Il mio Natale in Islanda

Giulia

Da Vercelli in Islanda per un anno

Hæi, ég heiti Giulia. Ciao, mi chiamo Giulia e ora mi trovo per un anno all'estero ad Akureyri in Islanda. Mi farebbe piacere condividere delle tradizioni natalizie islandesi.
Tutto parte il 12 Dicembre con l’arrivo del primo Babbo Natale. Perché primo? Ok, facciamo un passo indietro. Si tende a parlare di Babbi Natale (Jólasveinar), sono tredici e sono dei troll. I troll si dice siano dei giganti buoni, che vivono di notte e se sono sorpresi dalla luce vengono trasformati in rocce. Sono innocui purché non vengano importunati.

A partire dal dodici dicembre i Jólasveinar vengono a trovare i bambini. Loro lasciano una scarpa sul davanzale della finestra. Ogni notte, per dodici notti, i genitori mettono un piccolo regalo dentro la scarpa, oppure una patata, se il bambino non si è comportato bene. Una volta i Jólasveinar erano intesi a spaventare i bambini, ma adesso sono diventati buoni.
Si tende a parlare di babbi Natale (Jólasveinar), sono tredici e sono dei troll.

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Ognuno dei Jólasveinar ha le proprie strambe abitudini. Il primo si chiama Stekkjastaur (Ha un bastone) e disturba le pecore nel loro ovile la sera del 12, il secondo è Giljagaur (Ruba il latte), poi arriva Stúfur (Il basso). Il 15 scende Þvörusleikir (Lecca mestoli), mentre il giorno successivo arriva Pottasleikur (Raschia pentole). Il 17 si fa vedere Askasleikir (Lecca pentole) mentre il 18 arriva Hurðaskellir (Ssbatti porte), e il giorno dopo è atteso Skyrgámur (lo Skyr è lo yogurt tipico islandese), quindi il 20 arriva Bjúgnakrækir (Ruba salsiccia). Poi, in successione, giungono Gluggagægir (Curiosone), Gattaþefur (Annusa porte), Ketkrokur (Uncina carne), Kertasníkir (Ruba candele).

Il Natale si festeggia il 24 qui. Ci si sveglia la mattina e ci si veste in modo formale e si va a mangiare dalle nonne. E i regali? Eh, bisogna aspettare fino alle 18. Durante il pranzo si mangia carne di pecora, io l'ho assaggiata e non è un granché però sono le loro tradizioni e le rispetto. Arrivano le 18, si scartano i regali, che di solito sono piccoli e soprattutto non esagerati. Mi spiace bimbi, niente iPhone. Sono un popolo umile e che si accontenta con poco, anche con solo delle caramelle.

Io quest'anno porto da loro una tradizione nuova, anche per me. Mi spiego: i miei regali sono composti da piatti di plastica di Hello Kitty, una Barbie per il papà, un set di tazzine di plastica sempre delle Barbie per la mamma, una pistola ad acqua per mio fratello e molti altri regalini praticamente inutili per loro. Tutto sta nel mio piano. Ho messo anche dei biglietti all’interno dei regali con scritto: “Tutti questi regali sono inutili, dopo oggi li metterai dentro un cassetto e non li userai, giustamente. Ma questo vale per tutti i regali materiali, prima o poi ce li dimentichiamo perché vogliamo qualcosa di più nuovo. Però voglio farvi notare una cosa, che aprendo questi regali avete riso. E sono più che sicura che vi ricorderete questo momento per tutta la vita. Ed è questo che voglio. Non voglio regali materiali, voglio ricordi che mi accompagneranno per tutta la vita. E voi mi state regalando questo ospitandomi. Io non posso ricambiare tutto ciò, quindi nel mio piccolo vi regalo questo momento da ricordare in un giorno magico. Infine vorrei che questi regali vadano in beneficienza e non in un cassetto. Buon Natale”.
Non voglio regali materiali, voglio ricordi che mi accompagneranno per tutta la vita. E voi mi state regalando questo ospitandomi.Si concludono qui le tradizioni natalizie islandesi, e Buon Natale a tutti!

Giulia

Da Vercelli in Islanda per un anno

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