Una sorpresa continua

Giacomo

Da Cagliari agli USA per un anno

L'America è sempre stata il mio sogno, e grazie ad Intercultura finalmente posso viverlo. Tutto qui più grande, pragmatico e diverso dalle mie aspettative. E tutto è ancora più bello e meraviglioso di ciò che immaginavo. La mia famiglia è fantastica, accogliente e non a caso ho il piacere di poter chiamare Miss and Mr. Spirgel "Mom and Dad", e la cittadina, Moorestown, New Jersey, è altrettanto bella: la comunità è fantastica, i viali di aceri rossi con le foglie che cadono alle loro radici sono poetici, la scuola e le partite di football del venerdì sera sono come da film, e quel film questa volta è la mia vita. Camminare tra gli armadietti, guardare il baseball alla tv (che per inciso è noiosissimo, ma questa è la vita americana) e mangiare un burrito da Panchero's con i miei amici americani è la realizzazione di un sogno che mai avrei pensato sarebbe stato così vero.
La mia famiglia è fantastica, accogliente e non a caso ho il piacere di poter chiamare Miss and Mr. Spirgel "Mom and Dad"La gente a scuola è vestita in modo particolare per la MHS Spirit Week, le zucche intagliate e i dolci in giro per casa sono la norma a fine ottobre in preparazione per Halloween. È strano come in soli tre mesi mi sia già ambientato qui, diventando parte integrante della comunità, è strano realizzare che sogno in inglese la notte, ed è strano vedere tra i cibi 'italiani' piatti come il 'Chicken Parmesan' o le "Fettuccini Alfredo" o ancora lo 'Stromboli'. È tutto così diverso ma incredibilmente meraviglioso! In camera mia qui ormai ho due bandiere che rappresentano il mio cuore: il nostro tricolore e l'americana Star Spangled Banner.
Ora posso vantare di avere amici da tutto il mondo, di avere due mamme e due papà, di parlare due lingue e di essere italiano ma al contempo sento che una parte di me appartiene a questo Paese che amo da morire e a Moorestown, New Jersey. Non posso che ringraziare Intercultura e la Confindustria di Lecco che hanno reso il mio sogno realtà. Grazie!
Non posso che ringraziare Intercultura e la Confindustria di Lecco che hanno reso il mio sogno realtà. Grazie!Fa impressione pensare che, giusto un anno fa all'uscita di scuola, mentre ero sotto casa di una mia amica, mia madre mi chiamava per dirmi che avevo vinto la Borsa di studio della Confindustria di Lecco per un programma annuale negli Stati Uniti. Ricordo che piansi di gioia mentre correvo per le strade di Cagliari, urlando al cielo la mia felicità. L'America! "Il mio sogno sarebbe diventato realtà" pensai.
Ora guardatemi, 365 giorni dopo sono qui, nel pullmino giallo della scuola, alle 8 del mattino, per andare ad una gara di nuoto. Non a Cagliari, ora sono a Moorestown. Ricordo ancora quando vidi il mio nome tra quelli delle persone selezionate per fare parte del Varsity Swimming Team della mia High School. Ce l'avevo fatta e ora sto indossando la giacca ufficiale della squadra... e pensare che il mio allenatore di pallanuoto in Italia mi aveva detto che non sapevo nuotare!
Ricordo ancora quando vidi il mio nome tra quelli delle persone selezionate per fare parte del Varsity Swimming Team della mia High School... e pensare che il mio allenatore di pallanuoto in Italia mi aveva detto che non sapevo nuotare!

Hillerman tossisce e interrompe il flusso dei miei pensieri. Guardo fuori dal finestrino: la neve progressivamente lascia spazio al ghiaccio a causa dei -17 gradi che attanagliano il New Jersey. Qualcuno mi invita ad andare a prendere un burrito da Panchero's stanotte. Io accetto e faccio una battuta. Realizzo solo ora che l'inglese sia ormai la mia prima lingua. All'inizio era difficile e a stento riuscivo a trattenere la voglia di urlare al mondo la mia mancanza dell'italiano ma adesso al solo pensiero di dover tornare alla lingua di Dante e Petrarca tra qualche mese rabbrividisco. Io sono migliorato in inglese, sebbene abbia fatto ridere la gente con i miei errori all'inizio, ma ora mi sento sempre più padrone di questa meravigliosa lingua. Potrei paragonare la lingua all'esperienza che sto affrontando: all'inizio tutto è difficile e ti manca la tua quotidianità, ma a poco a poco il tempo passa e migliora tutto. La nostalgia passa ed incomincia l'amore: amore per la lingua, per il posto, per la gente del luogo (anche per quel petulante di Westin) e amore per la mia seconda famiglia. Il silenzio che tenevo durante il giuramento alla bandiera a scuola nei primi mesi è stato sostituito dalla mia partecipazione nel dire "I pledge Alligiance to the flag of the United States of America...".
La nostalgia passa ed incomincia l'amore: amore per la lingua, per il posto, per la gente del luogo e amore per la mia seconda famiglia Non dimentico le mie origini ovviamente, ma l'America mi ha rubato il cuore. L'autunno ha colorato il New Jersey di arancione, creando panorami che avrebbero entusiasmato un giovane Van Gogh. L'inverno, bianco candido come la neve che copre le strade, mi rapisce. Sembra il paradiso. La cultura americana è diversa da quella che ci si immagina. C'è chi dice che gli Stati Uniti non abbiano cultura. Non credo che sia vero. La cultura americana è basata sulla volontà e sull'impegno, sulla fatica e sulla lavoro, sulla libertà e sulla possibilità di poter diventare ciò che si vuole se si ha il coraggio di credere in se stessi. È basata sull'apertura mentale. Mia madre (americana) ha delle amiche omosessuali. Ricordo la gioia e le lacrime sui loro occhi quando hanno pronunciato quel "Sì" al loro matrimonio. Il primo matrimonio tra persone dello stesso sesso nello Stato del New Jersey. È un'esperienza che porterò sempre nel mio cuore, un'esperienza che mi ha cambiato. Uguaglianza e libertà sono due valori della cultura americana, cardini della loro storia. Dal 1776 al 2014 questi valori si sono intrecciati fino a creare l'American Dream.
Sto uscendo dallo spogliatoio ora e sono a bordo vasca. Vedo Mum and Dad che mi sorridono sugli spalti. Sam è affianco a loro (è stato portato alla mia gara controvoglia) e mi grida "Let's go, Bro". Nonostante spesso abbiamo delle piccole incomprensioni, adoro mio fratello. Ho imparato molto da lui. Ricordo quando mi disse che non si deve odiare nessuno, non si deve giudicare nessuno e non si deve puntare il dito, ma dobbiamo dare amore e aiuto. Sam! Certe volte mi sorprende come pochi al mondo! Gli voglio un bene dell'anima, così come al resto della mia famiglia americana.
Ho imparato molto da mio fratello Sam. Certe volte mi sorprende come pochi al mondo! Gli voglio un bene dell'anima, così come al resto della mia famiglia americanaCoach De Nick dice che devo nuotare le 500 yards. È la mia prima gara. Metto la cuffia con la M di Moorestown e calo gli occhialini sugli occhi. Salgo nel trampolino. L'arbitro grida "Take your mark!". Mi calo per afferrare il blocco, respiro forte ma questo tuffo non mi fa paura. Ho già fatto il salto nel vuoto quel 6 Agosto quando sono partito per questo posto. "Go!". Salto e mentre sono in aria, poco prima di entrare in acqua vedo il mio riflesso. È la stessa persona che è nell'annuario della MHS. Sono io. Sono io, ma diverso da quel Giacomo che era a Cagliari prima di partire. Finalmente sono soddisfatto di me stesso. Guardo nell'acqua e vedo ciò che ho sempre voluto essere. Finalmente sono io e sono felice. God bless America!

Giacomo

Da Cagliari agli USA per un anno

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