Il valore dell’istruzione

Nicolas

Da Cosenza in Argentina per un anno

Ormai sono qui in Argentina da due settimane e, se devo essere sincero, i primi giorni non sono stati facilissimi perché mi sentivo solo e lontano da casa.

Fortunatamente, la mia famiglia è molto affettuosa e anche il volontario di AFS Argentina che mi segue nella mia esperienza mi sta dando una grossa mano. Il primo giorno di scuola è stato orribile: nessuno mi ha calcolato, mi sono presentato ma non ero oggetto d’interesse di nessuno. Quando sono tornato a casa ho subito chiamato il mio volontario di riferimento e chiesto il suo aiuto, che è stato preziosissimo, e grazie ai suoi consigli sono riuscito ad ambientarmi anche a scuola.

Forse chiamare le scuole argentine “scuole” non è corretto, almeno per quanto riguarda le pubbliche. Io sono in una scuola sperimentale, cioè non ci sono banchi né sedie, ma si sta seduti a terra. Non ci sono classi, ma si studia tutti insieme. A metà mattinata tutta la scuola si siede in cerchio e si distribuisce il "mate cocido” e il pane che gli stessi ragazzi hanno cucinato, poi abbiamo una ricreazione di un'ora in cui possiamo svagarci.

Le lezioni terminano alle 13, tranne il giorno in cui abbiamo educazione fisica in cui terminano alle 15. Prima di tornare a casa si fa la stessa cerimonia che si è fatta a metà mattina (dimenticavo, durante questa cerimonia non si può parlare) e dopo questa si canta o si balla tutti insieme. Prima di tornare a casa gli alunni devono pulire tutta la scuola (i bidelli non ci sono). Una cosa positiva che ha questa scuola è che tutti condividono tutto e tutti si aiutano, cosa che non vedo spesso accadere nella mia scuola in Italia. Probabilmente però dovrò cambiare scuola perché in quella attuale non si da una valutazione e la scuola italiana ne richiede una.

Un consiglio a tutti i ragazzi che pensano di partire con Intercultura: non importa se starete via un anno sei mesi o due mesi, non sottovalutate l’esperienza.Sono qui da sole due settimane ma ho già imparato molte cose. Una di queste è il valore del istruzione. Mi sono sempre lamentato della scuola italiana, ma appena arrivato qui ho detto una frase che non avrei mai pensato di dire: “Voglio studiare”. Penso di essere fortunato a vivere in Italia dove abbiamo uno dei sistemi scolastici migliori del mondo e penso che quando tornerò mi impegnerò di più per proteggere la nostra scuola da riforme che la vogliono rovinare.

Un consiglio a tutti i ragazzi che pensano di partire con Intercultura: non importa se starete via un anno sei mesi o due mesi, non sottovalutate l’esperienza. Io pensavo di stare qui un anno per imparare lo spagnolo ma, come mi disse un caro amico e volontario Intercultura, la lingua è solo un mezzo non il fine. Imparerete a vivere e a ricominciare una nuova vita. Non importa dove andrete, l’importante è vivere l’esperienza. Scoprirete qual è il vostro vero valore e, tranquilli, a volte penserete di essere soli e di poter contare solo su voi stessi, ma non è così: ci sono i volontari, la famiglia di qua, gli amici di qua, ma anche gli amici in Italia, che mi stanno aiutando.

Detto questo, prendete il vostro coraggio e lanciatevi in questa avventura, magari in un posto di cui probabilmente ignorate l’esistenza!

Nicolas

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