Thailandia: il mio posto è anche qui

Chiara

Da Siracusa in Thailandia per un anno

La mia esperienza di studente straniero qui in Tailandia è iniziata ormai da poco più di due mesi: non ci sono parole per descrivere tutte le emozioni provate in un tempo così limitato, vivendo in un Paese così diverso dal mio.
Ricordo ancora tutti quei particolari, tutte quelle differenze che, inizialmente, ai miei occhi apparivano come degli ostacoli insuperabili. La lingua, il modo di comunicare e approcciarsi, l'adattamento in famiglia e nella nuova scuola erano un batticuore costante, un enorme punto interrogativo che aleggiava dentro di me: "ce la farò?", mi chiedevo spesso. Ma tutto è stato naturale, tutto si è modificato da sé senza che io intervenissi o che ci facessi caso più di tanto. Inizialmente svegliarmi alle 6:30 per essere a scuola alle 8 per la cerimonia dell'inno e dell'alzabandiera, seguita dalla preghiera a Buddha, mi sembrava un'impresa impossibile. Adesso invece sento che il mio posto è proprio lì, in mezzo a tutti quegli studenti, col cuore in mano carico di felicità per l'occasione che mi è stata data.

Frequento una scuola molto grande, al punto da sembrare quasi un campus universitario
Frequento una scuola molto grande, al punto da sembrare quasi un campus universitario
, con circa 3500 studenti e, se prima tutte queste facce così simili, ma al contempo così diverse, non facevano altro che confondermi le idee, adesso ho imparato a riconoscerne qualcuna. Molti sono visi amici perché i tailandesi sono veramente ospitali e curiosi nei confronti del "diverso", del "farang": sono tutti disponibili e cordiali, sempre pronti a passare del tempo con te, a chiederti della tua vita qui in Tailandia e di quella che hai lasciato nel tuo Paese di origine. Se mostri interesse nei loro confronti, loro faranno lo stesso con te.

Faccio parte di una classe di 33 studenti e fin dal primo giorno tutti si sono prodigati nell'insegnarmi l'alfabeto e qualche parola essenziale. Essendo in un English program seguo molte materie in inglese e in particolare quelle scientifiche: informatica, matematica, chimica, biologia, fisica e inglese. Quattro di queste sono insegnate da professori filippini e le altre due da professori americani. Le altre materie vengono fatte in lingua Thai ma i professori spiegano molto velocemente e non sono sempre in grado di capire di cosa stiano parlando, perciò con gli altri studenti del programma di scambio abbiamo iniziato a studiare la lingua privatamente con un advisor della scuola. Siamo molto migliorati rispetto all'inizio, ma la strada è lunga e abbiamo ancora tanto da imparare.

Mi restano ancora otto mesi da vivere qui, otto mesi in cui questo luogo, questa terra si imprimerà ancora di più dentro di me, diventando la mia realtà, la mia seconda casa. Il tempo scorre fin troppo velocemente e il mio unico consiglio è quello di cercare di catturare ogni istante, di trarre da ogni momento quanto di meglio possa esserci. E la Tailandia offre tanto, tante emozioni e sensazioni e probabilmente per questo motivo viene definita “la terra dei sorrisi”.

Chiara

Da Siracusa in Thailandia per un anno

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