Racconti
Mi mancherete! Mi mancherete pandoro, panettone, luci sull’albero. Mi mancherà quell’aria frizzante, fresca. Quella sensazione di felicità. Perché si sa a Natale si è tutti più buoni e più felici.
L’aria di natale, quel profumo... Il profumo del Natale è diverso da qualsiasi altro profumo. Mi mancherà annusare l’aria ai primi di dicembre, esclamare “Profumo di Natale” e provocare un annusamento contagioso a chiunque sia lì con me.
Si, mi mancherà! Perché in Thailandia il profumo di Natale non c’è … Qui c’è profumo d’estate, di primavera, di felicità, di cocco, di Thailandia!
Sarà che un Natale in t-shirt non me lo sarei mai immaginata, sarà che la mia idea di Natale è abbastanza ristretta e forse condizionata da un infanzia con Natali tutti ugualmente belli e profumati!
La Thailandia, con la sua estrema e (da me) terribilmente ammirata fede Buddhista, cerca in qualche modo di “occidentalizzarsi” ma (fortunatamente) non ci riesce proprio benissimo!
Fuori da un negozio puoi leggere: Happy Christmas! Ci hanno provato, ho pensato sorridendo senza nascondere una certa soddisfazione.
Sì perché, per quanto gli alberelli di Natale in città non siano difficili da trovare, l’occidente qui non arriva neanche se costretto, spinto da quella che in giro chiamano Globalizzazione che sembra proprio non voler funzionare da queste parti!!
La Thailandia, la mia Thailandia, il giorno di Natale si sveglia come in qualsiasi altro giorno dell’anno e porta i bambini a scuola, gli adulti al lavoro. Le campanelle suonano in modo regolare, gli orologi stanno attaccati ai polsi, si pranza nelle mense, vicino ai chioschetti sulla strada… Niente cenone o “pranzone”! Buddha evidentemente non ha fatto nulla di eccezionale da commemorare il 25 dicembre. Gli abeti finti carichi di lucette fuori dai centri commerciali hanno puro e semplice valore decorativo, nei negozi gli espositori traboccano di oggetti inutili, sopramobili (regali che in Italia verrebbero riciclati l’anno dopo o fatti rompere dal cane in un disgraziato incidente che ha coinvolto il tavolino in cui il maialetto di porcellana regalato dalla zia era stato posato) ma, come mi ha spiegato mia madre, sono per capodanno!
Qui ci si scambia i regali la notte di San Silvestro, per augurare un buon 2554. No, non ho sbagliato. Qui abbiamo ben 543 anni in più che in Italia e devo dire che abbiamo superato il 2012 e la fine del mondo con una certa grazia e nonchalance… ;)
Forse mi mancherà il mio Natale, non posso nasconderlo! Non potrò fare l’albero, annusare l’aria, scartare i regali, prendere il mio chiletto abbuffandomi di pandoro ma… Ma io sono in Thailandia (cosa che ancora non mi sconcerta al pensarci). Sono in quella che è la Thailandia che mi ha accolta con un enorme sorriso che non si può non ricambiare! Quella sensazione di felicità e leggerezza che in Italia provo a Natale qui la si prova tutto l’anno: nel sorriso delle persone, nella serenità che questa terra trasmette, nell’ospitalità, nei profumi, nei suoni, nei colori. Nelle piccole grandi cose che fanno la mia quotidianità da 5 mesi a questa parte e che tassello per tassello mi hanno smontato e poi ricostruito le certezze, la mia immagine del mondo, il mio punto di vista sulle cose. Questa Thailandia che non finisce mai di stupire, non finisce mai di sorprendermi. Questa Thailandia che non festeggia il Natale ma che non me lo fa rimpiangere. Questa Thailandia che insegna. Questa Thailandia senza la quale non ci sarebbe questa Gaia che conosco ora. La Gaia che non sa più cosa è giusto o cosa è sbagliato. La Gaia che sa sorridere. La Gaia che ama, sa amare e sa farsi amare. La Gaia che la Thailandia ha creato.
Sembra impossibile, un controsenso, un paradosso ma non posso non pensare che questa mia immensa, amata, meravigliosa Thailandia che non festeggia il Natale mi farà passare probabilmente le feste natalizie più belle, strane, colorate profumate della mia vita. Ma dopotutto questa è la Thailandia e qui “impossibile” è solo una parola che nel mio vocabolario è ormai caduta in disuso! :D
Gaia Serrau
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