Non è mai stato così facile farmi dei nuovi amici

Rommel

Da Roma in Paraguay per un anno

Hola Italia! Sono Rommel, vengo da Roma e sono qui in Paraguay da quasi un mese. Sto vivendo questa meravigliosa esperienza insieme a persone stupende. Fortunatamente non ho avuto momenti di crisi come mi aspettavo, tutto è andato benissimo sin dall’inizio.

Sono arrivato nella mia città il sabato sera e il lunedì mia madre mi ha portato a vedere quattro bellissime scuole private per farmi scegliere quale frequentare.

Non ho guardato l’aspetto delle scuole ma ho preso in considerazione la reazione della classe una volta entrato. Erano tutti simpatici e calorosi e quindi ho lasciato a mia madre la scelta. Il giorno dopo sono andato a scuola con mia madre pensando solo di iscrivermi al collegio, invece quel giorno è stato il mio primo giorno di scuola! Non l’avevo capito perché non comprendevo la lingua di mia madre. Ero molto preoccupato perché non ero pronto ad affrontare la scuola. Dopo aver indossato la divisa scolastica mi sono sentito meglio, perché da quel momento appartengo e rappresento la mia scuola. Il direttore della scuola mi ha accompagnato alla mia nuova classe e ho visto i miei compagni occupati per un progetto... Appena le ragazze mi hanno notato, si sono messe a correre per abbracciarmi; anche se non le conoscevo.

I paraguayani usano molto il contatto corporeo come abbracci e baci. Hanno interrotto il loro lavoro per conoscermi meglio. Fortunatamente parlano bene l’inglese perché il linguaggio che usano fra di loro è strano: un mix di guaranì, portoghese e spagnolo. Mi fecero un sacco di domande riguardo l’Italia e imitavano il modo in cui parlo cioè alzavano e acceleravano la voce nelle parti finali di ogni parola. Mi girava la testa perché ero sempre circondato da tante persone. Mi sentivo proprio osservato perché ero il primo italiano che vedevano (anche se sono mezzo filippino) ed erano molto felici. Abbiamo 10 minuti di intervallo per ogni cambio di materia, sono tantissime rispetto a quelli in Italia. Tutti i ragazzi di altre classi volevano conoscermi, mi salutano tutti, volevano fare le foto con me, mi chiamano tutti contemporaneamente e quindi non riuscivo a scegliere dove andare per primo per parlare.

A pranzo si va in una mensa dove ci sono tantissime venditori di cibo e si può scegliere da chi prendere da mangiare pero si paga una tariffa mensile. Io però non sapevo come funzionasse e mi sono comprato un’empanada nel bar. La mia scuola è una scuola cristiana cattolica quindi ogni martedì dedichiamo 2 ore riuniti in una cappella per parlare della religione e pregare. La mia prima giornata scolastica si è conclusa con un torneo di calcio e palla a mano contro un’altra scuola.

Dopo aver indossato la divisa scolastica mi sono sentito meglio, perché da quel momento appartengo e rappresento la mia scuola

Non è mai stato così facile trovare amici in vita mia. Inoltre ho degli amici che mi aiutano anche fuori da scuola. So che il Paraguay è un Paese non molto conosciuto ma sotto questo nome si nasconde un Paese bellissimo e tiene molte cose meravigliose da scoprire con i tuoi occhi. Ora continuo la mia nuova vita e ringrazio Intercultura per questa opportunità. Spero di poter arricchire meglio la mia conoscenza su questo paese che già sono sicuro che mi dispiacerà lasciare.

Rommel

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