Un giorno non come tanti

Enrico

Da Roma negli USA per un anno

Winters - Oggi 14 agosto, la scuola comincia; ma non e’ un giorno come tanti, infatti oggi sarà il mio primo giorno di scuola in California.Sono nel letto immaginando come sarà questa giornata che ho aspettato sin da quando ho saputo che sarei partito; la sveglia mi avverte che devo cominciare a prepararmi e una volta vestito volo fuori di casa. Ah già… dimenticavo…prima colazione americana con uova e bacon.
Mentre mi godo quel “banchetto” sento una macchina accendersi e poi rap a tutto volume. Tra me e me penso "Chissa' chi e' sto coattone", poi esco e mi ricordo che mio fratello "ospitante", Greg, ha la macchina... ok, la prima figura imbarazzante della giornata è andata.
Appena entrato in macchina comincia a farfugliare qualcosa, ma lo dice talmente velocemente e con il rap a palla che sinceramente non capisco granché. Quello che riesco ad intuire e' "Prima classe...prof severo...no ritardo... U.S Government". Poi con la musica a tutto volume mi lascia un secondo in macchina e si prende due ciambelle da 100.000 calorie l'una e una bevanda in lattina simile alla red bull, dopodichè si va a scuola. Scesi dalla macchina mi guarda felice e mi offre quello che sta mangiando, ma diciamo che declino volentieri.
Intanto prendo dalla tasca il telefono e noto l'orario, nulla di particolare, ma io alle 8 in italia sono sul trenino Ostia Lido-San Paolo per andare a scuola e sono felice di condividere con lui quella mia vecchia routine. Lui mi guarda, impallidisce e mi dice "RUN". Insomma abbiamo fatto tardi col professore sbagliato.
Per fortuna però, arrivati in classe, abbiamo la scusa che sono nuovo e quindi siamo salvi. Tutti a chiedermi di dove fossi e io a spiegar loro 1, 2, 3, 4, 5 volte, poi stanco dico "Ok, I live in Rome".
Il professore intanto, appena sente "Italian", mi sposta al primo banco, e inizia la lezione di U.S government , spiegandoci come sia giusto che il governo americano uccida targets precisi, ma a volte possa sbagliare uccidendo innocenti (mentalità…).
  • Il primo allenamento di basket
  • Corsa in campagna al tramonto
  • Con un'altra studentessa italiana
  • Con gli altri studenti AFS al campo di formazione al Lake Tahoe
  • Con fratello e papà ospitante

Gli Stati Uniti di Enrico

La seconda ora, INGLESE. La prof comincia a parlare a manetta e a dettare termini mai sentiti senza nemmeno essersi accorta di me.
Suona la campanella e penso tra me e me “Che bello, storia! “. Divertente e impegnativa, ma se poi la tua prof esordisce dicendo :”This video, guys, will shows you why is important studying History" e noti che ha la zeppola (difficoltà a pronunciare la S), comprenderla diventa davvero complicato.
Le ultime tre ore per un tipo come me sono puro godimento, perché ho prima matematica, poi ingegneria ed infine spagnolo.
In mezzo c'e la ricreazione, dove ho modo di vedere per la mia prima volta 500 armadietti, tutti rosso fuoco che sembrano usciti da un film.
Verso le 13 e' tempo di pranzare, ma dato che la mia scuola è piccola, noi studenti abbiamo modo di tornare a casa per i pasti. Io però del tutto nuovo a questo “mondo”, quando Greg mi chiede dove volessimo andare per pranzo, lo guardo ed in modo molto neutro e diplomatico gli dico:”Mi fido di te". Solo due parole: Taco Bell. Gli americani sono riusciti ad inventarsi un fast food messicano e io non ci posso credere! Non so esattamente cosa ho mangiato, ma so che mi e' piaciuto e che dopo 2 giorni ci sono voluto tornare.
Questo e’ stato il mio primo giorno di scuola negli Stati Uniti, diverso ma allo stesso tempo eccitante. Le differenze a occhio nudo sono nette: armadietti, corridoi enormi e l’inglese. Ma tutto mi sembra ancora così speciale ora che da quasi 7 mesi sono qui!!!

Enrico

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