Svezia...un´ emozione unica!

Marta

Da Como in Svezia per un anno

Arrivata e sopravvissuta a due settimane in Svezia, il Paese che mi ospiterà per un anno e che mi sta accogliendo a braccia aperte! Ricordo ancora l´emozione nel prendere l´aereo che mi avrebbe portato da Stoccolma a Kalmar, verso la mia nuova famiglia.

Ero da sola ed ero terrorizzata, avevo paura di sbagliare volo, di perdere il bagaglio e di finire dall´altra parte dell´oceano; ma durante il tragitto ho avuto la fortuna di incontrare uno svedese che conosceva l´italiano e mi ha tranquillizzata. Quando siamo arrivati e mi ha salutata con un abbraccio, mi sono resa conto che gli svedesi non sono poi così tanto timidi! Incontrare la famiglia è stata un’emozione unica, un miscuglio tra gioia, felicità, timidezza e curiosità, una scia di sentimenti che mi ricorderò per sempre. Il tempo passa così velocemente... tutto è così nuovo, diverso. Non mangiare la pasta, che qui viene servita con la carne, la verdura e il pesce, tutto assieme, o addirittura con il ketchup, non avere più la pizza o il caffè italiano, ma solo carne con patate e salse strane (devo ammettere che non ho ancora capito che cosa mettono nei piatti!). Amo il rispetto che hanno per la natura, la tranquillità in ciò che fanno e questa atmosfera di pace e serenità. Devo ancora instaurare un certo feeling con il tempo perché andando a scuola in bicicletta, da buona svedesina, mi ritrovo ogni mattina il vento contro, ovviamente anche quando ritorno a casa il pomeriggio, e poi la pioggia... non so quante lavate avrò già preso in questi giorni! La mia famiglia è fantastica , e lo è stata dal primo giorno, da quando sono scesa dall´aereo con la faccia un po´ impaurita, e li ho trovati tutti e tre ad aspettarmi con una bandiera italiana, una svedese e con un cartello "Välkommen Marta"; mi hanno abbracciata e mi hanno fatta sentire a casa. Pian piano imparo a conoscere le loro abitudini, le loro passioni, i loro cibi preferiti, il loro amore per il calcio e per l´ice-hockey, così come quello per il cibo italiano. Non smetterò mai di ringraziare la mamma, che ogni sera mi aiuta a leggere un libro per bambini di 1 anno e ogni giorno prova ad insegnarmi qualche parola di questa lingua così difficile, ma non impossibile. Amo guardare le partite con il papà perché mi diverto e rido davvero tanto, così come andare a camminare o a correre lungo la costa e vedere Alexandra giocare a calcio il sabato mattina; una famiglia che mi presenta come loro figlia e che mi accarezza quando vedono che sono distrutta!

Il tempo passa così velocemente... tutto è così nuovo, diverso

La scuola è iniziata il 24 agosto: un piccolo trauma se il tuo cervello è ancora in vacanza e soltanto il giorno prima conosci la famiglia! Provi così tante emozioni che non ti rendi nemmeno conto di essere arrivato, di aver conosciuto la tua nuova famiglia, di trovarti in un ambiente che non conosci tra gente che parla una lingua diversa dalla tua. Ma sei felice perché non vedi l´ora di iniziare, di tuffarti e di immergerti in questa nuova avventura. Il primo giorno la mamma mi ha accompagnato a scuola in macchina cercando di tranquillizzarmi, visto il mio nervosismo, e una volta arrivati ho incontrato il preside che mi ha accolto dicendomi "Buongiorno". Ho sorriso, sentendomi protetta e accolta. Poi insieme ad alcuni compagni ho fatto il giro della scuola, che è enorme, ancora ora mi perdo e devo fare tremila volte le scale perché sbaglio classe! L´atmosfera è molto più rilassata e i professori ti lasciano la responsabilità se seguire o meno la lezione; la scuola va dal lunedì al venerdì, ma a differenza dell´Italia inizia ogni giorno ad un orario diverso in base al corso che frequento. La buona notizia è che ci sono giorni in cui puoi dormire perché inizi alle 11 del mattino ma ciò significa che finisci scuola alle 4 del pomeriggio. In classe puoi utilizzare il cellulare, puoi ascoltare la musica, non ti devi alzare quando un professore entra o esce dall´aula e puoi chiamare il tuo insegnante per nome; il rapporto è molto meno formale. Da quanto sono riuscita a capire non ci sono verifiche o interrogazioni tutti i giorni ma solo dei test che fissano dopo due mesi. Io frequento una scuola di indirizzo umanistico perciò sto studiando materie come pedagogia, studi sociali, leadership, svedese, matematica, inglese, educazione fisica e francese, ma di ogni materia ci sono diversi livelli, in base alle tue capacità. La scuola svedese organizza molte più attività, una tra queste sfortunatamente o fortunatamente è orienteering, nel bel mezzo dei boschi senza un sentiero da seguire! Mi sarò persa almeno 6 volte in una sola giornata ma per fortuna ho trovato qualcuno a cui chiedere. Per ora non posso dire di più, così come non posso svelarvi troppo di questo Paese fantastico! Parti senza sapere a cosa stai andando incontro perché, per quanto tu possa documentarti e informarti nei giorni precedenti la partenza, niente rispecchia la realtà, niente può farti provare le stesse emozioni, gli stessi stati d’animo, così altalenanti e diversi in pochi secondi. Ogni giorno è diverso, ogni giorno ti regala qualcosa di nuovo, ogni giorno ti sorprende, ogni giorno merita di essere vissuto al massimo, a costo di arrivare stanco la sera.

Non smetterò mai di ringraziare Intercultura, i volontari, gli altri studenti stranieri, i miei amici ma soprattutto la mia famiglia, che mi sta accompagnando e chi mi sta sostenendo a 1600 km di distanza, che sta sentendo la mia mancanza e che ha fatto di tutto per far sì che ciò si realizzasse!

Fai le valigie, chiudi gli occhi e vai fuori di casa...

coraggio a lasciare tutto indietro, andare, partire per ricominciare...

non importa dove, conta solamente andare...

per quanta strada ancora c’è da fare amerai il finale!

Marta

Da Como in Svezia per un anno

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