Un obiettivo
sul mondo

Concorso fotografico per scoprire nuove culture in collaborazione con l’agenzia giornalistica ANSA
Intercultura offre un percorso di formazione sviluppato appositamente per i partecipanti ai programmi estivi. Un percorso focalizzato soprattutto sull’obiettivo di aiutare gli studenti a dotarsi di strumenti di osservazione della realtà culturale del Paese in cui vivranno per alcune settimane e a scoprire alcuni aspetti meno stereotipati della cultura locale. Per stimolare i ragazzi ad utilizzare quanto appreso sugli strumenti di osservazione di un’altra cultura, Intercultura ha lanciato un concorso fotografico che aiuti i ragazzi ad affinare le loro capacità fotografiche e descrittive. Il concorso prevede un premio speciale: il primo classificato avrà la possibilità di recarsi a Bruxelles, in qualità di fotoreporter, a fine novembre/inizio dicembre per documentare il campo finale del programma trimestrale europeo, a cui partecipano qualche centinaio di giovani di diversi Paesi. Ovviamente il tutto con l’assistenza e il coordinamento dei volontari di Intercultura.
EDIZIONE 2016
Obiettivo doppiamente raggiunto. Se l’anno scorso, in 47 avevano inviato le tre foto corredate da didascalie per poter prendere parte al concorso, quest’anno i partecipanti sono stati ben 74! Minimo comun denominatore di tutti è stata la qualità: non solo hanno saputo scattare belle immagini, come idea, taglio, composizione, ma anche e soprattutto sono stati molto bravi nel commentare le foto, cogliendo nelle atmosfere e nei piccoli gesti ritratti, la diversità culturale del Paese che li ha accolti per alcune settimane.
Anche quest’anno ad apprezzare particolarmente le fotografie in gara sono stati il direttore, il vicedirettore e il responsabile del reparto fotografico dell’agenzia di stampa Ansa, che hanno fatto parte della giuria che ha decretato i tre vincitori: Giulia di Oristano (estivo Irlanda), Ilia di Roma Est (estivo Cina) e Francesco di Lecco (estivo USA)



Giulia Melis di Oristano, 17 anni, vincitrice del concorso, un mese trascorso a Dublino la scorsa estate, ha saputo bloccare in un istante un elemento fondamentale che caratterizza il cambiamento in essere della cattolicissima società irlandese. In un bianco e nero pieno di gioia, viene ritratta “una delle rare famiglie non separate” che si gode un momento di felicità al mare, tra i bambini che giocano e i gabbiani che sembrano condividere la loro vitalità.


Ilia Salvaterra, 17 anni di Roma, che nel suo mese in Cina ha voluto meravigliosamente raccontare il primo scoglio interculturale con cui si confronta qualsiasi occidentale: quello del cibo piccantissimo trangugiato dalla popolazione locale con un forte rumore, giudicato fastidioso e inappropriato dai nostri standard del bon ton e che invece è funzionale nella cultura orientale. Non a caso, l’immagine è intitolata “Il risucchio” e mostra il papà ospitante di Ilia mentre mangia con le bacchette la tipica zuppa da un “hot pot, il terrore degli studenti stranieri. È una pentola in cui bolle dell'olio di sesamo e tanto peperoncino in cui si fanno cuocere stomaco di pollo, anguille e uova di quaglia. Il modo di mangiare dei cinesi è particolare anche quello: molti li definirebbero maleducati per il risucchio che accompagna ogni boccone, ma alla fine del programma mi sono sorpresa anche io a risucchiare per poter mangiare i ravioli”.



Francesco Bonacina, 17enne di Lecco, un mese a Washingon DC, ha racchiuso in uno struggente scatto in bianco e nero la quintessenza dei valori statunitensi, ovvero il dinamismo economico e l’orgoglio verso la patria, e la bellissima immensità del Paese, attraverso i suoi simboli: “gli spazi infiniti, il cartellone pubblicitario e la bandiera americana che sventolava nel vento”.

Leggi l'articolo dell'Ansa con la gallery delle più belle foto pervenute al concorso 2016


Edizione 2015
L'obiettivo è stato centrato! I partecipanti al concorso non solo hanno saputo scattare immagini di qualità, ma soprattutto sono stati molto bravi nel commentarle, cogliendo nelle atmosfere e nei piccoli gesti ritratti, la diversità culturale del Paese che li ha accolti per alcune settimane. Non solo, ad apprezzare particolarmente le fotografie in gara sono stati il direttore, il vicedirettore e il responsabile del reparto fotografico dell’Ansa, che hanno fatto parte della giuria che ha decretato le tre vincitrici:


Cecilia di Como, prima classificata con la foto dal titolo "Uomini Seduti": "La foto rappresenta l’interno di un’antica e tradizionale casa giapponese situata in campagna, vicino alla casa delle vacanze della mia famiglia ospitante. Seduti sulla sinistra si possono notare i nostri due vicini di casa che, come ogni pomeriggio, si rifugiano all’interno dell’abitazione per ripararsi dal sole e dal caldo"

Francesca di Roma, seconda classificata con la foto "Untitled": "In un mese intero non un solo giorno non ho avuto bisogno di usare l’ombrello, però che spettacolo di colori vedere Dublino attraverso una goccia d’acqua"

Miriam di Treviso, terza classificata con la foto dal titolo "Maple Fall": "La foto rappresenta una ragazza di spalle in fronte al lago situato davanti ad una piccola cascata. La ragazza porta sulle spalle una bandiera canadese. Questa immagine non solo rappresenta la natura di infinita bellezza canadese, ma soprattutto quanto le persone del posto siano attaccati alla loro bandiera, che è rappresentata ovunque, e quindi al loro Paese. La foto è stata scattata a Banff, un magnifico paese prettamente turistico sulle Rocky Mountain, ad ovest del Canada"


Per le tre ragazze, il premio è stata una giornata di formazione con un fotografo nella sede della più importante agenzia di stampa italiana, l'Ansa, e la loro partecipazione alla riunione di redazione del mattino, in collegamento con le altre sedi dislocate in tutto il mondo, per vedere come nasce una notizia! Non solo: la prima classificata si è recata tre giorni a Bruxelles, in qualità di “fotoreporter”, per documentare il campo finale del programma trimestrale europeo.


Per approfondimenti, leggi l'articolo dell'ANSA.
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