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RAGAZZI, AZZARDATE!
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E' un'esperienza unica e io la consiglio a tutti quei ragazzi che come me, sentono di avere qualcosa in più e soprattutto hanno voglia di dimostrare a se stessi e a chi gli sta intorno, chi sono veramente. Dico questo perché coloro che vogliono partecipare a un programma Intercultura solo per farsi la vacanza, hanno sbagliato “compagnia”. Questa esperienza serve per mettersi alla prova, in discussione, ammettere i propri limiti e superarli. Lo spirito con cui bisogna affrontare tutto è come una sfida... ma non una semplice sfida, forse la più bella che vi si potrà mai presentare. Io ero partita con la voglia di conoscere una nuova cultura e dall'Italia mi sembrava una cosa semplice e naturale. NON LO E'. E' difficilissimo, soprattutto nei primi mesi dell’esperienza (nei quali io mi trovo), ti chiedi continuamente: “ma che ci faccio io qui? Chi me lo ha fatto fare di venire? Qui sono tutti pazzi... sono strani...” Sono semplicemente diversi, e accettare questa diversità è la cosa più difficile che ci sia. Spesso viene la voglia di abbandonare tutto. Io ho preparato i bagagli già due volte, ma sto ancora qui, perché la voglia di mettermi alla prova è tanta e la curiosità mi spinge ad andare avanti. Ogni giorno è una sensazione unica che io non potrò mai dimenticare. Tutto è così, come posso dire, grande!
Tutte le sensazioni sono più “grandi”. I pianti sembrano i peggiori della vostra vita, la felicità sembra che non l'avevate mai provata prima di arrivare qui, e poi c'è la meraviglia. Mi meraviglio per ogni cosa... come una bimba. E' un’esperienza unica.

 

Da poco sono tornata dal secondo campo che c'è stato a Izmir... sono stati i momenti più belli della mia vita... 35 ragazzi da TUTTO il mondo, così diversi, eppure eravamo come una grande famiglia, accomunati dalle stesse sensazioni. Ora ci sentiamo come una famiglia... la famiglia AFS. Condividiamo tutto e sembra di essere amici da sempre. Alla fine del campo abbiamo pianto tutti, compresi i volontari, ma quelle lacrime hanno lasciato un ricordo bellissimo.

 

Perché scegliere la Turchia? A dire il vero non so darvi una risposta, ma vi dico che, se sceglierete questo Paese, non sarà facile viverci ma sarà impossibile scordarlo. Le persone sono tutte molto amichevoli, disponibilissime e sempre sorridenti. E' una cultura dai mille colori che ti entra nel cuore e ti affascina continuamente. Vieni catapultata in un altro mondo che ti sorprende ogni giorno. Quello che voglio dirvi è: non “sprecate” il vostro anno Intercultura per una meta conosciuta, dove la cultura è simile alla nostra italiana. Rischiate, azzardate, perché non ve ne pentirete. E perché no? Pensate alla Turchia, perché è un Paese che ha tanto da dare.

 

Ai genitori dico: NON VI PREOCCUPATE, i volontari AFS ci sono sempre, a volte anche troppo! Si informano su tutto e sanno sempre tutto. Veramente è un’organizzazione perfetta che non abbandona mai, è sempre presente per tutto. I miei volontari chiamano ogni sera mia madre per chiederle com’è andata la giornata. Ogni fine settimana abbiamo lezione di turco e quindi stiamo anche con i nostri consulenti e abbiamo la possibilità di parlare di ogni tipo di problema.
Ah, un'altra cosa che volevo dire: non sottovalutate le orientation! SONO IMPORTANTISSIME e soprattutto le regole imparatele bene perché non è uno scherzo, se infrangete una delle regole Intercultura, davvero si va a casa!
Ragazzi, azzardate! E’ un’esperienza difficile ma unica... sono cosi gelosa di voi... ma già tra poco finisce! Non ci voglio pensare! In bocca al lupo a tutti!

 

Giulia


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