Non voglio più andar via da qui!

Ester

Da Bergamo in Honduras per un anno

Salve, mi chiamo Ester e sto studiando per un anno in Honduras. Qua va tutto benissimo e non vorrei più tornare!
Sono in Honduras dal 22 agosto e posso dire che mi piace molto questo paese: la gente è di un allegria sconvolgente (persino la domestica che lavora in casa nostra, sebbene sia una donna di basse condizioni sociali, è sempre sorridente) però sfortunatamente è presente molta ipocrisia.

Vivo in una piccola città con molti alberi e poca densità di abitanti, l’ambiente è stupendo e si respira benissimo!
Mi piace tantissimo il suono dello spagnolo e sono orgogliosa di averlo imparato in così poco tempo
Questa città di 50 mila abitanti si chiama Siguatepeque; la casa della famiglia con cui abito è a 20 minuti dal centro e per andare a scuola ci dobbiamo svegliare alle 5 della mattina: un trauma per me! La mia nuova famiglia è composta da mamma, papà, sorella di un anno in meno di me (mia compagna di classe), un fratellino di 11 anni, un fratello di due anni più di me e un’altra sorella più grande che studia in Texas.
Quando sono arrivata qui non sapevo formare una frase in spagnolo e ho avuto molte difficoltà nella comunicazione. Ora sono contenta di essere in grado di parlare normalmente in spagnolo, mi piace tantissimo il suono di questa lingua e sono orgogliosa di aver imparato in così poco tempo.
Oltre ad un cambiamento del linguaggio, sono cambiati molti aspetti cui ero abituata quali il clima, la mentalità della gente, il cibo, l'abitudine di uscire differente, l’indipendenza... Tutte le abitudini della mia vita in Italia sono cambiate!
Vado in una scuola in cui metà delle ore vengono svolte in inglese e metà in spagnolo
Ovviamente mi capitano momenti di tristezza nei quali non vorrei essere qua ma penso sia normale. Fortunatamente nella città dove abito ci sono altri tre ragazzi italiani con cui mi trovo bene e con cui ogni tanto ci vediamo, oltre che dei compagni di classe che sono diventati miei amici.
Fra gli aspetti negativi di questo Paese è impossibile non citare la povertà, diffusa a livello radicale in tutta la popolazione; un alto tasso di criminalità (per colpa della quale è sconsigliato uscire la sera); uno scarso sistema idraulico e molta analfabetizzazione.
Vado in una scuola in cui metà delle ore vengono svolte in inglese e metà in spagnolo; inizialmente avevo un po’ di difficoltà con entrambe le lingue però sia professori che compagni erano molto disponibili ad aiutarmi. La scuola inizia alle 7 e finisce alle 14.45. Ci sono due intervalli e ogni giorno abbiamo 9 lezioni di 45 minuti ciascuna. La classe che frequento si chiama "undicesimo grado" e i miei compagni di classe hanno sia la mia età che un anno in meno; il periodo scolastico è suddiviso in 4 “partial”.
Con AFS Honduras abbiamo partecipato a un viaggio a Copan e abbiamo visto le favolose rovine Maya
Il 15 settembre è stata la giornata nazionale dell’Honduras e l’abbiamo celebrata sfilando per le strade per due ore con tutte le altre scuole della città. Io ho rappresentato l’Italia indossando una fascia con la bandiera italiana e facevo parte del “cuadro del rotulo”, cioè tenevo uno striscione (che sottolineava l’importanza dell’educazione tramite una frase di Mandela) con altre mie compagne di classe.
Dal 23 al 26 Ottobre con AFS Honduras tutti i ragazzi del programma di scambio hanno partecipato a un viaggio a Copan e abbiamo visto le favolose rovine Maya.
Un fine settimana sono andata a Tela, un’incantevole città marittima honduregna.
Al compleanno del mio papà ospitante abbiamo preparato la pizza!!!
Il 12 dicembre ho partecipato al “defile navideño”: una sfilata di tutti gli istituti bilingue della mia città che si svolge di sera in cui la maggior parte degli studenti indossa costumi natalizi. E’ il secondo e ultimo “defile” che farò in Honduras e mi è piaciuto tantissimo!
Con la mia famiglia il Natale l’ho passato in casa con amici di famiglia e bambini che mangiavano dolci
In Honduras il Natale è una festività di grande importanza e anche solo l’albero di Natale lo si inizia a preparare a fine Ottobre.
Con la mia famiglia il Natale l’ho passato in casa con amici di famiglia e bambini che mangiavano dolci.
La scuola qua è più facile e in mia opinione la parte difficile è studiare in inglese o spagnolo. Il sistema honduregno scolastico non permette di bocciare quasi nessun alunno, infatti anche i miei compagni di classe che studiano poco passeranno l’anno lo stesso!
I miei compagni di classe per diplomarsi devono fare il TES (servizio educativo sociale) per il quale ogni sabato per 20 volte fanno attività di volontariato a persone analfabetizzate.
Con la mia famiglia ospitante sono andata due volte alle terme di Gracias Lempiras, città in cui è nato il mio papà ospitante.
Una domenica con la mia famiglia siamo andati a visitare la bellissima Laguna di Chiligatoro e lo stesso giorno siamo stati nella città più fredda dell’Honduras, chiamata La Esperanza.
In Honduras il Natale è una festività di molta importanza e anche solo l’albero di Natale lo si inizia a preparare a fine Ottobre
Il 21 marzo delle mie compagne di classe sono venute a casa mia e abbiamo cucinato e mangiato pizza.
Il 23 marzo a scuola abbiamo fatto delle foto ufficiali per l’attesissimo diploma!
Dal 29 al 31 marzo con la mia famiglia siamo andati in Nicaragua. Mi è piaciuto tantissimo questo Paese: abbiamo visitato un vulcano attivo, un enorme mercato dove ho comprato una bellissima amaca verde, una città coloniale e abbiamo cenato in un ristorante tipico.
  • coralli

L'anno di Ester in Honduras: tra graduation e paesaggi mozzafiato

Il 10 aprile ho partecipato alle olimpiadi di matematica nazionali alla Ceiba. Io ed altre 2 alunne della mia scuola abbiamo gareggiato nella sezione “algebra 2” e abbiamo preso 19/20. E' stata una soddisfazione poter partecipare alle gare nazionali!

La mia famiglia ospitante mi ha accompagnato alla Ceiba e il giorno successivo abbiamo fatto una meravigliosa escursione a Cayos Cochinos, un bellissimo arcipelago turchese!
Mai dimenticherò quest’anno in Honduras
L’8 maggio a scuola ho fatto un discorso sul mio anno in Honduras, eccone una parte:

“Mai dimenticherò quest’anno in Honduras. In un Paese pieno di verde e con poche strade asfaltate, con persone che vivono in baracche e hanno un invidiabile sentimento patriottico, con pasti sempre uguali e balli molto spinti, con persone con una bellissima pelle color caramello, occhi neri come l’ebano e una pancia caratteristica; con mucche che camminano normalmente per le strade e qualsiasi tipo di rifiuti abbandonati ovunque, con gente che mi osserva meravigliata dal mio aspetto non comune, con una religione molto presente e spiagge meravigliose.
Penso che tutti dovrebbero vivere un periodo all'estero per avere una visione più ampia del mondo
Trascorrendo questo periodo fuori l'Italia ho imparato ad apprezzare il mio Paese, le piccole e grandi cose per le quali l'Italia può considerarsi fiera e che anche a me hanno fanno sentire orgogliosa di far parte di questo bel Paese.

Penso che tutti dovrebbero vivere un periodo all'estero, a questa età, per avere una visione più ampia del mondo in cui viviamo e apprezzare gli aspetti più tipici della propria città natale, visitare luoghi nuovi, mangiare nuovi cibi e conoscere persone con una mentalità completamente diversa. Trascorrere un anno in un'altra famiglia rende anche più indipendenti, più pazienti, più disposti alle critiche e ad apprezzare le piccole cose.
A volte mi guardo intorno e penso a quanto fortunata sono per essere qui. Per poter vedere, sentire, toccare tutto il possibile in questo Paese. E quando ho questi pensieri, mi impegno ad assaporare al meglio ogni momento per poi potermelo ricordare nei miei migliori ricordi”.

Ester

Da Bergamo in Honduras per un anno

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