Professione: volontaria di Intercultura

Anna

Con Intercultura nel 1962/63 e volontaria del Centro locale di Como

E’ trascorso più di mezzo secolo dal giorno della partenza per quella che sarebbe stata l’avventura più significativa della mia vita.

Non sapevo, allora, che cosa mi avrebbe portato in seguito. Quale professione? Sono stata insegnante per qualche anno e poi felice madre di famiglia. Professione: volontaria di Intercultura.
Quando sono partita non sapevo ancora che avrei rivissuto quell’esperienza mille volte e non avrei smesso mai di imparare

Il primo apprendimento, determinante, è stato in quell’anno ormai lontano nel tempo, ma era solo l’inizio. Non sapevo ancora che avrei rivissuto quell’esperienza mille volte e non avrei smesso mai di imparare.

Anno dopo anno ho accompagnato, dalle selezioni al percorso di orientamento al rientro a casa, generazioni di studenti che si presentavano al colloquio incerti o baldanzosi, con il coraggio di una scelta non facile e la voglia di sfidare se stessi.
Ho accompagnato ragazzi da altri Paese alla scoperta di una nuova cultura e attraverso le loro scoperte, le loro curiosità, le loro difficoltà, ho riletto ogni volta la mia

Ho visto arrivare da altri Paesi, nel tempo sempre più esotici, ragazzi a cui insegnare a “leggere“ una nuova cultura, e attraverso le loro scoperte, le loro curiosità, le loro difficoltà, ho riletto ogni volta la mia.

Ho incontrato le famiglie più diverse, accomunate solo dal desiderio di voler offrire la possibilità di uno sguardo interculturale sul mondo al proprio figlio, o a se stesse, accogliendo un altro figlio da un posto lontano.

Le ho ammirate tutte, per la loro capacità di vincere l’ansia del distacco, per la loro voglia di mettersi in gioco con la fatica in più di un nuovo adolescente in casa.
Ho incontrato le famiglie più diverse e le ho ammirate tutte per la loro voglia di mettersi in gioco

Qualche volta la fatica è stata superiore alle previsioni anche per la volontaria. Avrò dato il consiglio giusto per la piccola gelosia del fratellino verso il nuovo arrivato? Come rassicurare la mamma ansiosa sulla disponibiltà di altri volontari, in Argentina o in Thailandia, ad aiutare suo figlio con qualche difficoltà di ambientamento scolastico?

Fare tutto questo “col cuore“ non basta. Seminari di formazione in Italia e all’estero, convegni internazionali, verifiche e aggiornamenti nel campo dell’educazione interculturale sono parte determinante nella professione di “volontario di Intercultura”. Hanno arricchito le mie conoscenze, cementato le mie amicizie, hanno aperto per me molte altre finestre sul mondo.

Continuo ad imparare e, trasmettendo ai nuovi volontari di tutte le età (questa è una particolarità di Intercultura) quanto ho appreso e capito, rinnovo e ricarico ogni volta il mio entusiasmo.

Anna

Con Intercultura nel 1962/63 e volontaria del Centro locale di Como

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