Senza Pensieri

Simone

da Lanusei-Tortolì in Germania per un anno

Inizio questo racconto con una premessa: so bene quanto la Germania possa sembrare uno stato vicino al nostro paese, in realtà lo è. So anche bene che molti di voi avrebbero scelto l'America o altri paesi lontanissimi dall'Italia. Anche io li ho scelti, ma la sorte ha voluto assegnarmi la Germania. E sapete una cosa? Sono felicissimo di questo! Molti hanno avuto ripensamenti, sono stati delusi dal loro paese, ma io no, mi bastava partire, sapevo che anche la Germania mi avrebbe aiutato a scoprire i miei limiti e nuove parti di me. E infatti è quello che sta succedendo. Prima di atterrare a Francoforte, pensavo che la Germania fosse un posto pieno di boschi, dove la gente è freddissima e non ti mostra alcun segno di affetto, il clima molto instabile e glaciale, paesaggi molto bui e non di un'immensa bellezza, la scuola molto rigida, etc. Sono partito con pochissime aspettative, cioè si dice così per autoconvincersi di questo, anche se non mi volevo immaginare nulla anche io ho pensato a come sarebbe stata la mia famiglia, la scuola, i nuovi amici prima di andare a dormire.. Però sui pochi pensieri che mi sono fatto non ne ho azzeccato neanche uno. Anzi uno si! I boschi e il clima. La famiglia è uno spettacolo. E poi la gente quando ti vede in giro in bici o mentre fai una passeggiata per andare al parco, ti saluta augurandoti una buona giornata o ti sorride. Questo è un pezzo della Germania che noi non conosciamo anzi pensiamo il contrario. Giudichiamo senza sapere. E questo è una cosa che grazie a questa esperienza che è in corso ho imparato a non fare.
Il primo giorno di scuola lo passo in serenità. Io lo affermerei in realtà, uno dei giorni più belli della mia nuova vita.
Diciamo che sono stato anche molto fortunato; sono capitato nella terza città più grande della Germania, Monaco di Baviera. È una grande differenza per me, anche perché io vivo in un paesino sardo di 1.600 abitanti. Dopo questo piccolo epilogo, vi racconterò il mio primo giorno di scuola.
La mia giornata è iniziata con la sveglia delle 6:00. Ero molto carico di ansia, ero molto elettrizzato per la cosa che sarebbe successa tra pochissime ore. Mi sentivo un bambino al primo giorni delle elementari. Alle 6.30 sono pronto, con indosso i miei vestiti preferiti, capelli perfetti e colazione nello stomaco. Io sono pronto, ma il tempo no(la scuola in Germania inizia alle 7.50). Arrivano finalmente le 7.30 e io esco di casa per incontrare un amico di famiglia che mi illustrerà la strada per la scuola. Il tempo non sembra passare anzi sento i secondi nella mia testa che durano minuti. Arrivo finalmente nell'immenso cortile della mia nuova scuola. La prima cosa che noto sono le centinaia di bici nelle interminabili rastrelliere. Faccio fatica a trovare posto per la mia. Realizzo proprio in quel momento, che sono in Germania dimenticandomi della vita italiana, e iniziando in quel preciso istante a vivere la mia nuova vita. Alzo lo sguardo aldilà di tutti i ragazzi, e vedo un enorme costruzione fatta di vetri e colori. Intorno a questa immensa struttura ci sono perone ovunque, che si abbracciano, sorridono e scherzano tra di loro. Passo un paio di secondi davanti alla porta di ingresso, indeciso se entrare o scappare. Scelgo la prima via, prendo un enorme respiro e spingo la porta. La prima cosa che noto è l'immenso atrio. Poi i suoi 900 studenti. Però c'è una cosa che mi fa sentire a casa, che mi riporta nella scuola sarda: il chiasso. Assaporo quel enorme suono che mi fa sentire bene.

Mi faccio spazio tra la folla e chiedo dove è la mia classe. La numero 220. Faccio 2 piani di scale, e a ogni scalino sento il mio cuore che batte sempre più forte e milioni di domante che ribollono nella mia testa. Finalmente arrivo nell'andito dove mi hanno detto che c'è la mia classe. Arrivo là davanti, alla porta della mia nuova classe. Ci sono altre tre ragazze che mi fissano e che bisbigliano qualcosa, poi una si gira e mi chiede come mi chiamo, io naturalmente rispondo "Simone", loro si mettono a ridere..io che non capisco la battuta, le chiedo che cosa c'è di divertente e loro mi rispondono che Simone in Germania è un nome femminile (ottimo inizio), allora saputa questa cosa mi metto a ridere anche io... Dopo 5 minuti di conversazione ci fanno entrare tutti in classe. Tutti fanno a gara per entrare prima, naturalmente penso per i posto dietro come in Italia e invece no! Si fa a gara in Germania per i posti di davanti!! Io rimango basito da questa cosa. Entra la professoressa che sarà la nostra coordinatrice di classe, una donna minuta ma simpatica. Dopo aver fatto l'appello, dove naturalmente il mio nome non c'è, mi chiede come mi chiamo e da dove vengo. Faccio una mia piccola presentazione alla classe, inventata sul momento, e dopo aver finito a mia insaputa tutti applaudono.

Sono molto contento di questo... I nuovi compagni mi dicono delle novità che io non sapevo della scuola tedesca. Mi dicono che ogni professoressa vuole la sua penna, il suo quaderno, e la sua copertina di colori diversi naturalmente. Io rimango più che altro sbalordito e sempre più perplesso dalla scuola tedesca, molto bizzarra a mio avviso. Dopo due ore di presentazioni generali, facciamo due ore di sport. Scopro che i maschi e le femmine fanno educazione fisica separati. Entriamo in questo spogliatoio dove ci sono altri ragazzi, dove mi dicono parole in italiano, più che altro parolacce. Dopo che tutti si sono cambiati entriamo in questa palestra, tre volte quella della mia scuola sarda. Rimando estasiato dalla grandezza. Giochiamo tutti insieme a calcio e a basket. Dopo che finiscono anche queste due ore, e possiamo tornare a casa, io faccio un salto nella segreteria per ritirare dei moduli. Fuori dalla porta incontro dei miei compagni, che mi sorprendono chiedendomi se voglio aiuto in segreteria. Io rispondo di no, ma loro insistono ed entrano tutti con me. Io sono sempre più contento. Dopo che finisco, vado a prendere la mia bici, pronto per tornare a casa, con il sorriso stampato in faccia.

Simone

da Lanusei-Tortolì in Germania per un anno

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