Vicky e Venla: due figlie da Paraguay e Finlandia
Era nei nostri desideri dare alle nostre figlie, ancora piccole, la possibilità di aprire il loro mondo ad una realtà più grande di quella offerta dalla vita di tutti i giorni, fatta di amicizie e conoscenze sicure ma anche limitate ad un spazio ed a una dimensione molto piccola.
E un giorno abbiamo scoperto Intercultura, e ci è sembrato subito il contatto giusto.
Nella nostra intenzione iniziale c’era l’idea di partire con una esperienza di ospitalità breve, per testare la nostra capacità di affrontare questa esperienza in maniera “soft”, ma già dopo il primo colloquio con i volontari di Intercultura, abbiamo presto cambiato idea e deciso per l’ esperienza con l’ ospitalità annuale, più ricca e sicuramente più completa.
E cosi è arrivata Vicky, dal Paraguay, una ragazza timida ma dolcissima, che abbiamo accolto nella nostra famiglia con tanta curiosità, ma anche con qualche timore.
Era, per tutti noi, una esperienza nuova e non avevamo idea di come e quanto sarebbe cambiata la nostra vita quotidiana, dei rapporti che si sarebbero creati tra noi e Vicky e tra lei e le nostre figlie, della difficoltà di comunicazione e di comprensione di una lingua e cultura diversa.
E’ stata invece un' esperienza molto positiva, ancora più positiva se ripensata negli anni successivi, in cui abbiamo realizzato di avere imparato molte cose, e pur non priva di momenti difficili che abbiamo affrontato e superato con il valido supporto dei volontari del Centro Locale di Ivrea, si è conclusa lasciandoci per sempre un ricordo bellissimo e un filo sempre vivo tra noi e la nostra figlia del Paraguay.
Ed è stata da questa esperienza che siamo ripartiti per una altra doppia avventura in cui ci siamo messi in gioco in maniera più coinvolgente ed anche, come genitori, più difficile: abbiamo deciso di ospitare nuovamente per un anno, Venla, una ragazza Finlandese, nello stesso tempo, Stefania, la nostra figlia più grande, partiva con Intercultura per un anno in Alaska.
E cosi è arrivata, a casa nostra, Venla e già da subito abbiamo capito che sarebbe stata una esperienza totalmente diversa dalla prima, perché diverso ne era il carattere, la cultura ed il modo di rapportarsi con gli altri ,ed era quello che ci aspettavamo e che, in fondo, anche noi volevamo.
Cioè lo scoprire e conoscere un altro pezzo di umanità, un altro aspetto di una cultura che ci ha sempre affascinato ed incuriosito, il nord Europa, la conoscenza di un altro Paese nella sua rappresentazione più attuale ed interessante.
Ed è stata una esperienza, si interessante, vivace ed intensa ma anche più difficile, però mai negativa, anzi è stato un anno in cui siamo cresciuti, in cui abbiamo imparato a misurare le nostre aspettative in funzione di ciò che gli altri ci possono dare, e non rispetto a quello che pensiamo di ricevere.
Avere un'altra figlia in casa di cui non si conosce nulla rappresenta una sfida al nostro modo di vivere e di pensare, che alla fine ci ha insegnato come si possano allargare i nostri confini nei rapporti con persone, mondi e culture che non conosciamo, e questo ci ha richiesto uno sforzo che ha raggiunto dei risultati che adesso ci appagano pienamente.
Sapere che le nostre figlie in Paraguay e Finlandia ci sentano come parte della loro vita presente e futura è per noi una grande gioia, per la quale,in fondo noi abbiamo dato solo quello che potevamo e per la quale davvero tanto stiamo ricevendo.
Percepire dalle loro lettere o dalle loro telefonate quanto è grande la loro voglia di essere ancora insieme a noi è la conferma che siamo riusciti a creare un meraviglioso legame che vivremo per tutta la vita, legame che abbiamo reso ancora più forte durante le due settimane di Natale che abbiamo appena trascorso in Finlandia, ospiti noi, questa volta,di Venla, della sua famiglia e della meravigliosa gente Finlandese.
Rimane nei nostri desideri e nei nostri progetti, poter fare un altro viaggio ancora ed andare un giorno a ritrovare Vicky.
Graziella e Francesco Quinci
