Racconti
Molte cose mi hanno sorpreso del loro modo di vivere.
Una di queste è stata l’importanza concreta che ha nelle loro vite la musica.
Si svegliano alla mattina, si addormentano la sera, vivono, studiano, camminano a tempo di musica. “Qual è il tuo genere preferito?” è una tra le prime domande che ti fanno. Molto spesso nei pranzi familiari, mentre qualcuno suona la chitarra, tutti i parenti cominciavano a cantare e ballare insieme. Non si balla soli, molto spesso in coppia o in gruppo. E’ una delle tante attività che ti immergono nella loro allegria e energia. Insomma, anche se da una parte possono esserci molti problemi di diversa natura nel paese, trovano sempre il motivo per festeggiare o per una risata.
Questa vitalità mi ha contagiato così tanto che da quando sono tornata tutti non smettono di ripetermi come sia evidente che in Argentina, qualcosa mi ha riempito di vita. I primi giorni mi sono sentita dire continuamente che “sono tornata con il sorriso”. Nonostante tutti i problemi che si incontrano in questa esperienza, forse amplificati da una cultura cosi complessa, sono contenta di aver scelto questo paese in particolare. Infatti penso che sia veramente una cura per la serenità e la spensieratezza.
Ho solo cercato di parlare e di spiegare il più approfonditamente e chiaramente possibile una esperienza, delle impressioni e se vogliamo una cultura. Ma una cultura e’ qualcosa che non si scrive a parole e che non si può ritrarre in un semplice foglio. E’ qualcosa che si vive, si percepisce e non si finisce mai di scoprire. Sicuramente in 6 mesi non sarò entrata a pieno nel modo di vivere Argentino ma ho imparato che sapere è non sapere. Cioè più imparavo più mi rendevo conto di quanto in realtà non sapessi niente! E di quanto volessi sapere! Quindi ora sicuramente so che viaggerò in modo diverso, conoscendo la gente e gli usi locali, e cercherò di conoscere i paesi come le cose e le persone per come sono davvero e non per come appaiono.
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