Un paradiso inaspettato

Sara

Da Vicenza in Cina per un anno

La Cina... la Cina è la Cina! Quando pensiamo a questa nazione cosa ci viene in mente? La muraglia cinese, templi antichi affiancati da enormi grattacieli, città immense e sovrappopolate, fabbriche e tanto, tanto inquinamento.

È stata una sorpresa quanto il mio “stereotipo di Cina" fosse sbagliato! Eh si, sbagliato e inappropriato per la regione che sarebbe diventata la mia nuova casa.

Vivo a 海口(haikou), che si trova nella provincia di 海南(hainan), l'isola più meridionale della nazione. Una volta veniva chiamata "le porte dell'inferno" perché era la regione più povera del Paese, e tuttora è una delle zone meno sviluppate e meno inquinate. Non si intravedono fabbriche o fumi tossici e nemmeno immensi grattacieli popolati da lussuosi uffici con migliaia di persone in giacca e cravatta che svolgono una vita frenetica...no, la mia 海口 è ancora primitiva, non c'è nulla di tutto ciò, anzi! La vita è semplice e tranquilla, le persone sono gentilissime e disponibilissime, pregi che non mi aspettavo da questo popolo a tutti noi sconosciuto.
La vita è semplice e tranquilla, le persone sono gentilissime e disponibilissime, pregi che non mi aspettavo da questo popolo a tutti noi sconosciuto

海南 (hainan) è un vero e proprio paradiso, con una temperatura di 25 gradi tutto l'anno è caratterizzato da spiagge bianche, palme e frutta tropicale squisita. I miei compagni di scuola sono simpaticissimi e davvero carini, nonostante debbano studiare fino alle 22 trovano sempre un momento per uscire con me. All'inizio è stato davvero difficile conversare con i cinesi, poiché l'accento è diverso da quello di Pechino (in Italia studio cinese da tre anni) e l'inglese è una lingua "sconosciuta", eppure hanno sempre fatto di tutto per capirmi e per aiutarmi. La scuola è immensa, piena di campi da calcio, basket, pallavolo e aree verdi con laghetti e alberi da frutto. Noi ragazzi del programma di scambio seguiamo dei corsi di cinese individuali al mattino, mentre nel pomeriggio possiamo apprezzare la "vera cultura cinese" con lezioni di "guzheng" (tipico strumento musicale cinese), musica, arte, calligrafia e kongfu.

Se prima della partenza mi avessero descritto la vita ad 海口 forse avrei rinunciato subito a questa meravigliosa esperienza, perché lo stile di vita è talmente diverso che all'inizio ero completamente e inevitabilmente persa. Pensavo "in Italia si fa in un altro modo" , "noi italiani facciamo così" , ed è solo quando ho cominciato a "pensare" e ad "essere" cinese che le cose sono diventate molto, ma molto più facili. Adesso non faccio più caso alle persone che sputano o che ruttano tranquillamente senza vergogna, a come mangiano, agli insetti giganti e ai ratti che popolano le strade e a tutte quelle scomodità e stranezze a cui, ormai, mi sono abituata.
è solo quando ho cominciato a "pensare" e ad "essere" cinese che le cose sono diventate molto, ma molto più facili

Mi manca l'Italia? Sì, ma sono felice, forse più felice di quando ero nella mia casa, con la mia famiglia e con i miei amici. Mi sono innamorata di questa terra e di questo popolo, che ogni giorno mi stupisce. Sto vivendo da immigrata, da straniera in una terra che non mi appartiene, ma mai mi sono sentita tale, perché i cinesi mi hanno apprezzata fin da subito e mai lasciata in disparte.

Devo ringraziare la mia famiglia, che, nonostante le continue incertezze, ha capito quanto fossi convinta a partire, ma soprattutto me stessa, perché per più di un anno ho assillato i miei genitori affinché mi lasciassero avverare il mio sogno più grande.

Se state pensando di passare un anno della vostra vita in Cina, fatelo! Ne vale la pena, non ascoltate chi vi dice che non ce la farete mai perché siete troppo fragili, emotivamente immaturi o perché è impossibile adattarsi ad una cultura così diversa. In pochi credevano che mi sarei adattata e che ce l'avrei davvero fatta, eppure sono qui, entusiasta e felice, e mai tornerei indietro.

Sara

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