E così un altro scolastico è iniziato...in Cina!

Carlotta

da Venezia in Cina per un annno

E così un altro anno scolastico è iniziato. Un anno scolastico che non ha assolutamente niente a che vedere con tutti quelli vissuti finora, nemmeno l'edificio.

Un anno scolastico che inizia con una importantissima manifestazione di apertura durante la quale le varie presentazioni (tra cui la tua) sono lette da alunni, l'alzabandiera è svolta da 3 giovani "soldati" e alcuni gruppi di studenti in divisa ripetono in coro alcune frasi, mentre tutti gli altri 1980, ognuno con la propria divisa, sono perfettamente schierati sull'enorme campo di atletica, in file allineatissime, grazie a dei pallini disegnati per terra. Tutto questo quando in Italia, una settimana dopo, avrei assistito ad un alzabandiera preceduto da qualche parola della mia preside, probabilmente ammassata in mezzo a tutti i miei compagni di scuola.

Un anno scolastico durante il quale non assisterai mai ad una lezione seduta su una sedia ma solo ed esclusivamente su scomodissimi sgabelli che, solo dopo una settimana e mezza di scuola, scopri di poter girare per stare più comoda.

Un anno scolastico in un istituto in cui la tua classe, che si trova "solo" al sesto piano quando nelle scuole italiane il piano più alto è il primo, non ha un cestino (figuriamoci la raccolta differenziata che ci ha fatto ricevere tante faccine tristi in Italia) ma ha scopa, paletta e moccio perché è compito degli studenti pulirla.

Un anno scolastico dove esiste la festa degli insegnanti.

Un anno scolastico in cui vedi ragazzini che sembrano tutti uguali ed in più portano le stesse divise.

Un anno scolastico in cui questi ultimi sono suddivisi in classi di un minimo di quaranta persone (tant'è che gli insegnanti usano i microfoni), ognuna seduta al suo banco, incolonnato singolarmente come tutti gli altri, dai quali dista pochi centimetri, mentre la cattedra è rialzata (altro che le "righe" italiane da 4-5 banchi).

Un anno scolastico in cui, sempre questi ragazzini, si alzano in piedi, recitano una frase e si inchinano al professore quando questi entra, aspettano sulla porta attendendo che l'insegnante dia loro il consenso di entrare quando sono in ritardo (e non esistono giustificazioni del tipo "il badge non funziona"), sono abituati ad alzarsi quando devono rispondere e a cancellare le scritte alla lavagna finita la lezione.

Un anno scolastico in cui starò a casa il sabato, ma dovrò essere a scuola alle 7.00 di mattina pronta per la mezz'ora di studio individuale prima dell'inizio delle lezioni, alle 7.30. È incredibile come, infatti, dopo due ore che stai qua dentro, guardi l'orologio e siano solo le 9: ora della ginnastica mattutina di 2000 studenti in cortile, mentre in Italia non è ancora terminata la prima ora di lezione.

Un anno scolastico durante il quale, invece che la tessera per le fotocopie, hai la tessera per il pranzo in mensa dove, sprovvisti di acqua e salviette ma armati di vassoio e bacchette, i ragazzini, alle 11.45 aspirano il loro pranzo nel giro di 5 minuti, pronti per tornare in classe a studiare durante la pausa che dura fino alle 14.10 (durante la quale possono tranquillamente uscire).

Un anno scolastico in cui non ci si potrà lamentare della mancanza della carta in bagno perché, oltre a quella, qua mancano anche il sapone, delle porte e dei water. Sì, i bagni sono un'unica stanza dove, nascosti dietro a dei separée alti circa un metro, i ragazzi fanno i loro bisogni dentro una specie di "canale" che si collega a tutti gli altri. Ed è bellissimo quando, oltre che in giro per la scuola, ti fissano pure là perché sei "l'italiana".

Un anno in cui non starai a scuola 5 ore al giorno ma ben 10 e mezzaperò durante il quale le lezioni durano 40 minuti e ci sono un sacco di pause e non solo una di 15 minuti.

Un anno scolastico in cui dopo il pranzo, oltre a studiare, gli studenti possono dormire (in classe solitamente ma anche un po' dove capita).

Un anno in cui il cancello della scuola è controllato da severi portinai in divisa e in cui i libri e i quaderni, molto strani e sottili, sono forniti ai ragazzi dalla scuola stessa. Il prezzo di un libro di testo? Qualcosa come 1,36€!

Un anno scolastico durante il quale abbandonerai le tue amate lingue (tra cui l'inglese che qua è davvero preoccupante) ma anche tante materie noiose per lasciare spazio a meno materie, spesso ripetute quotidianamente, o, ancora meglio, ad alcune meravigliose attività pomeridiane quali Yoga o Liu Hui-Ying (un tipo di aerobica).

Un anno scolastico in cui non vedrai più macchinette o bar interni alla scuola ma uno stanzino super provvisto di bibite (alternative ovviamente), merendine e altre schifezze economicissime.

Un anno scolastico durante il quale, ora che riuscirai a capire qualcosa, sarà già giunto a metà.

Un anno scolastico che non si interromperà per le vacanze di Natale, Pasqua, Carnevale e quant'altro, ma per qualche altra affascinante festa.

Un anno scolastico durante il quale verrai squadrata, ammirata, valorizzata e salutata, spesso con incomprensibile imbarazzo, da chiunque all'interno della scuola.

Un anno scolastico diverso, molto diverso. Più duro, faticoso, difficile, impegnativo, ma allo stesso tempo affascinante, incantevole, efficace e che mi darà tanto tanto!

Un anno scolastico irripetibile, come raramente capita di avere la possibilità di vivere.

Carlotta

da Venezia in Cina per un annno

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