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    <title>RSS  - www.intercultura.it</title>
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      <title>Dona il tuo 5 per mille in borse di studio </title>
      <description>&lt;p&gt;*&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:78/</link>
      <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
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      <title>Iscrizioni per i programmi all'estero </title>
      <description>&lt;p&gt;Le iscrizioni per i programmi scolastici all'estero per l'anno 2012-13 sono chiuse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i &lt;a href=&quot;../Programmi/?l=ita&amp;durata=5&amp;mese_nascita=0&amp;anno_nascita=0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;programmi estivi&lt;/a&gt; le iscrizioni resteranno aperte fino ad esaurimento dei posti disponibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:118/</link>
      <pubDate>Tue, 05 Apr 2011 00:00:00 +0200</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>22 febbraio - &quot;10 minuti di...&quot; Intercultura su Rai Tre</title>
      <description>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Il 22 febbraio 2012, alle ore 9.50, andrà in onda su Rai Tre una puntata della trasmissione &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;10 minuti di&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;/strong&gt; &lt;span&gt; &lt;/span&gt;interamente dedicata a Intercultura e girata a Terralba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt; &lt;br /&gt;Già dal pomeriggio sarà possibile rivedere la puntata &lt;a href=&quot;http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-70b6aff9-4a8d-42a4-8798-579dc10ebde1.html?p=0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sul sito della Rai&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:138/</link>
      <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Aumentano gli studenti che scelgono Asia e America Latina </title>
      <description>&lt;p&gt;Sono quasi 1.600, circa il 15% in più solo rispetto allo scorso anno e ben il 137% in più negli ultimi dieci, gli adolescenti di tutta Italia che scardinano l&amp;rsquo;immagine stereotipata del giovane mammone e sedentario a favore di quella più dinamica di pioniere dell&amp;rsquo;incontro e del dialogo interculturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi partiti per i programmi dell'anno 2011-12 si dimostrano sempre più  interessati a culture generalmente lontane dall&amp;rsquo;immaginario degli adolescenti italiani. Infatti mentre nel 2000 solo l&amp;rsquo;1% degli studenti partiva per l&amp;rsquo;Asia, ora sono il 10% (73 in Cina, 13 in Giappone, 8 ad Hong Kong, 18 in India, 10 in Malesia, 46 in Thailandia) e il 19% ha scelto i Paesi del Centro-Sud America, ben il 12% in più rispetto a dieci anni fa (per citare solo alcuni Stati: 64 in Argentina, 55 in Brasile, 33 in Cile, 55 nel Costa Rica, 28 in Honduras, 23 nella Rep. Dominicana, 16 in Venezuela, etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:122/</link>
      <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 00:00:00 +0200</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>E' Marco Magnani il nuovo Presidente di Intercultura</title>
      <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Milano, 23 novembre 2011 &amp;ndash; E&amp;rsquo; Marco Magnani, 41 anni, il nuovo Presidente Nazionale di Intercultura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nato a Parma, laureato -grazie a una Borsa di Studio della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro- in Economia Politica con il massimo dei voti all&amp;rsquo;Università La Sapienza di Roma, un MBA in Finanza alla Columbia University di New York interamente finanziato dalla prestigiosa borsa di studio &amp;ldquo;Luciano Jona&amp;rdquo;, lavora in Investment Banking da 16 anni: circa 10 anni a Wall Street con JP Morgan e poi come Dirigente in Mediobanca.  Attualmente docente ad Harvard University, dove svolge ricerca in campo di politica economica come Senior Fellow presso la John F. Kennedy School of Government.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una carriera internazionale, quella di Marco Magnani, iniziata a 16 anni, quando è partito con una borsa di studio di Intercultura per un anno di scuola negli USA, a Oakesdale, nello stato di Washington e culminata alcuni anni fa, quando è stato premiato dal World Economic Forum come Young Global Leader, onorificenza attribuita ai giovani talenti di tutto il mondo che si distinguono per capacità professionali, impegno per la società e per il forte impegno e contributo a migliorare il futuro del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;ldquo;Esattamente 25 anni dopo essere partito per gli USA grazie a Intercultura &amp;ndash; dichiara Magnani - vengo ora eletto Presidente. Trascorrere da adolescenti un periodo così lungo all&amp;rsquo;estero è una esperienza che cambia la vita. Ho trascorso un anno in una famiglia americana, perfettamente integrato con i genitori e i due figli. È stato un anno pieno, senza alcuna interruzione per tornare in Italia, un'esperienza che mi ha aperto al mondo e mi ha formato caratterialmente&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:127/</link>
      <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>24.11.2011 TG1 ore 8.00: Intercultura è al 20esimo minuto dell'Edizione </title>
      <description>&lt;p&gt;Studiare un anno all'estero un'opportunità sempre più diffusa tra gli studenti italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il TG1 ha dedicato un &lt;a href=&quot;http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-41c4fc88-e614-4c64-a759-b943ae508b5f-tg1.html#p=0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;lungo servizio&lt;/a&gt;  ad Intercultura lo scorso 24 novembre nell'edizione delle otto al 20imo minuto circa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:129/</link>
      <pubDate>Fri, 25 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Intercultura a TG2 Storie</title>
      <description>&lt;p&gt;Il 15 dicembre è andato in onda un lungo servizio all'interno del programma TG2 Storie condotto da Maria Concetta Mattei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Protagonisti 4 ex borsisti - Teodora, Marta, Carolina e Pietro - rientrati da poco rispettivamente dalla Cina dall'India e dall'Argentina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per vedere il &lt;a href=&quot;http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-c252381e-7709-42df-83b6-673c53515e51.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;video&lt;/a&gt;, cliccare, nella parte inferiore della pagina, sul titolo &quot;Racconti della settimana 14/01/12&quot; e andare al minuto 23.&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:132/</link>
      <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Cina che ho scoperto, tra rigore militare e affetto famigliare  </title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Giorgia Davidivic, da Albavilla (CO), sta trascorrendo il suo anno in Cina. Ha recenetemente vissuto la singolare esperienza di partecipare con i suoi compagni di classe ad un campo di addestramento militare. Nonostante le difficoltà di un&amp;rsquo;esperienza per lei singolare, ha saputo trarre alcuni importanti e non scontati insegnamenti sulla cultura cinese.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di venire in Cina mi ero ripromessa di non tirarmi mai indietro e di cogliere ogni possibilità che potesse arricchire la mia esperienza. Fino ad ora sono stati diversi i casi in cui mi è capitato di lasciarmi andare, provando cibi strani, adattandomi alle abitudini cinesi e cercando di entrare nella loro mentalità per capire cose che, per noi occidentali, potrebbero sembrare inconcepibili. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tuttavia, una volta avanzata da parte della professoressa la proposta di partire per una settimana di addestramento militare con i miei compagni di classe e le altre classi del gaoyi (primo anno), devo ammettere di aver seriamente riflettuto sulla promessa fatta a me stessa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nonostante questa prima esitazione, però, la mia auto-manipolazione è entrata in funzione, e non mi ci è voluto molto per convincermi del fatto che sarebbe stato un vero peccato perdere un'occasione del genere. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il ritrovo per partire al campo era previsto per le 7:00 a scuola. Al mio arrivo tutti i miei compagni erano esaltati per il fatto che sarei partita con loro e che, di conseguenza, avremmo potuto passare più tempo insieme. Come in ogni occasione, i cinesi non mancano di entusiasmo che sanno trasmettere con estrema facilità. &lt;br /&gt;Una volta giunti a destinazione, ci hanno velocemente assegnato le camere, ognuna delle quali era provvista di 5 letti a castello e un bagno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, dopo questa prima sorpresa di benvenuto, abbiamo subito dovuto indossare le divise militari, per poi correre davanti all'edificio principale, dove si sarebbe tenuta una seconda cerimonia di apertura, questa volta un po' più lunga. Ripensando a tutti i problemi che sorgono nel tentativo di organizzare le assemblee di istituto quando sono in Italia, mi riempio di ammirazione nel vedere come i cinesi riescano a far sistemare ordinatamente seduti su degli sgabellini alti una ventina di centimetri 500 studenti divisi per classe, sesso e in ordine d'altezza nel giro di un paio di minuti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ad ogni classe è stato assegnato un soldato-istruttore, il quale si sarebbe occupato della preparazione pratica e dell'allenamento quotidiano. Il nostro istruttore si chiamava Qizi Guo ed era vagamente simile a Gas-Gas di Cenerentola. Al primo impatto mi era sembrato eccessivamente severo, ma nei momenti di pausa era il primo a scherzare e a proporre gare di canto. L'allenamento era molto ripetitivo e faticoso, e ogni giorno era ben scandito secondo una precisa organizzazione. Ma, al di là della fatica che ha reso il tutto un po' pesante, credo di aver capito più cose sulla Cina in questa settimana che negli ultimi tre mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ciò che più di tutto mi ha colpito è stato il rapporto tra professori e alunni, ma anche tra soldati e alunni&lt;/strong&gt;. Nei momenti di serietà sanno davvero essere duri, ma nei momenti informali sanno essere amichevoli e complici,disponibili e veramente interessati alla salute, alla sicurezza e alla felicità degli alunni.&lt;br /&gt;E tutto quel varco di formalità che sembra esserci durante i momenti di serietà, viene colmato in un batter d'occhio non appena se ne ha l'occasione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A tal proposito, ci tengo a raccontare un episodio. Il 16 novembre era il compleanno di una mia compagna di classe, quella con cui ho legato di più. Dopo cena, Huang Hui, (nome della ragazza) mi ha detto che si sentiva un po' giù di morale perché solo pochissime persone oltre me si erano ricordate del suo compleanno. &lt;br /&gt;Durante la cerimonia serale hanno proiettato un video sulla famiglia in cui delle foto dei ragazzi con i loro genitori venivano fatte scorrere accompagnate da una musica malinconica e strappalacrime&amp;hellip; i cinesi sanno essere molto melodrammatici in questo tipo di cose! Al termine del video un professore ha chiamato al bancone una decina di ragazzi dicendo che nelle lettere per i genitori avevano scritto informazioni che non potevano uscire dalla caserma e che, quindi, sarebbero stati puniti. La povera Huang Hui faceva parte di questi ragazzi e tutti noi eravamo dispiaciuti perché sapevamo che era il suo compleanno e che quello non era sicuramente il modo migliore per festeggiare.&lt;br /&gt;Ad un certo punto, un soldato chiede silenzio, si spengono i lampioni, parte la musica e, dal lato destro dell'edificio,  ecco che arriva il padre di Huang Hui insieme ai padri degli altri ragazzi, ognuno con un'enorme torta a tre piani e una cassetta piena di mele e mandarini. Dagli sgabelli parte il coro di &amp;ldquo;zhu ni shengri kui le&amp;rdquo;, tanti auguri a te) e la ragazza, emozionatissima, scoppia in un commovente pianto di gioia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Subito, la torta viene portata davanti al gruppo della nostra classe e Huang Hui si appresta a tagliarla, dando a me la prima fetta. Dopo aver distribuito con il solito ordine ogni fetta, ecco che tutto il rigore e la serietà cinese si trasforma improvvisamente in una tipica scena da film, in cui pezzi di torta, panna montata e frutta iniziano a volare da una parte all'altra del piazzale, accompagnati da urla, risate e vari cori di auguri. Negli schieramenti dei lanciatori di torta, a mia grande sorpresa, erano coinvolti anche professori e soldati, il cui viso era ricoperto di crema e praline e il cui sorriso ricordava tanto quello dei bambini che si rotolano nelle vasche di palline colorate che ci sono in alcuni Mc Donald's. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E' stato davvero sorprendente vedere come, dietro alla loro espressione rigida e severa, possa nascondersi anche questo lato amichevole e complice, nonostante il quale riuscivano comunque a mantenere il solito rispetto da parte di tutti gli alunni.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Il giorno dopo, ossia l'ultima mattina del campo militare, c'è stata l'ennesima cerimonia alla quale, questa volta, hanno potuto assistere anche i genitori. Durante questa cerimonia, ogni classe ha mostrato i risultati di una settimana di intenso allenamento e, una schiera di professori e soldati nei panni di giudici, ha collaborato per stilare una classifica delle nostre performance. Al termine della cerimonia è stato annunciato il verdetto e, con grande soddisfazione per alunni, soldati e professori, la mia classe ha conquistato il primo posto. Tutti i miei compagni erano davvero felici e pure io mi sono sentita particolarmente coinvolta ed emozionata. &lt;br /&gt;In più &amp;ndash; altra grande sorpresa che non perderò l'occasione di sottolineare ripetutamente a mia mamma, una volta tornata in Italia &amp;ndash; ho vinto il premio per il &amp;ldquo;letto più ordinato&amp;rdquo; del junxun. Insomma, un grande carico di soddisfazione e felicità. In quel momento mi sono proprio sentita felice: felice per i risultati e per l'esperienza del campo militare, felice di non essermi tirata indietro e, soprattutto, felice di essere in Cina e di capire davvero cosa significa vivere a contatto una cultura così strana e complicata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:136/</link>
      <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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      <title>Una domenica da campioni: la Serbia e il suo amore per lo sport.</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Stefano, di Oliveto Lario (LC), sta trascorrendo il suo anno in Serbia. Sono tante le cose che ogni giorno lo stupiscono di questo Paese e tante le cose che non conosceva (e molti italiani non sanno). Dal momento che ama lo sport, ha voluto condividere una breve cronaca dei più recenti traguardi sportivi serbi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Serbia è il Paese con il maggior numero di campioni sportivi di successo al mondo, in proporzione al numero di abitanti. Non so se in Italia ne hanno parlato, se non lo hanno fatto è un peccato ma spero che  i nostri giornali sportivi abbiano dedicato almeno una piccola parte del loro quotidiano a una domenica storica per il mondo sportivo serbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA DOMENICA DA CAMPIONI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;29 gennaio 2012&lt;/em&gt;. Dopo una partita storica durata &amp;ldquo;solamente&amp;rdquo; sei ore, Novak Djokovic, tennista serbo e attuale n°1 al mondo,  battendo in finale lo spagnolo Rafael Nadal, vince il suo quinto  Slam.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;29 gennaio 2012.&lt;/em&gt; A Ajndhoven (Olanda) la rappresentativa serba di pallanuoto, dopo aver battuto la nostra Italia in semifinale, diventa campione d&amp;rsquo;Europa vincendo la finale contro i &amp;ldquo;cugini&amp;rdquo; Montenegrini.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;29 gennaio 2012&lt;/em&gt;. Poteva essere una tripletta d&amp;rsquo;oro per la Serbia, ma a Belgrado la nazionale di pallamano si deve accontentare di un ottimo argento, dopo aver perso la finale contro la Danimarca, ora campione d&amp;rsquo;Europa.&lt;br /&gt;Dopo 24 ore così come si fa a non conoscere la Serbia??  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio dire ora due parole sul primo campione citato. Novak Djokovic, 24 anni, da circa 6 mesi  è il n° 1 indiscusso dei  campi da tennis e fattore forse più importante è l&amp;rsquo;idolo di tutto il popolo serbo! Non solo per la sua bravura con la racchetta ma anche per il suo carisma e la sua simpatia (è stato ospite per una sera nello show italiano condotto da Fiorello. Se lo avete visto, capirete meglio di cosa parlo). &lt;br /&gt;&amp;ldquo;Quando Nole gioca è come una festa nazionale  per i serbi&amp;rdquo; sono le parole di mio fratello Milos mentre guardavamo l&amp;rsquo;ultima finale vinta dal nostro campione. Mi chiedo ancora come io abbia fatto a non perdere  l&amp;rsquo;udito durante quella partita (a ogni punto fatto o subìto Milos urlava a squarciagola; in effetti, non so chi abbia sofferto di più tra l&amp;rsquo;atleta e il tifoso!).&lt;br /&gt;La Serbia ha una storia davvero turbolenta, è rimasta coinvolta più volte in conflitti armati, ha avuto come anche in Italia, un dittatore crudele e spietato, ha subito bombardamenti solamente una decina di anni fa... e ora da gran parte del mondo ha molti pregiudizi sulla Serbia e sui serbi.  La mia speranza è che lo sport possa aiutare a oscurare un passato che la popolazione non merita affatto, perché in questa terra vivono persone stupende, onesti lavoratori, nonne affettuose come in tutto il resto del mondo. Non mi vergogno a dire che in una partita Italia-Serbia probabilmente tiferei Serbia&amp;hellip; non fraintendete, io amo il mio Paese ma credo che il Paese che mi accoglie, in questo momento, abbia più bisogno di noi di ottimi risultati nello sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io amo lo sport e sono convinto che possa fare la differenza in situazioni in cui le parole servono a poco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>http://www.intercultura.it/News/id:137/</link>
      <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 00:00:00 +0100</pubDate>
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