Un Paese che ha tanto da offrire

Fausta

Da Napoli in Bosnia per un anno

La Bosnia non è un paese facile da vivere ma, qualsiasi cosa accada, vale la pena viverla fino in fondo.

Nonostante la sua vicinanza con l’Italia, i due paesi hanno molte differenze - differenze che riguardano la scuola, la religione, il cibo e le abitudini.

Iniziamo parlando della scuola, che si avvicina molto alla scuola americana.

Il primo giorno di scuola è a settembre. Si hanno le vacanze invernali durante il periodo di Natale che durano all’incirca 3 settimane. Poi si hanno le vacanze di Pasqua che durano 2 settimane.

Le ore sono formate da 45 minuti, e alla fine di ogni lezione si ha una pausa di 5 minuti. Alcune scuole hanno i doppi turni e alternano una settimana di mattina ad una di pomeriggio, altre invece hanno un solo turno che può essere appunto di mattina o pomeriggio. Il rapporto alunno-insegnante è molto diverso, è un rapporto più aperto e talvolta confidenziale. I ragazzi vengono messi a proprio agio dai professori e molto spesso vengono aiutati, il che li incoraggia a studiare e a dare il meglio di sé. Non si deve indossare alcun tipo di divisa e le valutazioni vanno da un minimo di 1 a un massimo di 5. Inoltre hanno la settimana corta, per cui il sabato si resta a casa.

Nonostante la sua vicinanza con l’Italia, i due paesi hanno molte differenze - differenze che riguardano la scuola, la religione, il cibo e le abitudini.

Per quanto riguarda la religione il discorso è un po’ più complesso. Come tutti sanno, non molto tempo fa c’è stata una guerra che con la sua fine ha diviso la Bosnia ed Erzegovina in tre parti. Possiamo trovare quindi una parte bosniaca, una parte croata e una parte serba. A seconda del luogo o territorio in cui ci troviamo incontriamo una religione diversa. Per la maggior parte i serbi sono ortodossi, i croati cattolici e i bosniaci ortodossi. Per quanto possa sembrare strano queste tre popolazioni e religioni convivono pacificamente tra di loro, e questo è uno degli aspetti che più mi ha colpito.

  • Compleanno Fausta con gruppo
  • ragazze
  • paesaggio innevato
  • Mostar

Un compleanno speciale

Il loro stile di vita non è molto frenetico. Per quanto riguarda i ragazzi della mia età, la giornata tipica è scuola, bar con amici e poi si torna a casa a studiare. Durante il fine settimana si esce di sera e si va in locali a ballare o a concerti tenuti in scuole o teatri. Per quanto riguarda i genitori, la giornata si divide in lavoro e casa. Dato che lavorano tutti di mattina, il pranzo è previsto tra le ore 15:00 e le 17:00.

A causa delle varie guerre e dominazioni, il cibo è molto vario. Possiamo trovare piatti tipici bosniaci, alternati a piatti turchi e talvolta anche greci. Il caffè ad esempio è turco, cosi come i bagni (anche se non sempre).

La colazione, durante il fine settimana, è una colazione molto abbondante, fatta di uova, pane, carne, formaggio e a volte anche pasta.

Le famiglie che ospitano sono per lo più famiglie che sono già a conoscenza di Intercultura e che hanno mandato i loro figli all’estero. Ma non è sempre così, ad esempio la mia famiglia ha scoperto di poter ospitare tramite i social. A causa del territorio montuoso, la maggior parte della popolazione vive in campagna e possiede galline, mucche o maiali. Sono poche le persone che vivono in centro o nei pressi della città, e sono per lo più le persone più ricche.

Non riesco spiegare a parole quanto questo Paese sia incredibile, perché tutte le parole che userei non sarebbero abbastanza per far capire quanto un Paese così poco conosciuto abbia da offrire.

Di solito le famiglie organizzano attività di gruppo, che posso essere passeggiate lungo il fiume, escursioni in montagna o giornate in piscina.

Durante il tempo libero o i periodi in cui non si va scuola, i ragazzi della mia età organizzano tra di loro giornate all’aria aperta. Di solito si va in montagna o in un parco, si cammina, si respira aria fresca, si mangia, si parla e ci si diverte.

Il clima è un clima continentale, con estati molto calde intorno ai 40°, e inverni molto freddi che si aggirano intorno ai -20°.

La lingua è la stessa sia se si va in una città serba, bosniaca o croata. È formata da declinazioni e le parole non presentano molte vocali, per cui può risuonare aspra e talvolta cattiva. L’ unica differenza che possiamo trovare tra le tre lingue è che la lingua serba usa l’alfabeto cirillico.

Non riesco spiegare a parole quanto questo Paese sia incredibile, perché tutte le parole che userei non sarebbero abbastanza per far capire quanto un Paese così poco conosciuto abbia da offrire.

Fausta

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