Nuovamente famiglia ospitante?? Perchè no!!!
Avevo giurato a me stessa e promesso alla mia famiglia che non avremmo più ospitato, non perché le esperienze precedenti fossero state negative anzi, ottime, ma perché non ne potevo più degli addii, delle ripartenze, delle lacrime; ogni volta mi pareva che mi strappassero un pezzo di cuore. E invece ci sono ricascata!
Leggo la mail di Diana “la ricerca famiglie continua” e per curiosità sfoglio le descrizioni dei ragazzi, ad un certo punto eccola… costaricana, parla italiano, allergica all’amoxocillina (come me e mia figlia), suona la chitarra (come mio marito) e tanti altri interessi comuni. No, non si può, ho promesso. Spengo il computer ma poco dopo lo riavvio, rileggo il profilo e, ancora prima del cuore, la mia pelle mi dice “è lei”.
Mando una mail a Colle “quando arrivano? Quando ripartono? Chiedo, per scrupolo, a mia figlia Paola “è perfetta vero?” – Sì mamma, perfetta ma… e il papà? “Ci pensiamo dopo ma ne sarà felicissimo, una figlia con la quale strimpellare dopo cena”.
E così eccoci, agitati come fosse la prima volta e sotto una pioggia torrenziale, ad aspettare Juli sul binario n° 7; è bellissima, tremante per il freddo e stanchissima ma pronta a ricevere e ricambiare il nostro abbraccio (e si sa come le mamme italiane abbracciano!).
Due mesi, solo due mesi e troppe cose da fare e vedere! Conoscersi e volersi bene è stata la parte più facile, la più difficile per Juli abituarsi al freddo, per noi… nulla. Volendo citare Mary Poppins: esperienza perfetta sotto tutti i punti di vista! Perfetta, breve ma intensa, di quelle che ti entrano dentro e si radicano così bene che rimarranno lì per tutta la vita.
Ed eccoci qui oggi, in una giornata freddissima, sul binario n° 10, con il treno già pronto, a non volerla lasciare, a stringerla e baciarla in continuazione, a ridere malamente per cercare di ricacciare le lacrime, quelle famose lacrime che mi ero ripromessa di non voler più versare ma che, di nuovo e forse ancora più copiose, sono arrivate. Si fa presto a dire “ non è un addio è un arrivederci” ma le emozioni e i sentimenti non sono razionali e così, ancora una volta, un pezzo del mio cuore è stato strappato.
Lauretta Corti
Centro locale di Brescia
