Il significato della danza

Roberta

Da Potenza in India per un anno

Vanekkam. (Salve, benvenuto).
Mi chiamo Roberta e adesso mi trovo in Tamil Nadu, uno stato nel Sud dell’India, grazie a Intercultura, per un programma annuale in Boarding School. L’india è un paese immenso, con una cultura antichissima e dalle mille sfaccettuature. Si tratta di un grande puzzle, i cui pezzi differiscono gli uni dagli altri, ma riescono a combaciare perfettamente, creando qualcosa di complesso e al contempo meraviglioso.

Un caposaldo della cultura e dello spirito del popolo indiano è la danza. Danzare, dimenticando chi sei e dove ti trovi. Che si tratti di uno studente o un professore durante una gita scolastica, nello stretto corridoio di un autobus in viaggio oppure un esperto durante un matrimonio o una funzione funebre, si trova sempre un'occasione per ballare. Si danza per diverse ragioni: divertirsi, divertire, intrattenere, venerare una divinità, raccontare storie, esprimere il proprio patrimonio culturale. In Tamil Nadu, lo stato dell’India in cui mi trovo, la danza è un’importante simbolo della cultura del posto. Una cultura, che essendo stata contagiata solo in parte dalla presenza inglese nel secolo scorso, conserva ancora intatti caratteri antichi. La danza classica tradizionale del Tamil Nadu è "bharatanatiyam". Una danza in cui nulla viene lasciato al caso ed ogni minimo dettaglio assume una grande importanza: non solo la posizione di gambe e braccia, ma anche quella delle mani e delle dita, l'espressione del volto, lo sguardo, le parole della canzone su cui si balla e i gesti legati ad esse. Anche i dettagli del make-up, del vestito, dei gioielli, dell'acconciatura dei capelli vanno curati scrupolosamente, secondo l'antica tradizione. Il risulato è qualcosa che io non avevo mai visto prima. Purtroppo non ho avuto modo di seguire delle lezioni frequentemente, ma per fortuna in occasione di un evento organizzato dalla scuola mi è stato proposto di ballare con alcune mie amiche e compagne di scuola. Ovviamente ho accettato. Non negando la paura che ciò portava. Sperimentare qualcosa di nuovo, completamente diverso da ciò a cui sei abituato e lontano dalle tue note abilità, è una sfida. Un'esperienza all'estero ti pone di fronte diverse sfide, di diverso genere, ma che significano la stessa cosa: sperimentare e mettersi in gioco. Questo mette paura sì, ma questa paura non dovrebbe bloccarti, ma spronarti, a dare del tuo meglio, a superare i tuoi limiti. Nel mio caso, ci ho provato, come ho già detto, ho accettato e i risultati sono stati ottimi, soddisfacenti. Quando il giorno dell'esibizione è arrivato, ero alquanto irriconoscibile. "Una vera donna indiana dei tempi antichi, anche se le tue gambe son troppo bianche per essere di un'indiana". Ero così diversa e non avrei mai avuto occasione di vedermi in quelle condizioni altrove. Per la danza, non è stato così semplice imparare e ricordare ogni singolo passo, ogni singolo dettaglio, ma alla fine non impossibile. La danza classica, in genere, richiede pazienza e attenzione. Principalmente se si tratta di danza classica indiana. Ci sono tante cose da osservare e analizzare. Andare di corsa non serve a nulla. E neanche demoralizzarsi. Duro lavoro, che da però soddisfazioni. Si ha bisogno ovviamente di una guida, un maestro che ti insegni ogni sfaccettatura di questa bellissima arte.
Nella mia scuola ospitante ho trovato uno dei migliori "Guru" che potessi desiderare, l'arte fatta in persona. Ogni cosa che fa, ciò su cui mette mano, diventa arte e questo comporta una grande emozione, ogni volta che ne si viene in contatto. Guruji, come viene chiamato da tutti, è una delle persone migliori che io abbia incontrato durante la mia esperienza e nei miei 18 anni di vita. Qualcuno che ama ciò che fa con ogni parte di sé. Ricordo la prima volta che lo vidi nell'aula di danza, il suo "posto sacro", insegnava che danzare non è solo una questione di corpo, ma di anima. Devi sentire ciò che fai, esprimere le emozioni che provi e farle sentire a chi hai di fronte. Già dalla prima volta che lo vidi esibire, mi ritrovai in un puro stato di ammirazione. Mi emozionai a tal punto da avere le lacrime agli occhi. Ricordo che già allora pensai di voler diventare come lui: riuscire a fare ciò che amo, con tanta naturalezza e bravura, essere me stessa senza limiti o esitazioni. "Sii pazzo. Se gli altri ridono di te, tu ridi di loro. Tu almeno sei diverso." Il suo essere e le sue parole mi hanno aiutato molto durante la mia esperienza.

Ciò che mi ha insegnato, attraverso parole o passi di danza, rimaranno sempre una parte di me. Questa esperienza rimarrà sempre una parte di me. E per ora io non riesco a trovare qualcosa di più bello ed emozionante di questo.

Roberta

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