possano servire a chi le leggerà ad avere quel minimo coraggio per affrontare un’esperienza che possa cambiare il modo di pensare e di affrontare la vita. La conoscenza, questa parola ha segnato profondamente il mio carattere ed il mio modo di pensare.
Coraggio amici se in voi è accesa una piccola fiamma di curiosità desiderio e volontà, alimentatela ed il fuoco che si accenderà dentro di voi servirà a riscaldare questo freddo mondo che ha tanto bisogno di essere amato da noi giovani.
Chiara
