Enjoy the Swedish School System!

Ludovica

da Lecce in Svezia per un anno

Ho iniziato a frequentare la Midgårdsskolan il 25 agosto, data in cui nella mia Lecce si è ancora in piena estate e si è in procinto di festeggiare il patrono locale, S. Oronzo. Nessuna bandiera Italiana, nessun “welcome Ludovica” scritto sulla whiteboard, ma soltanto una delle scuole più megagalattiche che abbia mai visto proprio lì, pronta ad accogliermi.

A partire dal primo passo mosso all’interno della struttura, mi sono sentita travolgere da tutte le novità che si materializzavano davanti ai miei occhi. Armadietto personale, laptop gratuito a mia disposizione per tutta la durata dell’anno ed una mensa in cui il piatto vegetariano non manca mai. Prima lezione: matematica.

Ci si chiama per nome, che tu sia un professore o un alunno.

Non ti si impone niente, tutto è frutto di responsabilità e confronto.

Hai la libertà di non seguire la lezione se pensi ci sia un argomento che ti preme di più ripetere di quello trattato.

I primi giorni ti chiedono un’opinione su ogni cosa: dai metodi di insegnamento al come approcciarsi allo studio.

Niente viene lasciato al caso, niente diviene un obbligo, ma ogni cosa prende il suo naturale corso per la tua formazione, di primo interesse per ogni professore all’interno della scuola. Ho trovato la lezione di matematica estremamente semplice rispetto a ciò a cui sono abituata. Pur non frequentando uno scientifico in Italia, il mio programma è molto più denso e complesso, ma trovo che qui pongano la loro attenzione esclusivamente sulla competenza che miri a raggiungere, e quindi sul ragionamento che ti porta a trovare una soluzione, complessa o semplice che sia.

Comprendere il motivo, risultare consapevole dei procedimenti e del risultato che viene di conseguenza, senza spendere troppe energie per imparare a memoria formule o affannandosi a fare quanti più argomenti del programma possibili.

Ogni fine lezione hai dieci o quindici minuti di pausa per spostarti da una classe all’altra, e trovo che sia un buon modo per sgranchirsi le gambe e rilassare i pensieri alla fine di una lezione. Passi dall’armadietto per lasciare e recuperare materiale e con tranquillità ti avvii verso la successiva. Il mio primo giorno ho avuto solo matematica e l’incontro coi mentori, due professori a cui puoi fare riferimento per qualsiasi problema possa venirti in mente.

Ad ogni modo, mi è stata consegnata la “schedule”, ovvero il mio orario che può eventualmente cambiare di settimana in settimana e che posso controllare quando voglio su “Lärum”, la piattaforma digitale della scuola utile per diversi scopi.

Sei spesso tenuto a caricare lì i compiti assegnati di volta in volta entro una certa data, ma ci trovi anche diverse presentazioni PowerPoint per ogni materia e solitamente i professori vi scrivono i resoconti delle lezioni per gli assenti.

La mia schedule è varia e completa di tre materie che ogni allievo ha la possibilità di scegliere come “fuori programma”.

Sono nell’indirizzo di scienze sociali, ma ho potuto decidere di far parte anche di una classe di teatro, una di danza ed un coro. Ore che potevano, in alternativa, comprendere arte, cinema, fotografia, scultura, storia della cultura, lingue straniere, strumenti musicali e molto altro. Un punto di sfogo per gli studenti ed un sogno per un’aspirante attrice che non ha mai potuto riscontrare la sua passione tra i banchi di scuola, luogo che in Italia, per la maggior parte dei teenager, è concepito unicamente come stanchezza, noia e fatica. Sin dal fatidico primo giorno mi sono resa conto di quanto la voglia di fare e la serenità caratterizzino i volti degli studenti svedesi, e ho capito che l’ambiente in cui vivono si è impegnato a farli crescere nell’ottica che scuola significa cultura, amicizia ma anche passione.

Essi sono partecipi ed attivi nelle spiegazioni, sono parte fondamentale di essa e sono incitati ad essere loro stessi insegnanti per i propri compagni oltre che allievi.

La struttura è luminosa, ampia e fornita di ogni strumentazione possibile ed immaginabile. I libri non si pagano, si prendono in prestito dalla biblioteca e ci sono così tanti luoghi dove poterti semplicemente sedere a rilassare o a bere un caffè che fai fatica a credere si tratti davvero di una scuola. Insomma cara Italia, ENJOY THE SWEDISH SCHOOL SYSTEM! C:

Ludovica

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