Mijn Nederland, i miei Paesi Bassi

Riccardo

Da Ancona in Olanda per un anno

Era una giornata di fine febbraio quando lo venni a sapere. Non avrei mai creduto che sarei stato accettato per il mio primo Paese, nella fascia richiesta. Sapendo che l'Olanda era piuttosto richiesta, avevo inserito molti Paesi dei Balcani e dell'Europa centro-orientale, per aumentare le possibilità di partire. I sei mesi seguenti passarono relativamente in fretta, e imparai a dire in olandese delle frasi basilari, per esprimere insomma concetti quali sonno, sete, fame, molta fame (atteggiamento tipico degli studenti di programmi di scambio).
E un giorno, il 22 agosto, arrivai davvero in Olanda, nel Nord del Noord-Holland. A parte l'abbondanza di bici e alcuni mulini a vento, rimasi sorpreso dal territorio, totalmente pianeggiante, io che ero abituato a vedere colline dappertutto, pur vivendo lungo la costa. Capii subito che l'Olanda era diversa dalle mie Marche, e ancora oggi aspetto di ritrovare i miei pendii. Ad oggi sono passati quasi sei mesi, e non riesco ad immaginare il momento in cui dovrò ritornare, che temo molto più del momento in cui sono partito.
Capii subito che l'Olanda era diversa dalle mie Marche, e ancora oggi aspetto di ritrovare i miei pendiiL'Olanda è un Paese che va guardato attraverso un occhio molto critico, e ciò che più mi affascina è il suo popolo, con la sua cultura, le sue credenze e le sue abitudini. Ovviamente bisogna visitare Amsterdam e quante più città possibili (vicinissime tra loro per altro), i mulini a vento, le dighe e i campi di tulipani, ma il vero tesoro di questo Paese sono le persone che lo abitano. L'idea di confrontarmi con un altro popolo mi ha spinto a partire, volevo vedere e sperimentare come le persone vivessero in un altro angolo del pianeta. Ho deciso di costruire il mio anno all'estero esattamente attorno a questo principio. "Vado in Germania per i tedeschi" mi fu detto da un mio amico partito con Intercultura in terra teutonica, e mi colpì molto, al che mi dissi: "Vado in Olanda per gli olandesi".
Facile a dirsi, ma le porte d'ingresso di un popolo germanico sono ben serrate, e ci vuole tanta pazienza. Come prima cosa ho imparato la lingua, mi sono rifiutato di parlare inglese e ho rifiutato che mi fosse parlato in inglese, e ora mi ritrovo a realizzare un sogno, a maggio parteciperò agli esami del "Nederlands als tweede taal staatexamen", il certificato ufficiale di bilinguismo. Ho voluto farmi amici olandesi, il che fu ancora più difficile, dovetti interrompere in maniera brusca i contatti con gli italiani e con gli altri studenti stranieri. Avvenne verso ottobre e, raccolto tutto il coraggio che avevo, iniziai a parlare con più persone possibile, andare con il gruppo di boy scout, andare a danza, andare in chiesa, autoinvitarmi ad un paio di feste (in Olanda è normale, come è normale che la risposta sia "no, non ti vogliamo").
Come prima cosa ho imparato la lingua, mi sono rifiutato di parlare inglese e ho rifiutato che mi fosse parlato in inglese.

La vita in Olanda di Riccardo

Capii di avercela fatta quando entrai nel gruppo di WhatsApp dei miei amici! Oggi esco con loro quasi ogni sabato. Un consiglio a voi futuri studenti di Intercultura: i vari ragazzi stranieri sono delle persone molto divertenti, ed è sicuramente bello poter dire di avere amici da tutto il mondo, ma concentratevi sui ragazzi autoctoni, il che è molto difficile in svariati Paesi nel Nord del mondo, ma regala delle soddisfazioni incredibili!
Un consiglio a voi futuri studenti di Intercultura: concentratevi a fare amicizia con i ragazzi autoctoni, il che è molto difficile in svariati Paesi nel Nord del mondo, ma regala delle soddisfazioni incredibili!Ma forse volete avere informazioni su come questo bel Paese sia veramente, tralasciando la lingua, dato che molti si lamentano del fatto che divento petulante quando ne parlo (o quando la parlo), lasciatevi dire che è una lingua meravigliosa, da affrontare di petto, con una forza incredibile racchiusa nelle sue consonanti aspirate, un tedesco dalla pronuncia ancor più dura e aspra, fantastica. Se vorrete affrontare l'Olanda, preparatevi ad affrontare un mondo organizzato in maniera maniacale con l'infallibile Magister (una specie di registro scolastico online, con un sistema per voti, assenze, materiale online, scambio interno con contatti e-mail creati appositamente), il concetto del fare tutto in maniera veloce ed elettronica, e il darsi appuntamenti con mesi e mesi di anticipo.
La mia povera madre ospitante mi dice spesso "Riccardo, i tuoi impegni devi scriverli nella tua agenda (cosa che scordo puntualmente) e poi anche nell'agenda familiare, che raggruppa le agende individuali (un libro in cucina sempre aperto, scritto fitto, che mi inquieta, e non poco)".
La gioia di mia madre ospitante è quando discutiamo, e dopo aver valutato i pro e i contro decidiamo insieme il da farsi.Come ultima cosa, vorrei avvisarvi sulla mania olandese di esprimere sempre le proprie opinioni, e di soffocarti di critiche, positive e negative. La gioia di mia madre ospitante è quando discutiamo, e dopo aver valutato i pro e i contro decidiamo insieme il da farsi. All'inizio ero ovviamente disorientato, non sapevo come gestire le critiche (dato che in Italia si è abituati e dire che vada tutto bene, per poi darsi il sabato sera allo spettegolio pesante), e cercavo una voce in famiglia che si imponesse sulle altre (altra abitudine italiana). La mia personale opinione è stata richiesta più volte in questi sei mesi che in diciassette anni in Italia, e anche quando non viene richiesta non ho certo paura a dirla. Avrei tantissime altre cose da dire, ma credo che l'Olanda e gli olandesi non siano un concetto da mettere facilmente nero su bianco.
Ma una cosa la posso dire, l'Olanda merita di essere inserita nella propria lista, ragazzi, non date per scontata questa piccola striscia di terra!

Riccardo

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