Quest'anno Babbo Natale lo faccio io

Federico

da Rieti in India per un anno

Natale quest'anno è stato di domenica, quindi non c'è stato problema con la scuola, ma normalmente le scuole indiane il giorno di Natale concedono una 'tregua' e vengono chiuse, alcune danno persino le vacanze vere e proprie di Natale! Non la mia... ma non importa.
Io stavo già pianificando una settimana prima come poter rendere il Natale più 'familiare' possibile visto che la mia famiglia, essendo induista, non lo festeggia. Ero così eccitato all'idea: l'India è il Paese dei festival e dei colori, la mia famiglia mi ha sempre fatto scoprire e vivere al massimo ogni singola celebrazione e finalmente per una volta potevo ricambiare facendogli vivere, per quanto possibile, un Natale come lo vivevo in Italia.
Tutto si è fatto in gran segreto e molto in fretta: la mattina della vigilia mi sono alzato presto (9.00 am perché tanto i negozi prima non aprono!) e già in casa, come previsto, non c'era nessuno. Mio fratello era a fare ripetizioni scolastiche, mio padre al lavoro e mia madre era fuori città da un amico. Tutti sarebbero rientrati di sera quindi avevo campo libero per tutta la giornata.

Una volta alzato sono uscito di casa dicendo al nonno che andavo a prendermi un gelato con degli amici perché era la vigilia, e lui come previsto non ha sospettato nulla. Poi ho preso un “rickshaw” (il bicitaxi), sono andato al primo negozio di decorazioni e ho comprato un piccolo alberello; palline colorate; nastri e luci.
Sono tornato a casa e più veloce di un missile ho cominciato a fare l'albero. Mentre lo stavo aprendo ho notato due paia di occhi che ogni tanto sbirciavano da dietro una finestra, e non appena si sono accorti di essere stati “scoperti”, subito si sono nascosti per poi apparire di nuovo poco dopo. Ho riso tra me e me. Li avevo riconosciuti: erano due bambini che vivono nel mio quartiere, fratello e sorella, di 5 e 6 anni. Allora, appena finito di aprire l'albero e i pacchi di tutte le decorazioni, sono uscito fuori e senza farmi vedere e sono andato dietro ai due bambini (che erano troppo concentrati a fissare l'albero per accorgersi che mi avvicinavo) e con la voce un po' complice ho chiesto loro: “che fate?”

I due sono sobbalzati. Come prima reazione, mi hanno chiesto scusa, dicendo che volevano solo vedere che cosa stavo facendo, perché era la prima volta che vedevano preparare un albero di Natale. Erano terrorizzati che mi arrabbiassi con loro! Mi sono chinato verso di loro e gli ho sussurrato: 'hey adesso c'è da fare il lavoro più grande di tutti! Bisogna mettere tutte quelle decorazioni che mi avete visto tirare fuori e le luci sull'albero. Mi date una mano?'

Allorché, i loro occhi si sono illuminati e, scambiandosi uno sguardo, hanno annuito praticamente in sincrono con un sorriso che gli arrivava fino agli occhi. Allora tutti insieme abbiamo finito l'albero che ok, non sarà stato il più bell'albero di Natale del mondo, né il meglio addobbato e di certo non il meglio concepito, ma per me è stato il più bell'albero che abbia mai fatto. Mi sono sentito così felice dopo e vedere la faccia di quei bambini così estasiati nel mettere tutte le palline e i nastri sull'albero, mi ha riempito di gioia come non mai. Poi, nel momento in cui abbiamo acceso le luci, mi sono accorto che mancava una parte fondamentale: la stella! Me ne ero dimenticato! Mi sono dovuto arrangiare con una decorazione a forma di stella che dovrebbe essere appesa e l’ho fissata con lo scotch sulla punta. Ora il nostro albero era finito. A questo punto, i bambini, tornati a casa hanno chiesto ai genitori di vedere quello che avevano fatto. Ho aiutato il nonno ad alzarsi per farglielo vedere anche a lui!
Ero già così felice, ma mi restava poco tempo! Dovevo ancora comprare i regali! Stavo uscendo di casa per andare al centro commerciale ma, proprio in quel momento è arrivato a casa mio fratello che voleva venire con me. E di certo non potevo dirgli no perché sarei sembrato sospetto…. Al centro commerciale dovevo inventarmi un modo per non farlo venire con me ma era impossibile allora decisi di raccontargli che stavo facendo dei regali alla famiglia (così mi avrebbe anche aiutato a scegliere). Ovviamente però avevo un piano per far in modo che anche per lui il regalo rimanesse una sorpresa...

Dopo aver comprato un braccialetto per mamma e una penna per papà, ho chiesto a mio fratello di andare in libreria per decidere due libri in gujarati (la lingua locale) per il nonno, perché io non sarei stato in grado di scegliere. Nel frattempo, io sarei andato a prendere un paio di cuffiette nel negozio di elettronica, che desiderava da tempo.

Come programmato, lui scelse due libri, li comprammo e non si accorse minimamente che nelle buste c'era un oggetto in più. Poi gli ho detto "hey Dev, ti dispiace molto se il tuo regalo te lo prendo la prossima settimana? Ho appena visto che ho finito i soldi sulla carta però non penso cambi molto per te. Tanto già lo sai che sto facendo i regali quindi non dovrebbe fare molta differenza una settimana se aspetti una settimana in più", doveva suonare molto cattiva e infatti così fu e lui mi disse, come immaginavo, che non c'era problema.


Tornati a casa, lui doveva andare con degli amici fuori per un gelato (tempismo perfetto!) e non appena uscì, ne approfittai per andare nel primo negozio per comprare carta e nastro per impacchettare i regali. Ho poi scritto 4 carte natalizie da attaccare sui regali. Infine, nascosi tutto nel seminterrato dove ero sicuro che nessuno li avrebbe mai trovati.


Quando tornarono, rimasero tutti quanti così sorpresi dal vedere l'albero tutto addobbato. Anche mio fratello, nonostante sapesse dei regali, non era mai entrato in casa il pomeriggio quindi non sapeva ancora dell'albero. La cena fu una normale cena in famiglia e a mezzanotte chiesi a tutti quanti di andare in camera e di aspettare il mio ritorno. Loro un po' stupiti dissero ok e andarono.

Io spensi tutte le luci per sistemare i regali sotto l'albero, poi entrai in camera; mi sedetti sul letto insieme a loro e dissi: "nella mia famiglia in Italia la notte di Natale si passa un po' diversa da come siete abituati a vedere nei film. Non facciamo come in America che i bambini si svegliano la mattina di Natale e trovano i regali sotto l'albero; invece, quando arriva mezzanotte, una persona chiama tutti i bambini in una camera e spegne tutte le luci nella stanza dove c'è l'albero, perché Babbo Natale arriva solo quando non c'è nessuno e mette i regali sotto l'albero. Così è come noi passiamo il Natale e adesso che siamo stati qui chiusi tutti qui nella stanza e in quella dove c'è l'albero le luci erano spente e non c'era nessuno, andiamo a vedere se Babbo Natale è arrivato!"
Una volta usciti, rimasero senza parole nel vedere i regali sotto l'albero.
Io li invitai ad andare a prendere quelli con i loro nomi scritti sulle targhette, mio fratello era rimasto in disparte pensando che il suo non ci fosse. Mi girai verso di lui e gli dissi: "beh? tu non vai?". "ma non c'è il mio regalo." mi rispose. "Ma davvero credi che avrei preso i regali per tutta la famiglia e per mio fratello no? vai sotto l'albero e prendi il tuo regalo, scemo!"

La felicità di quel momento è stata indimenticabile: tra mio padre che mi avrà abbracciato un miliardo di volte dicendomi che non era necessario tutto quello; mia madre che è scoppiata in lacrime litigandosi me con mio padre per abbracciarmi e mio fratello che mi ha detto "non potevo chiedere un fratello migliore".

Finito l'attimo di eccitazione tutti si preoccuparono per il fatto che io non avessi ricevuto alcun regalo e mio padre già cominciava ad obbiettare che se glielo avessi detto prima avrebbe preso un regalo anche per me, quando io gli ho risposto solo che il più bel regalo già lo avevo ricevuto: stare lì in India con quella famiglia. Forse può sembrare un’eccessiva dimostrazione di gentilezza... ma in fondo è stato così davvero! Per la prima volta nella mia vita ho davvero sentito il Natale vivo e non volevo assolutamente altro regalo.
Volevo far vivere l'esperienza di un Natale alla mia famiglia indiana che non ne aveva mai passato uno e nel vedere le loro facce felici con un sorriso enorme mi ha fatto capire che nel mio piccolo ci ero riuscito.

Finalmente ho capito che cosa significa il detto "rende più felici donare che ricevere", il famoso spirito di Natale, ed è stato così ironico che lo abbia capito in un Paese dove il Natale non è considerato una festività! Posso dire con certezza che questo è stato uno dei più bei natali della mia vita, in cui ho anche

Preparato io un tipico pranzo di Natale all'italiana. E’ stata un impresa trovare tutte le ricette vegane (perché la mia famiglia non mangia ne uova ne carne essendo induista molto praticante) ma alla fine sono riuscito a destreggiarmi con tanto di antipasto; primo; secondo; contorno e dolce. Mi ritengo soddisfatto!

Federico

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