La mia estate in Canada

Marta

dal Centro locale di Alba-Bra in Canada per un'estate

Marta è partita dal Centro locale di Intercultura di Alba-Bra per un programma estivo in Canada, grazie alle Borse di studio messe a disposizione dalla Banca di Cherasco Credito Cooperativo. Ecco una sua intervista, in cui spiega la sua estate "diversa".

1. Cosa ti è piaciuto di più e cosa di meno della tua esperienza e dello stile di vita canadese?

Di Montréal, la città in cui ho vissuto, mi è piaciuta moltissimo la molteplicità di culture presente in strada: potevi trovare persone di origine asiatica, araba e occidentale e c'era un'atmosfera veramente serena. Cosa mi è piaciuto di meno? Non saprei dire...non so se c'è qualcosa che non mi sia piaciuto (ride ndr).


2. Com'è stato vivere con una nuova famiglia? Quali differenze e quali similitudini con la tua?

Sono stata molto fortunata con la mia "mamma ospitante": era una signora di origine greca, settantacinquenne ma veramente moderna, usava tablet e smartphone con abilità; mi sono trovata molto bene anche grazie alla vicinanza delle nostre culture, era molto affettuosa e mi preparava tantissime cose da mangiare...proprio come una nonna italiana.

Un'estate in Canada: Marta e i suoi amici da tutto il mondo

3. La scuola in Canada è molto diversa da quella italiana? Quali attività ti sono state più utili per imparare la lingua?

Io ho frequentato un corso di inglese organizzato da un College, non ero in una classe di canadesi. Nonostante ciò è stata una grande opportunità conoscere gente da tutto il mondo che era lì, come me, per imparare. A differenza della scuola italiana, le classi non erano divise per età ma per il livello di conoscenza della lingua... in classe con me c'era anche un quarantenne coreano! Inoltre il metodo di apprendimento è diverso dal nostro, si impara attraverso la discussione e il gioco. Nonostante non abbia vissuto la realtà scolastica vera e propria canadese, ho avuto modo di sentirne parlare: quello che ho percepito è un malcontento rispetto al sistema educativo non abbastanza efficiente, e mi ha colpito il fatto che molti vedessero il sistema scolastico europeo come avanzato e moderno (quando paradossalmente in Italia ci si lamenta del proprio elogiando quelli stranieri!). Infine, tra me e i molti ragazzi e ragazze di diverse nazionalità che ho conosciuto si è creato un forte legame di amicizia: addirittura, alla fine dell'esperienza, i volontari di Intercultura ci hanno fatto i complimenti per la coesione e il legame che si erano creati tra di noi.

4. Cosa vuoi dire a chi vorrebbe fare questa esperienza all'estero di 4 settimane?

Da mia esperienza personale posso dire che i due volontari di Intercultura che ci hanno seguito a Montréal erano veramente disponibili e che mi sono trovata benissimo con i venticinque ragazzi di tutte le nazionalità che hanno affrontato con me questa avventura. Devo dire quindi che è stata un'esperienza importante e che mi sento di consigliare.

Marta

dal Centro locale di Alba-Bra in Canada per un'estate

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