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L'ospitalità ci ha fatto sentire delle "star"
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È difficile abituarsi a non essere delle star. Strana frase, no? Però è capace di esprimere cosa si prova tornando dalla Russia, dove ci siamo recati per una decina di giorni grazie a uno scambio culturale organizzato dalla nostra scuola con Intercultura. Arrivando sul posto ci siamo da subito resi conto che tutti avevano una grande cura di noi. Sembrava che tutta la città avesse saputo chi eravamo, non di rado per strada si veniva avvicinati da ragazzi che ti chiedevano “Italianski?”. Anche in famiglia il trattamento è stato ottimo per tutti noi. La famiglia “adottiva” ci trattava come se ne fossimo stati parte da sempre. Si preoccupava che non ci mancasse nulla, soprattutto il cibo: abbiamo tutti concordato che le dosi erano eccessive per il consumo di un solo individuo, ma se non avessimo accettato tutto, i nostri
“genitori” si sarebbero offesi a morte. La tradizione culinaria russa vuole la consumazione di un brodo, una zuppa all’inizio del pasto. Dentro ci si può trovare di tutto: dalla carne al pesce, verdure di tutti i
tipi. Come secondo altra carne con contorno di pasta, riso o patate, il tutto rigorosamente scondito.
E poi si arriva alle tazze di tè con dolci a base di cioccolato e wafer. L’ospitalità, quindi, non è mancata; un problema che tutti abbiamo dovuto affrontare con le famiglie, però, era la lingua: con i nostri partner si comunicava in inglese, con i loro familiari non era possibile. Con l’allenamento di dieci giorni ci siamo dovuti sforzare a imparare le cose basilari sul cibo, il bagno, il sonno in russo.
Oltre a lezioni di russo, avevamo la possibilità di partecipare anche a lezioni su materie scientifiche come matematica , fisica, biologia ecc. oppure di lingua (inglese, francese, tedesco): naturalmente alle prime potevamo solo assistere, in queste ultime, invece, eravamo coinvolti, o meglio, eravamo oggetto di conversazione in lingua. Diversamente da quanto succede in Italia, gli studenti si spostano da un’aula all’altra, ogni stanza è assegnata a un insegnante. Con il sistema russo ogni stanza è destinata allo studio di una materia precisa e questo consente di avere bellissime decorazioni alle pareti che riguardano la materia stessa. Spero di aver suscitato in qualcuno la voglia di provare situazioni nuove: per quanto mi riguarda il mio scambio è stato veramente fantastico e mi rendo conto che grazie a questo sono molto cresciuta: ho avuto modo di riflettere molto. Auguro a ciascuno la possibilità di vivere un’esperienza simile!! Questo scambio è stato per me un'esperienza sicuramente indimenticabile. È fantastico vedere come ciò che a te sembra strano ad un altro sembri normale e addirittura scontato. È bello uscire dalla "routine" di ogni giorno, essere "costretti" a comunicare in un modo diverso dal solito, fare ciò che gli altri sono soliti fare, vivere in un ambiente completamente differente, sia da un punto di vista climatico che paesaggistico e stupire ed essere stupito alla stesso modo e nello stesso momento.

Uno studente del Liceo Scientifico "G. Banzi Banzoli" di Lecce 


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