La vita è fatta di legami di affetto, il resto è solo aria

Claudia

Responsabile ospitalità del Centro locale di Ancona

Il mio nome è Claudia e sono una volontaria di Intercultura.In realtà nel mio centro locale mi chiamano spesso "mamma Claudia" e, per caso o forse no, sono diventata responsabile ospitalità quasi da subito. In effetti mi sono sempre sentita a mio agio in questo ruolo e continuamente vivo in questa realtà momenti che rinnovano il mio entusiasmo.
E' entusiasmante quando posso comunicare alle famiglie di aver trovato il ragazzo o la ragazza che entrerà a far parte della loro vitaAdesso siamo in primavera, il periodo in cui guardo i fascicoli dei ragazzi stranieri che hanno fatto domanda per venire in Italia a studiare per un programma annuale. Il mio compito è quello di abbinarli alle famiglie che desiderano provare un'esperienza di ospitalità. Navigo tra sport ed hobby, aspettative e inclinazioni, tra abitudini e sogni nel cassetto, imparo a conoscere famiglie e ragazzi, m'immedesimo ed entro nelle loro realtà...e mentre faccio tutto questo sento di avere una grande e gratificante responsabilità. E' entusiasmante quando posso comunicare alle famiglie di aver trovato il ragazzo o la ragazza che entrerà a far parte della loro vita.

Finalmente, i primi giorni di settembre, i ragazzi arrivano all'aeroporto ed è bellissimo vedere i loro occhi sperduti e curiosi incapaci di contenere l'emozione che li assale. Il loro mondo si apre e così anche il mondo delle mie adorate famiglie ospitanti. Da una parte volti emozionati in attesa di abbracciare mamme e papà, sorelle e fratelli italiani, dall'altra parte gli adulti ancora più emozionati con cartelloni di benvenuto e applausi di gioia. Rapporti spesso iniziati su uno schermo prima dell'arrivo, ma il cui abbraccio ha uno spessore ed un calore che non ti aspetti.
Sento l'esperienza delle famiglie come se fosse un po' mia, ed aiutare entrambe le parti ad imparare a conoscersi e capirsi mi fa crescere a mia voltaI mesi scorrono e arriva il momento dei seminari e della formazione di noi volontari, quando ti rendi conto che non smetti mai di imparare perché c'è sempre qualche gioco/attività che rimette in discussione le tue certezze, così come c'è sempre l'esperienza di un altro volontario che ti spalanca occhi e anima. Sento l'esperienza delle famiglie come se fosse un po' mia, ed aiutare entrambe le parti ad imparare a conoscersi e capirsi mi fa crescere a mia volta.

Il volontariato con Intercultura mi offre sempre tante opportunità, ad esempio grazie alle settimane di scambio ho avuto la fortuna di trovarmi in un bar pieno di ragazzi provenienti da tutto il mondo ed è stata tra le esperienze più ricche della mia vita vederli scherzare tutti insieme in una sola lingua, l'italiano, e sentirli ridere tutti nello stesso modo allegro e felice mi ha ridato fiducia nella possibilità di un mondo migliore. Quando parlo con le persone trasmetto queste mie emozioni, e loro mi sentono sincera perché il segreto di noi volontari è il fatto di credere realmente in ciò che facciamo.
  • Volontari al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Volontari al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Ragazze straniere al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Ragazzi al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Volontari al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Volontari al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche
  • Ragazzi al primo campo di formazione studenti stranieri 2015 della zona Emilia Romagna-Marche

Gli studenti stranieri della zona Emilia-Romagna e Marche al loro primo campo di formazione

Sono certa di quello che dico perché io stessa ho ospitato e sono stata capace di mettere da parte l'atteggiamento di critica e la convinzione che il modo giusto di fare le cose sia solo quello che conosco. Ospitare è un'esperienza che ti cambia la vita, sicuramente non impari soltanto a conoscere un'altra persona o un altro Paese ma impari a conoscere te stesso e la tua famiglia, i tuoi valori ed il tuo Paese; è un momento di crescita per l'intera famiglia che scopre i propri automatismi e ama con più intensità le proprie tradizioni.

Un mio professore a scuola diceva che il suo intento non era quello di insegnarci tutto quello che era scritto in un libro, ma darci i mezzi e la curiosità per aver voglia di cercarvi all'interno quel qualcosa che ci arricchirà. Io sento di fare la stessa cosa come volontaria, ho voglia di dare questa grande possibilità alle mie famiglie stimolandone la curiosità, per permettere loro diintraprendere questo straordinario viaggio.
è un momento di crescita per l'intera famiglia che scopre i propri automatismi e ama con più intensità le proprie tradizioniIn Italia stiamo vivendo un momento storico in cui la generosità ed il cuore grande degli italiani devono scontrarsi con paure e individualismo impostici da una triste realtà, ma le famiglie del centro locale di Augusta in Sicilia prima e del centro di Ancona adesso, mi hanno insegnato e continuano ad insegnarmi come ci sia ancora spazio per essere buoni e si possano ancora aprire le nostre case con curiosità, fiducia e amore.

Dieci mesi volano, e con loro volano anche quelle funi che hanno stretto i legami che uniscono le famiglie ai rispettivi figli ospitati, funi che diventano ponti che uniscono persone e Paesi di culture diverse. Sono affetti che si solidificano nel tempo e creano rapporti solidi che diventano famiglia. A queste famiglie dico di non aver paura delle emozioni perché ciò che ti riempie la vita è fatto di funi, ponti e legami di affetto, il resto è solo aria.
A queste famiglie dico di non aver paura delle emozioni perché ciò che ti riempie la vita è fatto di funi, ponti e legami di affetto, il resto è solo ariaAlla fine di questo grande percorso si arriva quindi al momento fatidico dei saluti, durante la festa del centro locale tutti insieme ci diciamo grazie: grazie ai volontari che hanno seguito, sostenuto e aiutato le famiglie, grazie alle famiglie che hanno accolto, amato e cresciuto i nostri ragazzi e grazie a questi ultimi, menzionati per ultimi ma importantissimi perché hanno avuto il coraggio di nascere una seconda volta creando in 10 mesi quello che di solito si crea in una vita intera. Ma il momento che preferisco in assoluto è quando, l'ultimo giorno, salutando i propri figli ospitati, le mamme, i papà, i fratelli e le sorelle si rendono conto di quanto è ormai profondo il legame, tanto da sentirsi un nodo in gola al pensiero di loro che vanno via, tanto da piangere mentre li abbracciano in aeroporto, tanto da sentire un vuoto quando rientrano a casa. Certe emozioni sono difficili da spiegare, e quando, anche a distanza di anni, ci si rivede, si capisce quanto sia profondo il legame creato, quanto sia naturale mangiare alla stessa tavola e ricordare alcuni momenti del percorso fatto insieme.

La vita di oggi è fatta di piaceri effimeri che dopo poco tempo ci lasciano nuovamente insoddisfatti, spesso quello che ci manca sono le emozioni vere, quelle che lasciano segni profondi ed importanti; è bellissimo conoscere la strada per poterle vivere e mi piace pensare che posso accompagnare altre persone lungo la strada che porta al resto del mondo.

Claudia

Responsabile ospitalità del Centro locale di Ancona

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