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Presentazione della ricerca "La nuova via della Cina"

Il 3 ottobre 2017 Fondazione Intercultura ha presentato il IX Rapporto dell'Osservatorio nazionale sull'Internazionalizzazione delle scuole e la Mobilità Studentesca, dal titolo "La nuova via della Cina: i giovani, la scuola e la Cina".

Nel corso dell'evento sono stati presentati i risultati del'indagine, condotta da Fondazione Intercultura e Ipsos, sullo stato dell'arte delle iniziative di insegnamento della lingua cinese nelle scuole superiori italiane e sulla percezione della Cina tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Attraverso gli interventi di esperti di sinologia e di relazioni interculturali e di giovani studenti coinvolti in programmi di mobilità scolastica, sono state messe in evidenza le tematiche più attuali nel rapporto tra i giovani, la scuola italiana e la Cina.

La presentazione ha avuto luogo a Roma, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell’istruzione, università e ricerca, e si è aperta con la lettura del saluto della Ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli:

Carissime e carissimi,
mi fa piacere sapervi oggi qui al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a confrontarvi su un'importante esperienza di mobilità e di apertura che coinvolge studentesse e studenti, sempre più, grazie al vostro impegno, cittadini globali di un mondo senza confini. Mi dispiace non poter essere con voi, ma mi trovo in questo momento a Lampedusa con ragazze e ragazzi venuti da tutta Europa per riflettere su un tema cruciale per i tempi che viviamo, quello dei fenomeni migratori, in occasione dell'anniversario del terribile naufragio di 4 anni fa in cui persero la vita centinaia di uomini e donne in cerca di un futuro migliore. Una tragedia che ha scosso e continua a scuotere le nostre coscienze civili. Lo spirito che anima i nostri incontri oggi è il medesimo: stiamo ragionando sulla grande opportunità di crescita e di arricchimento che la diversità e l'esperienza delle diversità offrono a noi cittadine e cittadini e alle società in cui viviamo.
I dati dell'indagine che presentate oggi, “La nuova via della Cina”, confermano queste mie parole. Le giovani e i giovani che avete interpellato hanno le idee chiare sulle opportunità offerte dagli scambi, dalla conoscenza e dalla contaminazione con ambienti e culture differenti dalla propria. Nel caso specifico della Cina, l'interesse verso questo Paese è elevato: sono tante le studentesse e tanti gli studenti che immaginano di trascorrervi un periodo di scuola per goderne dei benefici culturali, personali ma anche perché pensano che questa esperienza possa essere utile per avere un migliore accesso al mondo del lavoro. Coloro che hanno già preso parte a questo programma testimoniano inoltre, stando alla vostra rilevazione, importanti cambiamenti intervenuti nella propria vita dopo un anno di studi in Cina in termini di maggiori indipendenza, capacità di adattamento e problem solving, apertura, sicurezza e maturità. In altre parole, crescita a 360 gradi.
Il numero degli istituti che offrono l'insegnamento del cinese è destinato ad aumentare. Perché la curiosità verso l'altro, il desiderio di incontro, l'apertura verso mondi e culture differenti sono le caratteristiche intrinseche di cittadine e cittadini globali, esattamente ciò di cui il nostro Paese – e non solo - ha bisogno. È per questo che già in altre sedi ho ribadito l'importanza di estendere il programma Erasmus – che in 30 anni ha coinvolto oltre 4 milioni di giovani con importanti effetti in termini di accoglienza e inclusione – anche nelle nostre scuole secondarie di secondo grado. La mobilità è conoscenza. E la conoscenza rende rispettosi dei diritti altrui e liberi. Papa Francesco ha detto domenica, rivolgendosi agli universitari di Bologna: “Dedichiamoci con passione all'educazione, cioè a ‘trarre fuori’ il meglio da ciascuno per il bene di tutti. Cultura, come dice la parola, è ciò che coltiva, che fa crescere l'umano. E davanti a tanto lamento e clamore che ci circonda, oggi non abbiamo bisogno di chi si sfoga strillando, ma di chi promuove buona cultura”.
Intercultura lo fa da decenni, affonda le radici nel Novecento delle guerre mondiali, ed è la risposta di lungo termine a politiche di chiusura e respingimenti: l'educazione, e tanto più quella multiculturale e globale, è l'unico antidoto all'odio e alla discriminazione. È lo strumento prioritario attraverso il quale costruiamo società in linea con i dettami costituzionali e con gli obiettivi che ci siamo prefissati aderendo all'Agenda 2030 dell'Onu.
Vi ringrazio per il vostro prezioso lavoro e prendo con voi un impegno: dobbiamo sostenere le studentesse e gli studenti ambiziosi e determinati, curiosi e aperti, che decidono di superare le loro paure e i loro limiti per sperimentarsi in periodi di studio lontani da casa. Per questo vogliamo che la loro partecipazione a questi progetti sia serena, così come anche il loro rientro nel loro contesto di provenienza. Qualcuno talvolta lamenta difficoltà in questa fase. Dobbiamo far sì, invece, che il sistema sia pronto a riassorbire questi giovani e ad arricchirsi grazie alla loro esperienza. Lavoreremo per questo.
Grazie ancora,
Valeria Fedeli
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