Una piccola, grande famiglia

Damiano

Da Bergamo in Cile per un anno

Dopo più di un mese a Castro, mi sento molto più immerso nell'ambiente "Chilote". Dico Chilote, non Cileno,perché sembra che questa isola sia una realtà molto differente da tutto il resto del Cile, come ambiente e personalità degli abitanti.

Purtroppo questa considerazione non é frutto di esperienza diretta, in quanto fino ad ora ho avuto ben poche opportunità di viaggiare.

Il primo impatto è stato quello di un ambiente rustico, in qualche modo, con case fatte per la maggior parte di legno, spazi verdi lasciati alla natura e le tradizionali costruzioni Chilote: le palafitte che creano un grande contrasto con le barche a motore, le auto e le infrastrutture più recenti.
La città è costruita su una altura, cosa che mi ricorda molto Bergamo, non fosse per l'assenza di vere e proprie icone o monumenti storici e per il fatto che si affaccia direttamente sul mare

Castro è una piccola città con poco più di 30’000 abitanti ancora in corso di sviluppo urbano, quindi con molti edifici e strade in costruzione. La maggior parte delle scuole sono molto distanti dal centro del Paese e ci sono piccoli agglomerati urbani sparsi qua e là. Tutto ciò fa sembrare la città quasi frenetica nei suoi ritmi, nonostante le sue dimensioni ridotte. La città è costruita su una altura, cosa che mi ricorda molto Bergamo, non fosse per l'assenza di vere e proprie icone o monumenti storici e per il fatto che si affaccia direttamente sul mare. Fuori da Castro ci sono altri piccoli paesi, più o meno distanti da loro,intervallati da estesissimi campi, in maggioranza utili all'allevamento, oppure piccoli boschi, cosa che rende un breve viaggio in auto un’esperienza molto suggestiva. Sorprendente è anche la quantità di cani randagi: in qualsiasi strada c'è una gran quantità di animali, quasi tutti cani o, raramente, gatti.

Questa è una zona molto legata sia alla pesca che all'allevamento, e ciò che si riflette sui piatti tipici, a base di carne, pesce e frutti di mare, con un sapore molto forte e davvero molto complessi. Come condimento usano quasi sempre le patate o l'avocado, che danno una nota dolce alla pietanza. Molto presenti le fritture, per la carne come per il pesce. Inutile dire che nonostante trovo di mio gusto quasi tutte le pietanze locali, la pizza mi manca.

Dopo il primo periodo di disorientamento ho iniziato ad abituarmi ai nuovi ritmi, ho trovato hobby e compagnia e, di conseguenza, ho iniziato a sentirmi, ogni giorno, un po' più cilenoLa prima cosa che ho notato degli abitanti di questa piccola città è stata l'accoglienza riservata ai nuovi arrivati, il modo amichevole con cui tutti mi trattano, che lascia trasparire una punta di curiosità, principalmente in famiglia e da parte dei compagni di classe, con i quali fin da subito ho instaurato un ottimo rapporto.

Sfortunatamente poche persone parlano un buon inglese, quindi l'idioma è stato un problema per i primi giorni, per fortuna risolto piuttosto rapidamente, complici i volontari del centro locale di Castro e la somiglianza tra italiano e spagnolo.

Dopo il primo periodo di disorientamento ho iniziato ad abituarmi ai nuovi ritmi, ho trovato hobby e compagnia e, di conseguenza, ho iniziato a sentirmi, ogni giorno, un po' più cileno.

Per me forse una delle cose più difficili è stata abituarmi alla mia nuova famiglia, tanto che tutt'ora mi sembra strano pensare a loro come mia famiglia quando mi ricordo dell'altra mia famiglia, quella italiana. Mi sento comunque molto bene nell'ambiente famigliare, anche se a causa dell'orario scolastico, degli orari di lavoro e delle attività extrascolastiche il tempo trascorso con tutta la famiglia è poco.
Con i volontari mi sento molto bene, sono amichevoli e molto cortesi e mi piace ascoltare le loro avventure durante il periodo di scambio all’estero

La persona con la quale ho legato di più in famiglia è mio cugino, considerato da me e mia sorella più come un fratello maggiore, dato che spesso si trova in casa.

Con i volontari d mi sento molto bene, sono amichevoli e molto cortesi. Mi piace ascoltare le loro avventure durante il periodo di scambio all’estero, specialmente della mia tutor, che é stata in Italia poco tempo fa.

Sorprendente per me è stato anche il rapporto con gli altri ragazzi stranieri: si è creato fra noi un legame molto forte, pur non conoscendoci bene, solo per il fatto di trovarci nella stessa situazione, con le stesse aspettative, speranze, incertezze, paure, la stessa euforia e nello stesso tempo la stessa nostalgia che già iniziava a farsi sentire. Siamo diventati un piccola grande famiglia, sotto certi aspetti.

Damiano

Da Bergamo in Cile per un anno

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