Qui mi sono detto di non essere più timido e ho cominciato a fare ciò che mi piaceva!

Lorenzo

Da Pisa in Repubblica Dominicana per un anno

Hola chicos! Mi chiamo Lorenzo, ho 18 anni appena compiuti e vivo in Repubblica Dominicana da ormai sei mesi.La mia avventura è stata ed è tuttora qualcosa di magnifico, qualcosa di incredibile. Sarebbe impossibile rinchiudere tutto ciò che sono stati questi mesi per me in un racconto, ma cercherò di riassumere per bene.
Parto col dire che sono stato molto fortunato: mi è stata assegnata una famiglia stupenda e ho conosciuto persone che ormai fanno parte di me. Vivo nella capitale, a Santo Domingo, e per uno come me, abituato alla vita in una piccola città, è stato un cambiamento molto forte.
Questo viaggio mi ha cambiato, non ci credevo molto prima di partire ma adesso ne ho la certezza. Tutto quello che ho vissuto è entrato a far parte di me, questi panorami mozzafiato, questa gente piena di vita, questo calore soffocante. Non è stato tutto facile, ci sono stati momenti in cui ho pianto, in cui mi sono pentito, ma ne è valsa la pena.
Non riesco a ricordare bene il momento in cui sono arrivato ed è iniziato tutto. Ricordo che ero stanco dopo tutte quelle ore di aereo, ero spaventato all'idea di dover conoscere la mia nuova famiglia. Mi vergognavo molto, la timidezza era una delle mie principali caratteristiche prima di mettermi alla prova e cominciare il mio anno all'estero. Ricordo a malapena il momento in cui ho visto le facce delle mie sorelle ospitanti e della mia mamma, il modo in cui mi sono buttato addosso a loro abbracciandole, il modo in cui mi hanno accolto gridandomi: "Ciao, fratellino!". Però mi ricordo il caldo: Dio mio, che caldo allucinante!
Ricordo il momento in cui ho visto le facce delle mie sorelle ospitanti e della mia mamma, il modo in cui mi hanno accolto gridandomi: "Ciao, fratellino!"I primi giorni sono volati, in mezzo alla confusione più totale. Non capire niente di quello che ti dicono, rimanere a bocca aperta davanti a qualsiasi cosa, fare domande (o almeno provarci), cercare di capire. Ogni cosa mi rendeva euforico, ogni palma da cocco che vedevo sbucare dai giardini, ogni casa, ogni persona. L'emozione era tanta, non avevo paura di ciò che mi aspettava.
Ho passato dei momenti stupendi, ma non sono mancate le difficoltà. Non sono mancati i momenti in cui, davanti a tutto ciò, mi sono chiesto se ce l'avrei fatta davvero per un anno. Più di una volta mi sono ritrovato a piangere nei primi tempi, a pensare a casa mia come un ricordo lontano e ad avere paura. Però poi tutto tornava al posto giusto, ed è stato grazie all'aiuto e all'appoggio delle persone a me vicine.
Il popolo dominicano mi ha insegnato molto sulla vita e mi ha guidato nei tanti momenti di incertezza. La mia tristezza non durava più di cinque minuti, perché nessuno voleva vedermi triste. Tutti, dal primo all'ultimo, mi sono stati vicini quando ne avevo bisogno.
Adattarsi alla vita ai Caraibi è stato piuttosto facile, e penso che sia dipeso anche da me. Prima di partire mi ero ripromesso di non dimostrarmi il solito timidone impacciato, perciò nei primi tempi ho cercato di buttarmi il più possibile e di essere io a fare la prima mossa. Ho cominciato a chiamare da subito i miei genitori "mami" e "papi", ho cominciato a farmi avanti, a cercare di non rimanere indietro. Quando non ero io a fare la prima mossa, qualcuno veniva da me e si presentava. Sono stato accolto come un vero figlio in casa e come un vero compagno in classe, sono stato aiutato da tutti e trattato con rispetto. Ho capito che ce la potevo fare, eccome se ce la potevo fare
Quando non ero io a fare la prima mossa, qualcuno veniva da me e si presentava. Sono stato accolto come un vero figlio in casa e come un vero compagno in classe, sono stato aiutato da tutti e trattato con rispetto

La solarità della Repubblica Dominicana nei sorrisi dei compagni di classe di Lorenzo

I luoghi che ho visitato mi hanno lasciato a bocca aperta. Sembrava di essere stato infilato in una cartolina, i primi tempi facevo difficoltà a crederci e anche adesso rimango di stucco davanti ai panorami dominicani. Le spiagge, il mare cristallino, le luci della capitale, le piantagioni di banane, le montagne, le zone aride, le cascate. Ma non è stato solo questo, è stato vivere tutto ciò come un vero e proprio dominicano. Perché io ormai ero un po' dominicano, ormai ero un membro della mia famiglia e come tale non vedevo più le cose da turista. Poter vivere tutto ciò con persone che mi vogliono bene al mio fianco è stato stupendo, vivere ogni momento riuscendo ad interagire con il mio nuovo Paese, sentendomi parte di esso, chiacchierando e sentendomi fiero dei miei progressi con la lingua.
Le persone che ho conosciuto mi hanno forgiato, mi hanno aiutato a crescere nel mio cammino. Non è stato solo un viaggio, assolutamente no! Vivere tutto ciò lontano dai vizi della mia casa italiana mi ha reso più forte, più maturo. Le differenze che c'erano tra questa famiglia e la mia erano notevoli, ho dovuto imparare ad essere indipendente, ad organizzarmi. Poi, ad un certo punto, ero io stesso che volevo essere indipendente. Volevo vivere la vita nella mia bellissima capitale sentendomi fiero di poterlo fare da solo, sentendomi orgoglioso del mio spagnolo, libero di prendere un taxi e spostarmi in una città tanto grande senza bisogno di una guida che mi tirasse per la mano.
Ho cominciato ad organizzare le mie giornate, ad iscrivermi a un club sportivo, a calcolare i tempi per i miei impegni. Mi ero detto di non voler essere timido, perciò mi sono buttato e ho cominciato a fare ciò che mi piaceva. Ho iniziato nuoto, che importava se ero grasso? Ho iniziato scuola di ballo, che importava se ero impacciato?
Poter vivere tutto ciò con persone che mi vogliono bene al mio fianco è stato stupendo, vivere ogni momento riuscendo ad interagire con il mio nuovo Paese, sentendomi parte di essoLa scuola è stata fondamentale per me nella mia esperienza. In essa ho trovato, nei primi tempi tristi, tantissime persone che ho imparato a conoscere e ad amare. In essa ho trovato un punto di equilibrio tra i miei divertimenti e i miei nuovi rapporti nel mezzo della mia esperienza. Anche qui ho avuto i miei momenti difficili, ovviamente, momenti in cui ho dovuto affrontare persone che non mi capivano, in cui ho dovuto lavorare il doppio per ottenere un riconoscimento. Ricordo che mi stancava la scuola i primi tempi: il semplice interagire con le persone e farsi avanti richiedeva molta concentrazione e pazienza, cercando di parlare in un'altra lingua e di non fare caso alle battute sulla pronuncia, sui modi di fare diversi.
Non so bene in che momento la mia esperienza ha cominciato a sfuggirmi dalle mani. Penso sia stato dopo Natale, quando ormai mi sentivo un vero e proprio dominicano. Era scontato cantare l'inno nazionale come tutti la mattina, aspettare con ansia il piatto di riso e fagioli dell'una e mezza, fare i compiti in spagnolo, andare a salsa, chiacchierare con le mie sorelle, uscire con i miei amici il venerdì sera. Da gennaio il tempo ha cominciato a volarmi via dalle mani, lasciandomi spiazzato.
Era scontato cantare l'inno nazionale come tutti la mattina, fare i compiti in spagnolo, andare a salsa, chiacchierare con le mie sorelle, uscire con i miei amici il venerdì seraAdesso che sono qui da sei mesi mi sento una persona nuova. Avvicinarmi a una cultura tanto diversa e bellissima mi ha insegnato ad adattarmi, ad essere indipendente. Ho imparato ad essere più responsabile, a uscire di casa pronto ad essere il centro dell'attenzione di tutti, a vivere il momento, a non guardarmi indietro.
So che mancano ancora quattro mesi, ma mi sembra già di essere vicino alla fine, ed è così perché sono talmente felice in questo momento che il tempo mi scappa via dalle mani. Siamo già a marzo e mi chiedo come sia possibile che sia passato tutto così in fretta... Ho conosciuto un altro Lorenzo in questa piccola isola e sono felice di sapere che me lo porterò dietro per tutta la vita, pronto ad aiutarmi quando ne avrò bisogno o a ricordarmi dei momenti bellissimi che ho passato qui.
Spero che il mio racconto motivi un bel po' di persone. Il mondo è così grande ed imparare a conoscerlo con Intercultura è stata l'idea più folle e bellissima che mi sia mai passata per la testa, con tutti i pro e i contro. Non mi dimenticherò mai del mio anno all'estero, mai, e spero che i miei passi un giorno possano riportarmi qui, a casa mia, dove ho conosciuto la parte di me che più mi rende orgoglioso di me stesso.
Il mondo è così grande ed imparare a conoscerlo con Intercultura è stata l'idea più folle e bellissima che mi sia mai passata per la testa, con tutti i pro e i contro

Lorenzo

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