Il giorno "del sapere"

Giorgia

da Anzio-Nettuno in Russia per un anno

Primo settembre, sveglia alle cinque e mezza.
La scuola dista solo pochi km da casa, ma se vuoi arrivare in tempo per la cerimonia del primo giorno di scuola, devi uscire di casa alle sette. Per strada si vedono solo bambini impazienti di iniziare, con la loro divisa che a me sembra ancora troppo formale. Genitori con vestiti da festa, preoccupati di non arrivare in tempo. Ragazzi e ragazze che per tutte le vie della città girano con un grande mazzo di fiori da regalare agli insegnanti.

Iniziare la scuola in Russia è una grande festa, concetto molto diverso dal nostro primo giorno di scuola.

Arrivata a scuola ho incontrato le altre ragazze partite con Intercultura. Non so perché, ma non ho mai provato così tanta ansia. Salire sul palco e presentarsi in russo davanti ai tuoi compagni di classe che ancora non conosci, ai genitori, bambini che ti guardano come se fossi di un altro pianeta, insegnanti che continuano a farti domande in russo alle quali non sai rispondere, l'attenzione che metti nel pronunciare ogni parola per paura di sbagliare... Per uno studente straniero in Russia, credo che il primo giorno di scuola sia fatto di tutte queste piccole cose. Da non dimenticare è lo stupore con cui guardi i bambini ballare, e cantare canzoni che dicono ''la scuola è amici, la scuola è la nostra famiglia''. O gli insegnati che fanno lunghi e per te incomprensibili discorsi in cui si parla dell'importanza di questo giorno e della scuola in generale. Ancora più bello è vedere tutti quanti alzarsi alla prima nota dell'inno russo e poi ascoltarli cantare l'inno della ''Краснодарский край''. Per una come me, che non ha mai cantato l'inno a scuola, ascoltare bambini di sei anni cantare l'inno, vedere con quanta serietà i ragazzi dell'ultimo anno portavano la bandiera russa... è stato davvero emozionante!

Il tutto si è concluso con la presentazione delle prime classi accompagnate dalle loro insegnanti e con una bambina che, correndo tra gli studenti, suonava una campana il cui suono ha annunciato l'apertura del nuovo anno scolastico.

Credo sia un momento che ricorderò per sempreperché mi ha fatto venire un'improvvisa voglia di andare scuola. Non nego sia dura, ma malgrado il costante mal di testa che ho durante le lezioni, la noia che mi assale perché le uniche due cose che posso seguire sono matematica e inglese, il continuo perdermi per la scuola perché qui si cambia classe ogni ora, e la divisa scolastica che sto imparando ad apprezzare, venire a scuola è diventato un piacere, non più un obbligo.

La scuola russa ti fa sentire a casa, ti fa sentire improvvisamente parte di questa piccola grande realtà. La scuola russa mi sta facendo crescere perché ora dopo ora, lezione dopo lezione, mi mette alla prova, e per ora è diventata la sfida più grande di questa avventura di cui, sono sicura, amerò il finale.

Giorgia

da Anzio-Nettuno in Russia per un anno

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