Sono una "farang"

Carla

Da Nuoro in Thailandia per un anno

Io, che odiavo il rumore dei grilli la sera, mi sono ritrovata ad addormentarmi più volentieri ascoltando la loro musica.
Io, che avevo una paura folle degli insetti, mi sono ritrovata ad averceli come amici dentro casa.
Io, che ero schifata dalle rane, adesso ne ho una per amica, che ogni notte s’infila dentro la mia scarpa e mi ci son quasi affezionata. Io, che non avevo mai mangiato piccante, ora mi ritrovo a gustarlo con appetito.

Ci dicono fin da bambini di non cambiare mai, di essere ciò che siamo, e di non farci condizionare da ciò che ci circonda. La verità forse è che non possiamo sapere chi noi siamo realmente, senza andare un po’ alla ricerca di noi stessi. Ho dovuto lottare con una nuova cultura, ho dovuto adattarmi a una società che mi stava stretta, al mio nuovo posto nel mondo. Ogni tanto, incredula, apro l’armadio, guardo la mia valigia, e penso che mi sto arricchendo di troppe cose, mi sto innamorando di troppe cose, come farò a tornare con solo venti chili di bagaglio? Mi sembra che avrò troppe cose da raccontare, talmente tanti ricordi, che forse dovrò stare zitta, e tenermi quel poco di Thailandia che mi rimane solo per me. Chi ha paura di cambiare, non prenda in considerazione i programmi di Intercultura: non è per restare fossilizzati sulle proprie idee che si parte per un anno all’estero. È un anno di cambiamenti, di riflessioni su noi stessi, su ciò che ci circonda e su ciò che vorremmo che sia. Come può non cambiarti un’esperienza del genere?

La Thailandia mi sta regalando tante cose: la possibilità di fermarsi e riflettere senza limiti di tempo, la possibilità di guardarti dentro, vedere chi sei e cosa vuoi essereLa Thailandia mi sta regalando tante cose: la possibilità di fermarsi e riflettere senza limiti di tempo, la possibilità di guardarti dentro, vedere chi sei e cosa vuoi essere. Oltre a conoscere un nuovo bellissimo Paese e una cultura affascinante, ho avuto l’opportunità di conoscere meglio anche me stessa! È vero, mi rendo conto di quante cose abbiamo che in realtà non servono a niente. Lo capisco solo ora, e mio padre da piccola mi ripeteva sempre: “Non ti annoi abbastanza, non hai la possibilità di viaggiare con la fantasia!” Quanto aveva ragione! Io rispondevo semplicemente che annoiarsi era brutto, e che comunque mi annoiavo tante volte! Soprattutto nei primissimi mesi della mia esperienza, la mia famiglia ospitante era molto impegnata, io ero in vacanza da scuola e non c’era nulla da fare. Casa vuota, solo io con me stessa. Ho capito finalmente cosa intendeva mio padre… arrivare alle cinque del pomeriggio e voler avere sonno, perché non si trova altro da fare che dormire! E allora cosa si fa? Si pensa, non ci si rende neanche conto, ma si comincia a pensare, guardarsi dentro, fantasticare…e presto arriva sera.
  • Carla in un tempio thailandese
  • Carla ed un membro di una tribù locale

Cominciata la scuola, le uscite con gli amici, i momenti con mia sorella tutto questo non c’era più, eppure ogni tanto sentivo il bisogno di stare un po’ da sola…a fare nulla! Quando non si ha niente di materiale, si comincia a costruire con la mente ricchezze che vanno ben oltre a ciò che è superfluo.

S’impara ad accontentarsi, ed essere felici e grati di ciò che si ha anche quando è poco. Questa è una delle lezioni più importanti che ho imparato qui: accontentarsi. Si può imparare facilmente dalle persone che vedi per la strada che ti sorridono perché sei straniera, che ti dicono che sei bella, e rimangono meravigliati quando rispondi nella loro lingua! Ti chiedono chi sei, da dove vieni, e non importa se vivono per strada, non ti chiedono di comprare le loro cose; sono felici perché si sono arricchiti di qualcosa di nuovo, della tua conoscenza, che per loro è così speciale.

Non è vero che non hanno nulla, hanno la loro cultura, hanno la loro terra, hanno ciò che basta per vivere, anche se secondo noi quella “non sarebbe vita” - e invece eccoli a sorridere, ricchissimi della loro felicità innata, miliardari nel cuore in un mondo di freddi banchieri e rate da pagare. Non sono più tanto sicura che tornando in Italia tornerei alla “civiltà” alla “società evoluta”. Comincio a pensare che barattare la felicità per “una società migliore” forse non è poi così conveniente. La prima cosa che potrebbe venire in mente è “Beata ignoranza” invece no, non è così, ve lo garantisco! Queste persone sono diverse, hanno sempre qualcosa da insegnarti, ci sarà sempre qualcosa che ti farà ritrovare felice di averla appresa da loro. Essere felici di ciò che si ha, ma soprattutto di ciò che si è – ecco cosa è importante!
Non ho davvero le parole per potermi esprimere al meglio, sono cose che vivi sulla tua pelle, e ognuno le vive in mondo diverso!

Non ho davvero le parole per potermi esprimere al meglio, sono cose che vivi sulla tua pelle, e ognuno le vive in mondo diverso! Tutti hanno la loro storia da raccontare, che è costruita dalle proprie emozioni, dalle proprie esperienze, e ogni elemento della storia è unico, perché unico è chi lo racconta! La mia storia sto imparando ad amarla: è fatta di sorrisi, templi, riso, divise scolastiche, insetti, elefanti, pazienza, feste incantate, monaci e un meraviglioso paese che resterà sempre nel mio cuore! Grazie, infinitamente grazie ad Intercultura.

Carla

Da Nuoro in Thailandia per un anno

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