Sono pronta a riabbracciare un ragazzo diventato uomo

Anna Rita Faggiano

Insegnante presso l'Istituto Scolastico Banzi Bazoli di Lecce

Maddalena, Michela, Ludovico, Carlo, Riccardo, Maria Cristina, Ludovica, Chiara, Enrico…tanti nomi a cui corrispondono tanti volti, tanti occhi dentro i quali si specchia la vita nel suo continuo divenire. La loro storia nel mondo è un nascere una seconda volta alla vita attraverso un’esperienza il cui desiderio, talvolta, fa timidamente capolino tra le mille sollecitazioni e comodità di un’adolescenza che scorre protetta e, qualche volta, sonnolenta.

La loro storia nel mondo è un nascere una seconda volta alla vita

Maddalena e Chiara non mi hanno stupito con la loro scelta: brillanti e determinate, la decisione è stata coerente con la loro voglia di conoscere e di percorrere sentieri nuovi, ma Enrico? Mai avrei potuto immaginare la sua scelta di vivere un anno lontano da casa. Ricordo ancora il giorno in cui mi comunicò per la prima volta questo suo pensiero: quasi sottovoce, quasi col timore di ascoltare la sua voce pronunciare parole nuove e sconosciute. Ricordo la mia incredulità, cancellata in un baleno dai suoi occhi determinati che chiedevano a me una conferma; ricordo lo stupore dei suoi compagni di classe e lo scetticismo di qualche collega. Ma Enrico aveva già iniziato a costruire il suo progetto con la consapevolezza di dover impegnarsi maggiormente a scuola nel corso dell’anno, aveva iniziato a lavorare su se stesso e chiedeva alla famiglia e alla scuola fiducia e sostegno. In quel momento mi tornarono in mente le parole della volpe al piccolo principe “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” e cominciai a dare sostegno a quell’essenziale. Ho seguito Enrico in questo suo percorso, lo ho visto attraversare picchi di entusiasmo e abissi di sconforto; ho esultato con lui quando con la sua classe ha vinto i campionati di futsal interni alla scuola, ho chattato con lui quando sentivo che aveva bisogno di parlare, ho risposto alle sue improvvise preoccupazioni scolastiche, ho organizzato a scuola collegamenti Skype con la sua classe italiana, ho rispettato i suoi silenzi.

  • Studenti all'Istituto Olivetti
  • Studenti all'Istituto Olivetti
  • Studenti all'Istituto Olivetti
  • Studenti all'Istituto Olivetti
  • Studentesse straniere all'Istituto Olivetti

Queste foto sono state scattate da Sabrina Barbante durante una mattinata all'Istituto Scolastico Olivetti di Lecce, nell'ambito del progetto della Settimana di Scambio 2016 organizzata dai volontari locali

Per me e per i suoi compagni oggi il Brasile è quello che Enrico ci scrive: “Il paese dell’allegria, dei colori, dei sorrisi, degli abbracci, dell’affetto, dei tramonti di un colore indescrivibile, dove il Sole lentamente si posa in mare, delle notti di pura luce lunare accompagnate da un manto stellato e dove esiste la foresta pluviale più grande del mondo, l’Amazzonia. È anche il paese della povertà, della criminalità e della confusione politica”

Se oggi nella relazione finale sull’esperienza Enrico scrive: “Ero alla ricerca della mia sfida, della mia rivincita personale, l’ho trovata e superata”, io so che è proprio così. Ma ho vinto anch’io come insegnante nel sostenere il suo progetto, nell’accompagnare un ragazzo lungo il suo cammino, che lo ha portato ha superare le sue fragilità, perciò sono pronta a riabbracciare un uomo.

Anna Rita Faggiano

Insegnante presso l'Istituto Scolastico Banzi Bazoli di Lecce

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