Incontri che continuano nel tempo

Alda Protti

Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intercultura e volontaria del centro locale di Novara

"Incontri che continuano nel tempo" certamente descrive la mia esperienza di volontaria di Intercultura.Non sono stata una exchange student ma una delle mie più care amiche è una AFSer del Connecticut, conosciuta nel 1980 durante il suo soggiorno di un anno a Novara. L'amicizia con Oona è profonda e, nonostante la lontananza - lei vive in California, sono per me importanti l'affetto che ci lega e l'opportunità che abbiamo di confrontarci e di vedere quello che succede nel mondo con occhi diversi.
Sono diventata volontaria di Intercultura solo alla fine degli anni 2000 dopo che nel 2006 Giacomo, il mio primogenito, decise di partecipare alle selezioni per vivere un anno di studio all'estero. Da quel momento Intercultura è entrata, direi in modo "avvolgente", nella nostra famiglia: subito è stato coinvolto Guido, mio marito, presidente del rinato Centro Locale di Novara, poi la prima esperienza di ospitalità mentre Giacomo era in Repubblica Dominicana, dopo ancora Giacomo, che ha iniziato il suo volontariato in Intercultura al suo rientro dall'esperienza all'estero. Poi le altre esperienze di ospitalità.
Sono diventata volontaria di Intercultura solo alla fine degli anni 2000. Da quel momento Intercultura è entrata, direi in modo "avvolgente", nella nostra famigliaIl mio percorso di volontariato nell'Associazione è iniziato come Responsabile Sviluppo e Formazione e successivamente come Responsabile Scuola: considero questi due ruoli, all'interno dello sviluppo delle attività del Centro Locale di Intercultura, estremamente coinvolgenti e formativi. Quest'ultimo aspetto – la formazione personale - è una parte importante del mio essere volontaria di Intercultura: vivere l'opportunità di crescita personale grazie agli strumenti ed alle professionalità che l'Associazione mette quotidianamente a disposizione di noi volontari è lo stimolo che tiene sempre acceso il mio interesse per quello che noi volontari stiamo facendo per la Comunità. Comprendere, condividere ed attuare il progetto educativo di Intercultura è il percorso che sento di voler fare. Ciò si materializza nell'organizzazione della GEDI (Giornata Europea del dialogo interculturale) in una scuola, nel convincere un dirigente scolastico a inserire nel POF una metodologia unica per l'inserimento dei ragazzi al rientro dall'esperienza, nel programmare uno scambio di classe… sono forse piccole azioni ma queste azioni mi hanno dato sempre più consapevolezza del significato profondo del progetto educativo proposto da Intercultura.

L'entusiasmo però si alimenta con il contatto con "lo strumento" che attua l'interculturalità, cioè i ragazzi che vivono l'esperienza con la loro gioia contagiosa: seguire nel corso dei mesi la trasformazione dei ragazzi ospitati, è la prova che vivere "fisicamente" immersi in un altro Paese, in un'altra famiglia, in un'altra scuola, nel nuovo contesto sociale è un'esperienza di maturazione e di apertura ad altre culture che ti cambiano in modo indelebile. Il non vedere solo il lato superficiale di questo cambiamento, come un finlandese che parla correntemente il dialetto napoletano od una cinese che si rivolge al papà italiano in modo ironico e un po' strafottente ma comprendere come, per arrivare a questo grado di inserimento culturale, questi ragazzi hanno seguito un percorso di crescita personale articolato e complesso, spesso da soli. Ecco dove sta lo stimolo della volontaria di Intercultura ma anche la sua gratificazione.
Constatare che ogni anno dei ragazzi della nostra città partono per un'esperienza all'estero e che altri ragazzi stranieri arrivano e vengono ospitati da famiglie con le quali viviamo lo svolgersi delle stagioni è un altro stimolo e motivo di orgoglio. Lo è perché tutto ciò è stato possibile solo grazie all'attività dei volontari che, affascinati da un progetto comune, hanno costituito un gruppo di persone che, pur avendo età diversa, esperienze lavorative/scolastiche diverse, motivazioni diverse ma con un intento comune, riescono ad attuare gli scambi di giovani studenti.
E' questo "successo" locale che consente poi a noi volontari di vivere i riflessi internazionali di Intercultura; incontrare i ragazzi stranieri prima ed i volontari degli altri paesi poi, ci appassiona e stimola comportamenti che implicano la ricerca del contatto e della comprensione degli "altri". E' stato forse questo il mio percorso di volontaria che mi ha portato anche a entrare nel Consiglio di Amministrazione di Intercultura permettendomi di vivere intensamente la dimensione multiculturale di Intercultura attraverso l'incontro e il confronto con le altre organizzazioni che animano il grande mondo di AFS.

Alda Protti

Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intercultura e volontaria del centro locale di Novara

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